Passa ai contenuti principali

Lungo l' Affrico di Gabriele D’Annunzio - di Carlo Zacco

L’Affrico è un torrente che scorre tra Fiesole e Firenze. È collocata al terzo posto della raccolta, e la sua collocazione segue una cronologia ideale: le ultime piogge primaverili e l’inizio dell’estate.



Grazia del ciel, come soavemente
ti miri ne la terra abbeverata,
anima fatta bella dal suo pianto!
O in mille e mille specchi sorridente
grazia, che da la nuvola sei nata
come la voluttà nasce dal pianto,
musica nel mio canto
ora t'effondi, che non è fugace,
per me trasfigurata in alta pace
a chi l'ascolti.
Il cielo
- rivolge al cielo che si specchia nella terra che è stata abbeverata dalla pioggia, cioè nelle pozzanghere;
 - la dolcezza del cielo, dopo la pioggia, è paragonata a quella che si prova dopo un pianto liberatore, quando l’anima si sente purificata, dopo aver sfogato la sua pena;
 - gli specchi sono le pozze lasciate dalla pioggia;
 - la luminosità del cielo è paragonata a un sorriso;
 - la grazia nasce dalla pioggia così come il piacere segue il dolore;
 - questa grazia si esprime anche attraverso le parole del poeta, che tramite l’armonia dei suoi versi, ne riproduce la sensazione; e fissa (non è fugace) nella poesia ciò che è durevole;
 - ascoltando i versi del poeta si prova una pace profonda, in quanto questi evocano la bellezza della natura.
 
Grazia: si nomina la caratteristica della cosa, non la cosa, secondo un procedimento impressionistico tipicamente simbolista;
Musica del mio canto: predicativo, sempre riferito a Grazia;
 

Nascente Luna, in cielo esigua come
il sopracciglio de la giovinetta
e la midolla de la nova canna,
sì che il più lieve ramo ti nasconde
e l'occhio mio, se ti smarrisce, a pena
ti ritrova, pe 'l sogno che l'appanna,
Luna, il rio che s'avvalla
senza parola erboso anche ti vide;
e per ogni fil d'erba ti sorride,
solo a te sola.
La luna
 - la luna nascente è sottilissima ed è paragonata sia al sottile sopracciglio arcuato di una giovinetta, sia alla polpa (midolla) della canna appena cresciuta;
 - la luna è talmente sottile che può essere nascosta da un ramo, e l’occhio del poeta (che è un po’ annebbiato dal sogno) fatica a ritrovarlo, se per un attimo la perde di vista;
 
 - il fiume, che scorre silenziosamente (senza parola) verso valle (s’avvalla) tra due rive erbose, rispecchia la luna (ti vide);
 - il luccichio prodotto dalla luce lunare sull’acqua che scorre è come un sorriso che il fiume stesso rivolge alla luna;
 - e c’è una specie di dialogo silenzioso ed esclusivo tra l’uno e l’altra (solo a te sola);
 
L’occhio del poeta: offuscato dal sogno, ovvero dalla contemplazione di questa scena;
Luna: è scritta con la maiuscola, in quanto personificata;
 






O nere e bianche rondini, tra notte
e alba, tra vespro e notte, o bianche e nere
ospiti lungo l'Affrico notturno!
Volan elle sì basso che la molle
erba sfioran coi petti, e dal piacere
il loro volo sembra fatto azzurro.
Sopra non ha sussurro
l'arbore grande, se ben trema sempre.
Non tesse il volo intorno a le mie tempie
fresche ghirlande?
 
 
 
 
 
 
Le Rondini
 - siamo già di notte: le rondini, nere sul dorso e bianche sul petto, volano in prossimità del fiume (ospiti) nei momenti che vanno tra il crepuscolo (vespro) e la notte, e tra la notte l’alba;
 - le rondini inoltre volano così rasenti al terreno da sfiorare l’erba bagnata (dalla pioggia) coi loro petti;
 - ed è tanta la gioia del volo, che questo sembra fondersi con l’azzurro del cielo;
 - la chioma del grande albero si muove senza far rumore, perché è mossa da un vento leggero;
 - al poeta che guarda la scena il volo delle rondini sembra una corona che cinge il suo capo;
 
Fatto azzurro: il poeta ipotizza una specie di fusione panica tra il volo delle rondini, e l’azzurro scuro del cielo notturno: questa segreta analogia è espressa dalla sinestesia, che mette insieme movimento e colore;
Corona: questa corona sembra un’incoronazione poetica all’arte del poeta, cioè alla sua capacità di osservare, e trasformare le immagini in suoni.
 
È come se la poesia fosse una trasposizione tra due codici diversi: visivo > acustico.
 
E non promette ogni lor breve grido
un ben che forse il cuore ignora e forse
indovina se udendo ne trasale?
S'attardan quasi immemori del nido,
e sul margine dove son trascorse
par si prolunghi il fremito dell'ale.
Tutta la terra pare
argilla offerta all'opera d'amore,
un nunzio il grido, e il vespero che muore
un'alba certa.
 - il poeta ascolta il verso delle rondini, e il loro grido gli sembra la promessa di una felicità ignota, che il cuore può indovinare perché, ascoltandolo, trasale;
 - le rondini stesse, inebriate dall’euforia del loro volo, si sono dimenticate del nido che le attende;
 - e una volta tornate a questo nido, le erbe e il fiume che sono stati sfiorati, ancora sembrano vibrare del fremito che hanno ricevuto dal loro volo;
 - la terra sembra argilla pronta ad essere plasmata dall’amore del poeta, che può trasformarla in semplice prodotto della sua arte;
 - il grido delle rondini annuncia ora il giorno, e grazie al grido delle rondini il tramonto si trasforma in un’alba.


