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Giustizia e verità - di Laura Alberico

Le parole hanno un peso ma di esse se ne fa un uso indiscriminato ed eccessivo in un mondo che sembra aver perso le radici dell’identità e della coerenza, della legittimità e dei significati di valore che le rappresentano. Giustizia e verità non sempre si accompagnano, anzi spesso si contrappongono e fanno fatica ad emergere come realtà di uno stesso fenomeno. Gli adulti, in molte situazioni,  hanno declinato le loro responsabilità genitoriali e non rappresentano più modelli comportamentali a cui far riferimento soprattutto nell’ambito delle relazioni familiari. La violenza che dilaga dentro e fuori le mura domestiche è un fenomeno  che si ritorce contro le figure più deboli. Le donne e i bambini sono vittime di un retaggio culturale primitivo, rappresentano ancora oggetti di possesso sui quali riversare violenze fisiche e psicologiche che spesso sono taciute e nascoste per vergogna, timore o paura. Il parco verde di Caivano è diventato un territorio contaminato dall’omertà che nel tempo ha fatto crescere le radici della violenza come erba infestante alimentata da una assurda e incomprensibile normalità. Le verità nascoste e taciute negli anni  sono emerse agli occhi di tutti facendo affiorare responsabilità e omissioni, colpe e silenziosa accettazione di violenza e perversione sessuale a danno di bambini innocenti e inconsapevoli. Ma oggi i misteri sembrano aver perso la loro salda e fitta rete di omertà e silenzio. La bocca dell’innocenza ha parlato con la spontaneità e il coraggio che spesso gli adulti non hanno, ha rivelato storie di ordinaria violenza come una favola in cui l’orco cattivo domina incontrastato sulle debolezze e fragilità di un mondo infantile privato per lungo tempo del suo spazio e del suo respiro. Oggi la periferia degradata ha cambiato colore, il verde sbiadito del parco ha ritrovato una primavera dimenticata e una stagione di consapevolezza che può e deve far maturare i frutti del rispetto e della cura  verso i più deboli e gli indifesi. I bambini, diventati troppo presto grandi, hanno imparato da soli a capire e a interpretare il bene e il male, a guardare con pietà e coraggio il mondo degli adulti senza pregiudizi e paure. Una favola reale che restituisce dignità, bellezza e verità al mondo,  in nome di una legge etica  che possa diventare come diceva Kant   “il cielo stellato sopra di me, la legge morale in me”. Una luce nel buio di queste e altre storie scuote le coscienze e illumina un futuro diverso dove giustizia e verità hanno ancora voce per farsi ascoltare.
Laura Alberico

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