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X Agosto Pascoli, Myricae di Carlo Zacco

X Agosto
Discorso. A differenza delle poesie precedenti, qui non abbiamo una sequenza di immagini giustapposte impressionisticamente, ma un discorso lineare e strutturato, dal chiaro contenuto ideologico:
 - l’autore parte dalla propria esperienza terrena per riflettere sul tema del dolore umano, e del rapporto tra dimensione terrena, e dimensione trascendente.

Individuale / universale. Qui l’esperienza individuale viene proiettata su un piano universale: la vicenda del padre (non nominato!) è collegata strettissimamente a quella di una rondine uccisa senza motivo, ed entrambe alla vicenda di Cristo. Con la differenza che, in questo caso, la morte non procura redenzione, o riscatto, ma semplicemente senso di vuoto, e dolore.

Struttura. La struttura è chiarissima: la strofa iniziale e finale fungono da introduzione e conclusione; le quattro strofe centrali sono raggruppate a coppie: due dedicate alla vicenda della rondine, due all’uomo.

Simmetrie. Tra le strofe ci sono numerose simmetrie

Strofa 1

Strofa 6

Vocativo «San Lorenzo»

Vocativo «E tu, Cielo»

«aria tranquilla»

«mondi sereni»

«pianto»

«pianto»

 

Strofa 2

Strofa 4

«Ritornava una rondine»

«Anche un uomo tornava»

«al tetto»

«al suo nido»

«l’uccisero»

«l’uccisero»

«aveva nel becco un insetto»

 

«portava due bambole indono»

Strofa 3

Strofa 5

«Ora è là»

«Ora là»

«Tende quel verme»

«addita le bambole»

«cielo lontano»

«cielo lontano»

«che attende»

«lo aspettano»

Tra le altre simmetrie ci sono anche:
 - la rondine torna al tetto;
 - l’uomo torna al nido;

Riferimenti cristologici:
1) la rondine cade «tra spine», ed è «come in croce»: diventa così simbolo di tutte le vittime innocenti, e assimilata all’innocente per antonomasia, Cristo;
2) il padre perdona i suoi assassini, come Cristo in croce;
3) la struttura delle sei strofe richiama simbolicamente la croce.


Simbolismo. Dov’è il simbolismo in questa poesia? Proprio in questa costruzione così artificiosa e studiata, che richiama appunto l’immagine di Cristo in croce, vittima per eccellenza, e simbolo di tutte le vittime innocenti.
Temi. I temi principali della poesia sono due:
1)      il male: in linea col Decadentismo, Pascoli trae dalla religiosità tradizionale gli aspetti inquietanti e pessimistici: la morte di Cristo non annuncia la salvezza, ma vale di per sé; come pure il pianto del cielo: non è un pianto che purifica il mondo dal male, ma pare semplicemente prenderne atto, rimanendo impotente. Il cielo è appunto «lontano»: non c’è speranza di salvezza.

2)      il nido: la rondine e l’uomo non sono solo accomunati dalla morte insensata, ma anche dal fatto di essere esclusi dal nido.

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