Superuomo. L’ideologia del Superuomo da questa poesia è apparentemente assente, e la poesia sembra semplicemente un puro gioco di immagini e di sensazioni.

 - Immagini: c’è una successione di immagini:
I strofa: il cielo che si specchia nelle pozze d’acqua, ed è sereno come un’anima che si è appena sfogata nel pianto;
II strofa: la luna, sottile come il sopracciglio di una giovane donna;
III strofa: il volo delle rondini lungo il fiume;
IV strofa: il ritorno delle rondini al nido;

 


 - Collegamenti analogici: questa immagini sono caratterizzate da una ricca trama di collegamenti analogici, assai suggestivi:
                I acqua/cielo: si identificano, in quanto accomunati dal motivo della limpidezza e della purezza;
II luna: ha connotati di giovinezza e freschezza, ed è legata (in modo nascosto e sotterraneo) con una giovane ragazza, con la canna appena nata;
III bianco/nero: il colore delle rondini si fonde con quello del cielo; anche qui sulla base di collegamenti analogici.

 - Armonia segreta: questa armonia segreta tra le cose è espressa in modo concreto dalle parole del poeta, che servono a fissare nell’ascoltatore le immagini poetiche, infondendo lo stesso sentimento di pace e leggerezza che si prova osservandole realmente.

 - Io/Natura: c’è anche un rapporto particolare di identificazione tra l’io e gli elementi naturali:
es.  - il volo della rondine > diventa una ghirlanda che incorona il poeta;
        - a sua volta la corona allude a quella poetica/imperiale;
        - l’io non è un semplice spettatore, ma emerge prepotentemente nelle ultime due strofe;
        - questo è il concetto di panismo;

 - Superomismo: dov’è quindi il superomismo? è esplicitato nell’ultima strofa:
1)      le grida delle rondini: promettono un bene ignoto e ineffabile, che si comprende grazie al trasalimento che esso procura nell’io poetico;
2)      il fremito delle ali delle rondini: si propaga negli elementi naturali da esse sfiorati;
- il volo è simbolo di potenza: sogno vitalistico per eccellenza;

Ideologia. L’ideologia del Superuomo è solo apparentemente assente in questo testo;
 - al di là dell’ideologia, però, resta la forza suggestiva di queste immagini e del linguaggio poetico con cui sono espresse;

 - fitte trame di immagini; ricca musicalità. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Un quiz al giorno per il Concorso Dirigenti Scolastici 2015

Da oggi fino alla prova preselettiva sulla seguente pagina facebook un quiz al giorno per il Concorso Dirigenti Scolastici 2015 (bando previsto entro fine marzo, secondo il decreto Milleproroghe), ogni giorno alle ore 9.  La soluzione verrà pubblicata almeno un giorno dopo. https://www.facebook.com/nuovoconcorsodirigentiscolastici

Elogio di Galileo dall' Adone di Marino - di Carlo Zacco

Marino - Adone Canto X - ottave 42-37 Elogio di Galileo
42 Tempo verrà che senza impedimento queste sue note ancor fien note e chiare, mercé d'un ammirabile stromento per cui ciò ch'è lontan vicino appare e, con un occhio chiuso e l'altro intento specolando ciascun l'orbe lunare, scorciar potrà lunghissimi intervalli per un picciol cannone e duo cristalli. - Impedimento: ostacolo;  - note: caratteristiche;   note: conosciute e comprensibili: paronomasia;    mercé: grazie a;    - intento: attento;  - specolando: osservando;  - scorciar: abbreviare; 43 Del telescopio, a questa etate ignoto, per te fia, Galileo, l'opra composta, l'opra ch'al senso altrui, benché remoto, fatto molto maggior l'oggetto accosta. Tu, solo osservator d'ogni suo moto e di qualunque ha in lei parte nascosta, potrai, senza che vel nulla ne chiuda, novello Endimion, mirarla ignuda. - per te: per opera tua;  - fia l’opra comp…

Sciatteria nelle nomine delle commissioni esami di stato - di Paolo Marsich

Per dare un’idea della serietà con cui i burocrati del Ministero dell’Istruzione gestiscono l’Esame di Stato (ex Maturità), basterebbe considerare questi esempi di come sono state composte le commissioni: a esaminare in Storia studenti di indirizzi liceali e tecnici in cui la materia viene insegnata dal docente di Italiano (classe di concorso A050), sono stati mandati docenti di Italiano e Latino (classe A051) che, per quanto in possesso di abilitazione anche all’insegnamento di Storia, ottenuta magari trent’anni fa, Storia al triennio non l’hanno mai insegnata; viceversa a esaminare in Italiano e Latino studenti del Liceo Scientifico sono stati mandati insegnanti privi di abilitazione in Latino (classe A050). E ancora, a esaminare in Letteratura italiana studenti dei licei classici sono stati mandati insegnanti di Greco e Latino (classe A052) che, per quanto in possesso di abilitazione anche in Italiano, ottenuta anche questa magari trent’anni fa, Letteratura italiana al triennio no…