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Visualizzazione dei post da gennaio 28, 2016

Tre poesie di Raoul Follerau

Chi era Raoul Follerau (dal sito AIFO.IT) Raoul Follereau, giornalista francese (Nevers, 1903-1977) nel 1936 viene inviato dal suo giornale in Africa dove incontra per la prima volta gli hanseniani, i malati di lebbra. Scopre, attraverso di loro, il mondo della povertà e del pregiudizio sociale nei confronti della lebbra che condanna i malati alla solitudine e all’emarginazione.  Da quel momento dedica la sua vita alla lotta contro la lebbra e contro tutte “le lebbre”, compie 32 volte il giro del mondo, lavorando instancabilmente per migliorare la qualità della vita delle persone colpite dalla malattia. Raoul Follereau ci insegna che “amare è vivere”, che “amare non è donare ma condividere”, che amare è agire; alimenta la forza e la passione del nostro amore politico nonviolento, della nostra lotta, anche personale, contro le “lebbre” dell’indifferenza e dell’egoismo, dell’ingiustizia, della povertà, e della distribuzione diseguale delle ricchezze. Ai giovani che non hanno ancora l'an…

Poesie di Karol Wojtyla

Chi era Giovanni Paolo II
Karol Wojtyla detto Giovanni Paolo II ha vissuto la sofferenza della seconda guerra mondiale e la crudeltà dei nazifascisti che uccidevano gli ebrei. Nel 1978 viene nominato Papa tra lo stupore di tutti, un uomo venuto da molto lontano (dopo 455 anni il primo papa non italiano dai tempi di Adriano Vl 1522-23) che dice alla folla “se sbaglio mi corrigerete” Nel 1981 subì un attentato per le sue idee, e rimase gravemente ferito. Lui ha contribuito a sconfiggere alcuni stati totalitari e si è opposto alla guerra fredda che grazie al suo contributo terminò senza conseguenze. Con la non violenza ha abbattuto molti muri, i muri dei cuori di molte persone… Giovanni Paolo II era un punto di riferimento per i giovani, tanto che ha creato la Giornata mondiale della gioventù Inoltre, ha aiutato le famiglie povere dell’ Africa, e in genere i poveri del mondo, donando loro la speranza. Per questo ha incontrato Madre Teresa di Calcutta e ha vinto due premi nobel per la pace. Karol …

Confronto fra una poesia di Cesare Pavese e una canzone di Roberto Vecch...

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Cesare Pavese



Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-

questa morte che ci accompagna

dal mattino alla sera, insonne,

sorda, come un vecchio rimorso

o un vizio assurdo. I tuoi occhi

saranno una vana parola,

un grido taciuto, un silenzio.

Così li vedi ogni mattina

quando su te sola ti pieghi

nello specchio. O cara speranza,

quel giorno sapremo anche noi

che sei la vita e sei il nulla



Per tutti la morte ha uno sguardo.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.

Sarà come smettere un vizio,

come vedere nello specchio

riemergere un viso morto,

come ascoltare un labbro chiuso.

Scenderemo nel gorgo muti.





Verrà la notte e avrà i tuoi occhi

Roberto Vecchioni



Quando continuerà Il tempo dove tu manchi,

Senza la nostalgia di strofinare i tuoi fianchi;

Quando ti fermerò tra i due miracoli di averti

amata e perduta, e li ti schiaccerò e li sarai finita...

Quando di questo amore saranno sparse le foglie,

E morirà l'orgoglio nel mio inventario di stelle;

Quando ti avrò ba…