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Fahrenheit 451 di Ray Bradbury





Fahrenheit 451

di Ray Bradbury

Prof. Luigi Gaudio

Autore
Ray Bradbury è uno scrittore soprattutto di racconti. Nel '50
pubblica il volume "Cronache marziane" che lo rende famoso anche oltre oceano, e
per la prima volta tutte le sue storie pubblicate in varie riviste sono inserite
in volumi unici. Abbiamo già fatto in classe delle lezioni sui racconti "Verde
mattino", "La fine del principio" e "Pioggia senza fine" tratti da Cronache
marziane. "Fahrenheit 451", dopo essere stato pubblicato sulla rivista "Galaxy"
nel 1951, fu pubblicato in volume nel '53.
Titolo
Fahrenheit 451 è la temperatura cui brucia la carta secondo una
scala anglosassone. Montag porta cucito sulla manica il numero 451 e lo mostra
orgogliosamente a Clarissa McClellan all’inizio del romanzo.
Dystopian novels
Questi romanzi, “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley, “1984” e “La
fattoria degli animali” di George Orwell e appunto “Fahrenheit 451” di Ray
Bradbury mostrano come potrebbe cambiare il mondo se si realizzassero le utopie
(come il comunismo). In genere si tratta di una realtà che è spesso ben
diversa da quella immaginata (da qui il termine distopian). Insomma, noi
parleremmo in italiano di un’utopia negativa quando non si realizza un mondo
perfetto, anzi una società basata su immoralità e sopraffazione.
Analogie fra le utopie
Ci sono evidenti analogie tra le utopie, che spesso si mostrano
profetiche. Ad esempio quella narrata in questo romanzo è drammaticamente simile
a quella comunista cambogiana che nel 1975 con Pol Pot in Cambogia fece fuori
tutti i libri e i professori, nel nome di una rigenerazione della società, che
prevedeva che nessuno più leggesse o studiasse, ma tutti lavorassero la terra, e che si
poggiava sugli adolescenti ancora non “corrotti” dalla cultura troppo
filo-occidentale (vedi il film “Urla del silenzio”).

Anche in Fahrenheit 451 il sesso è una
droga che anestetizza i sentimenti e il dolore. Insomma questo libro, come “Il
mondo nuovo” ci presenta un mondo in cui tutti gli istinti potranno essere
soddisfatti, ma non ci sarà più l’amore, con i suoi tormenti e le sue
inquietudini.
Le profezie delle distopian novels
Come "1984" di Orwell ha previsto il potere occulto che ci condiziona come
un grande fratello, e "Il mondo nuovo" di Huxley ha previsto la clonazione e l’eugenetica
decenni prima che ciò si avverasse, così Fahrenheit 451 ha previsto il disamore
per la lettura che caratterizza la nostra società moderna, incentrata
sull’immagine e i ritmi veloci, e incapace di riflessione e di “tempo” da
dedicare alla meditazione personale e le indagini dissacranti di Popper sulla
televisione.
Ma il libro è sempre da difendere?
Si chiede questo il protagonista del film “Centochiodi” di
Ermanno Olmi, nonché lo stesso Manzoni quando descrive la Biblioteca di Don
Ferrante. Quindi, ok difendere i libri, ma a condizione che la cultura sia
qualcosa di vivo, e non un museo in cui si diviene custodi di qualcosa che non
ha più niente a che fare con la vita.
Riassunto


Guy Montag vive in una società che pur di essere felice e di
eliminare i tormenti della vita come la malinconia, la solitudine, i pensieri
che alimentano i desideri dell’uomo rendendolo nello stesso tempo insoddisfatto
di quello che ha, lo imbottisce di attività inutili, gli toglie il tempo per
pensare perché il pensiero non rende felici, elimina tutto ciò che dà fastidio,
che lo fa sentire piccolo.

In questa società ogni desiderio viene subito esaudito, la vita stessa è un
turbine vorticoso di attività su attività, di colori, di TV, suoni assordanti,
vittorie e mai sconfitte.

Secondo le regole di questo mondo la filosofia, la sociologia, i libri sono cose
ambigue con le quali l’uomo può trovare solo malinconia e tristezza poiché
parlano di un desiderio che non si può mai soddisfare, di un’eterna
irrequietezza.

