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Ma le prove INVALSI sono davvero indispensabili? - di Lucio Garofalo

Puntuale come Sanremo, ogni anno, nel mese di maggio, ritorna pure il dottor INVALSI. Ma a che serve, visto che la situazione non è affatto migliorata, anzi peggiora ulteriormente ogni anno che passa? In questo caso, il malato sarebbe la scuola italiana, ma i medici (ovvero il dottor INVALSI, che poi sarebbe il MIUR) non sono assolutamente in condizione di formulare la diagnosi esatta e tantomeno di suggerire la terapia più efficace per debellare il virus. Mi sorge spontaneo il dubbio che il virus possa appartenere al ceppo dello stesso INVALSI. In sostanza, il virus del morbo potrebbe addirittura essere (paradossalmente) il medico che dovrebbe debellarlo. I test INVALSI sono inadeguati ai tempi, se non altro perché oggi non basta monitorare e valutare (in termini statistici) gli standard generali di apprendimento degli alunni e la qualità delle scuole, ma servirebbe anche saper accertare se i discenti, oltre a studiare ed imparare la grammatica italiana e la matematica, sono educati ai valori della cittadinanza attiva. E per verificare simili aspetti formativi, i quiz INVALSI servono a ben poco, per cui andrebbero superati.
Lucio Garofalo

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Un quiz al giorno per il Concorso Dirigenti Scolastici 2015

Da oggi fino alla prova preselettiva sulla seguente pagina facebook un quiz al giorno per il Concorso Dirigenti Scolastici 2015 (bando previsto entro fine marzo, secondo il decreto Milleproroghe), ogni giorno alle ore 9.  La soluzione verrà pubblicata almeno un giorno dopo. https://www.facebook.com/nuovoconcorsodirigentiscolastici

Il mattino, da "Il giorno" di Giuseppe Parini - vv. 1-169 - di Carlo Zacco

5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue Purissimo celeste, o in te del sangue Emendino il difetto i compri onori E le adunate in terra o in mar ricchezze Dal genitor frugale in pochi lustri, Me Precettor d'amabil Rito ascolta.     Come ingannar questi nojosi e lenti Giorni di vita, cui sì lungo tedio E fastidio insoffribile accompagna Or io t'insegnerò. Quali al Mattino, Quai dopo il Mezzodì, quali la Sera Esser debban tue cure apprenderai, Se in mezzo agli ozj tuoi ozio ti resta Pur di tender gli orecchi a' versi miei.     Già l'are a Vener sacre e al giocatore Mercurio ne le Gallie e in Albione Devotamente hai visitate, e porti Pur anco i segni del tuo zelo impressi: Ora è tempo di posa. In vano Marte A sè t'invita; che ben folle è quegli Che a rischio de la vita onor si merca, E tu naturalmente il sangue aborri. Nè i mesti de la D…

Elogio di Galileo dall' Adone di Marino - di Carlo Zacco

Marino - Adone Canto X - ottave 42-37 Elogio di Galileo
42 Tempo verrà che senza impedimento queste sue note ancor fien note e chiare, mercé d'un ammirabile stromento per cui ciò ch'è lontan vicino appare e, con un occhio chiuso e l'altro intento specolando ciascun l'orbe lunare, scorciar potrà lunghissimi intervalli per un picciol cannone e duo cristalli. - Impedimento: ostacolo;  - note: caratteristiche;   note: conosciute e comprensibili: paronomasia;    mercé: grazie a;    - intento: attento;  - specolando: osservando;  - scorciar: abbreviare; 43 Del telescopio, a questa etate ignoto, per te fia, Galileo, l'opra composta, l'opra ch'al senso altrui, benché remoto, fatto molto maggior l'oggetto accosta. Tu, solo osservator d'ogni suo moto e di qualunque ha in lei parte nascosta, potrai, senza che vel nulla ne chiuda, novello Endimion, mirarla ignuda. - per te: per opera tua;  - fia l’opra comp…