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La gallina volante di Paola Mastrocola


La gallina volante

di Paola Mastrocola

Prof Luigi Gaudio

Romanzo autobiografico?

Ragazzi, per una volta vi chiedo di sospendere il giudizio. Questo è un libro
fatto da una prof, che ha per protagonista una prof (non a caso, anche se ho
aggiunto un punto interrogativo al titolo di qeusta slide). Vi chiedo insomma di
ribaltare il vostro punto di vista , di mettervi nei nostri panni: cosa
pensereste al mattino alle 8 se foste docenti? Cosa vorreste dai vostri
studenti?

Non è nel programma

Anzitutto, Carla è una prof che vuole parlare in classe di ciò che la ha
appassionata, della letteratura e del suo fascino, a prescindere dal fatto che
sia o non sia nel programma. (leggi pag. 27)

Far volare le galline

Michele è l’ex di Carla che poi l’ha lasciato, ha sposato Mario (prof. pure
lui), da cui ha avuto Lucia e Marcello (che ha 12 anni). Però Michele ha
insinuato in Carla la possibilità che le galline possano volare. (leggi pag. 29)

Che sia una metafora?

Guarda caso le galline sono 24, che è il numero più o meno medio di alunni
per classe. Non è che, senza offesa, Mastrocola voglia insinuare che anche gli
studenti certe volte si accontentano di raspare il terreno e non si alzano in
volo? (leggi pag. 30)

L’ignoranza n.1

Una prof di Lettere anzitutto vorrebbe che i propri alunni scrivessero in un
italiano corretto, e cerca di spiegarlo alla solita mamma che vuole giustificare
a tutti i costi il figlio (leggi pag. 35)

La massa degli insegnanti

Per il prof. Canaria, studioso di sociobiologia, (uno dei pochi prof con cui
Carla riesce a capirsi) più sono gli insegnanti e minori sono le probabilità che
ci sia ancora oggi il “talento” dell’insegnante (siamo più di 800.000!!!) e
questo lo descrive con un grafico che mostra chiaramente l’abisso della scuola
italiana. (leggi pag. 59-60)

Pensare!

Come ha scritto anche ne “La scuola raccontata al mio cane” (altro suo libro
che abbiamo riassunto) oggi consideriamo gli alunni in modo troppo passivo. Lo
si capisce anche dal fatto che tutti i verbi che li riguardano hanno i prof. Per
soggetto e gli studenti per oggetto (accogliere, recuperare, colmare, riparare,
ecc…). Ecco perché i giovani d’oggi non “pensano”!

Leggere Omero o i giornali?

A questo proposito ci illudiamo che per dare una coscienza politica ai
ragazzi si debba parlare dei problemi di oggi, prediligendo la lettura del
quotidiano a quella, ad esempio, di Omero. Ma chi l’ha detto? (leggi pag. 69 e
71)

La conoscenza dei contadini

I contadini, come Isidoro che cura le galline di Carla, possiedono una
conoscenza profonda che potrebbero perdere se si mettessero a vedere la TV
(leggi pag. 78-79)

Formazione degli insegnanti

È più importante aggiornarsi sulla propria disciplina, magari da soli con
letture che nessuno può certificare, oppure partecipare a corsi di aggiornamento
di gruppo su argomenti che non riguardano l’essenza del proprio lavoro? (leggi
pag. 84-85)

L’ignoranza n.2

I ragazzi di oggi non solo scrivono in modo scorretto, ma non conoscono la
grammatica e il lessico (cose comunque interconnesse: leggi pag. 86)

Cos’è scrivere?

Paradossalmente, scrivere non è “pensare”. È fermare i pensieri (leggi pag.
94)

La passante di Baudelaire

A una passante di Charles Baudelaire (1821-1867)
La via assordante attorno a me urlava.

Alta, sottile, in lutto, dolore maestoso

una donna passò con la mano fastosa

sollevando orlo e balza, facendoli oscillare;
agile e aristocratica, con la sua gamba di statua.

Io, io contratto come un maniaco, bevevo

dai suoi occhi, cielo livido gonfio di bufera,

la dolcezza che affascina e il piacere mortale.
Un lampo ... poi la notte! - Fuggitiva beltà

il cui sguardo in un attimo mi ha risuscitato,

ti rivedrò soltanto nell' eternità?
Lontano, chissà dove! troppo tardi! forse mai più!

Poiché non so dove fuggi, tu non sai dove vado,

o tu che avrei amata, o tu che l'hai saputo!
(da I fiori del male , trad. it. di L. Frezza, Milano, Rizzoli, 1980)
(leggi pag. 113-114)

Si può sfuggire al destino?

Che cosa accomuna Il colombre di Buzzati, Edipo re di Sofocle e Apollo e
Dafne di Ovidio? (leggi pag. 114, 132 e 133)

L’ignoranza n. 3

C’è qualcuno che mette in dubbio che sbagliare le virgole equivale a
sovvertire l’ordine cosmico? (leggi pag. 121-122)

Meglio il tempo pieno o il tempo vuoto?

Si può leggere solo se si ha del tempo vuoto. E questo vale anche per me!
Quasi isolato dal mondo civile quest’estate cos’altro avrei potuto fare, se non
leggere? (leggi pag. 129-130)

Chi fa loro da mamma?

Giusti i diritti delle donne, ma i diritti dei figli? (leggi pag. 139-140)

Come si fa un tema?

I punti nevralgici del tema, lo dico sempre ai miei ragazzi, sono
l’introduzione, l’esposizione della tesi, e la conclusione. (leggi pag. 141-142)

Il grido di aiuto dell’alunno

Forse non mi sentirei in grado di rispondere all’appello di Tanni, la
migliore alunna di Carla (che grande responsabilità, talvolta, la nostra: leggi
pag. 153-154)

Pastori o maestri?

Lo scopo del nostro lavoro è quello di tenere la classe, come fosse un gregge
di pecore, o guidare gli studenti alla loro maturazione personale e autonoma?
(leggi pag. 162-163)

Una dichiarazione condivisibile

Forse è un insegnante migliore quello che non si sente investito da una
missione, quindi non vuole plagiare o forgiare nessuno (leggi pag. 176)

La vita è una scelta




















































Concludiamo il nostro florilegio citando le parole di un tema di Tanni, che
però non seguirà le orme di Carla, ma andrà a fare la calciatrice a Cesena, e,
per giunta, diventerà la donna di un uomo sposato-separato-più vecchio-molto più
vecchio di lei. Comunque, non so perché, ma l’ultima cosa che suggerirei ai miei
alunni è quella di fare lettere. Così, se qualcuno lo farà, come è già successo,
vorrà dire che sarà davvero una scelta sua consapevole, non perché gliel’avrà
suggerito il prof. Gaudio (leggi pag. 206)

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