La società quindi li considera illegali e li sopprime attraverso il fuoco. Ed è
questo il compito dei vigili del fuoco, come Montag: bruciare i libri e le case
che li contengono, purificare dalla tristezza questo mondo;

Loro sono gli Happiness Boys, che si oppongono alla marea di quelli che vogliono
rendere ogni altro infelice con teorie contraddittorie. Loro collaboratore è il
Segugio Meccanico, un robot programmato per eliminare i rivoluzionari,
infallibile.

Una notte, però, Montag tornando a casa fa amicizia con Clarisse McClellan, una
diciassettenne un po’ bizzarra e diversa da tutti, che preferisce parlare con i
genitori che distrarsi con le finte famiglie in televisione, che osserva tutto e
si stupisce davanti alla banale luna che brilla nel cielo ogni sera, ma che non
vede più nessuno.

Le loro conversazioni abbracciano il mondo, i sentimenti, i ricordi dei tempi
antichi così diversi dagli attuali. La società adesso non dà spazio a
considerazioni personali e alla natura. Cose sciocche e strane o più vere,
inizia a chiedersi inconsciamente Montag, sempre più messo in crisi nelle sue
convinzioni.

L’incontro con la ragazza smuove Montag che inizia a farsi domande su di sé e
sul vero contenuto dei libri che ogni notte brucia, così ad ogni occasione ne
ruba qualcuno per nasconderlo in casa sua, inizia a leggerlo, a cambiare, e a
considerare il suo lavoro sempre meno entusiasmante.

Un’anziana lettrice scoperta dai vigili del fuoco si suicida bruciandosi con i
suoi libri e la sua casa perché non potrebbe vivere senza la cultura e la
capacità di pensare. Da questo momento nulla è più lo stesso per Montag perché
capisce che il contenuto dei libri è troppo importante per essere bruciato senza
riguardo, intuisce qualcosa, gli si accende una speranza di novità.

Poi Clarisse muore, travolta da una pazza corsa di un autista. Intanto il
capitano dei militi Beatty si accorge della confusione di Montag e cerca di
convincerlo della validità del loro lavoro, lo richiama al benessere che la
società gli offre, ma senza risultato.

Montag legge un brano alla moglie Mildred, che però rimane indifferente, perché,
schiava della televisione, rappresenta esattamente il tipo di persona che vuole
la società, mentre lui inizia a provare disgusto del mondo in cui vive e pensa
di cambiarlo. Per riuscirci rintraccia un ex professore, Faber, che acconsente
ad aiutarlo dandogli un piccolo auricolare per restare in comunicazione con lui.

Poi Montag torna a casa, dove lo aspettano la moglie con alcune amiche, le
quali, con i loro insulsi discorsi, accendono una rabbia tale in Montag che lui
si mette a leggere loro un libro di poesie nel tentativo di riscuotere i loro
animi assopiti, ma ottenendo solo sguardi impauriti e molti guai.

Infatti quando lui torna al lavoro l’allarme suona e Montag viene costretto da
Beatty a distruggere la sua casa, poi preso dall’ira lo uccide e scappa
nonostante il Segugio gli avesse anestetizzato la gamba. La polizia lo insegue e
si crea una vera e propria caccia all’uomo, con milioni di telespettatori a
seguirlo dalle loro case.

Il protagonista riesce a rifugiarsi da Faber, che gli consiglia di unirsi con un
altro gruppo di ribelli rifugiatisi vicino a delle rotaie abbandonate, appena
fuori città. La caccia ricomincia e Montag riesce a far perdere le proprie
tracce nel fiume, mentre la polizia, che non accetta l’insuccesso, cattura un
innocente pedone facendo credere a tutti che fosse il ricercato per dare agli
spettatori un finale entusiasmante.

Montag viene accolto dal nuovo gruppo degli uomini-libro composto da ex
professori e letterati che conservano nella propria memoria ognuno un pezzo di
un libro affinché non venga persa per sempre la cultura umana.

Mentre è con loro, la città viene abbattuta dai bombardamenti: la guerra è
iniziata, tutto viene distrutto e nasce la speranza di un mondo diverso che lo
stesso protagonista può aiutare a nascere grazie ai libri della Bibbia che ha
imparato a memoria, ovvero grazie all’educazione del pensiero che i libri (non
solo quelli religiosi) insegnano ad esercitare.

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