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Danny l'eletto di Chaim Potok



Danny l’Eletto di Chaim Potok

Premessa
Ai nostri giorni è piuttosto difficile capire la cultura ebraica per i non ebrei.
Per questo Danny l’eletto è il libro migliore per cominciare a conoscere un mondo completamente diverso dal nostro.
L’autore
Chaim Potok era uno scrittore ebreo americano, nato a New York nel 1929 e  morto nel 2002
Il suo primo libro, Danny l’eletto, pubblicato nel 1967 negli USA e nel 1990 in Italia, è velatamente autobiografico, in quanto anche Chaim, la cui famiglia era di ebrei immigrati dalla Polonia, ricevette una rigida educazione ortodossa.
Narratore
Il narratore nel romanzo è interno perché i fatti narrati, ambientati nel 1944, sono raccontati in prima persona, da Reuven Malter.
Reuven Malter
è un giovane ebreo di New York, ed appartenente ad una delle tante sinagoghe della città.  Fa parte della classe borghese ed è orfano della madre.
Il padre fa il giornalista e lo studioso del Talmud.
Anche Reuven è un accanito studioso del Talmud e della matematica; frequenta una yeshivà, dove studia l’ inglese e pratica attività sportive.  Proprio durante una partita di softball, viene colpito da una palla e ricoverato urgentemente all’ ospedale, dove  rischia la perdita della vista durante un operazione  all’ occhio.
Successivamente diventa grande amico di Danny Saunders, con cui si confronta e, per un certo periodo, vive in conflitto, a causa della guerra e della loro diversa visione della religione.
Va al college a studiare logica simbolica, e dopo averlo terminato, diventa rabbino.
Danny Saunders
È il figlio del rabbino Saunders, uno dei più importanti della città, e dovrà succedergli per continuare la tradizione di famiglia.  Non ha, quindi, la possibilità di scegliersi un futuro, avendolo già segnato.
Porta i tipici riccioli che ancora oggi distinguono gli ebrei e, spesso, per questo, viene osservato dalle persone con curiosità o sospetto
Ha una particolare capacità di memorizzazione, dovuta alla memoria fotografica di cui è dotato.  Studia anche il tedesco e gli scritti di Sigmund Freud, a cui si appassiona. Per questo si iscrive allo stesso college di Reuven e studia psicologia.
Alla fine del romanzo, dichiara al padre di non volere fare il rabbino e di passare la carica al fratello, per poter frequentare l’ università e diventare psicologo.
David Malter
Il padre di Reuven fa il giornalista e l’ insegnante in un college.
E’ un padre molto apprensivo e pacato; non sgrida  quasi mai il figlio e discute spesso con lui dei suoi problemi.  
Rimane sconvolto per il genocidio della sua popolazione in Europa.  Proprio per questo dedica tutto il suo tempo e le sue energie al suo lavoro, per creare una nuova generazione di rabbini e appoggiare la creazione dello “stato ebraico”.  Per fare questo si trascura fisicamente e viene colpito da due attacchi cardiaci, per i quali viene ricoverato in ospedale.
Il rabbino Saunders
È il padre di Danny, ma con lui non parla mai, tranne durante lo studio del Talmud.  Comunica con lui solo grazie all’ amico del figlio.  Durante lo studio fa dei piccoli test al figlio per vedere il suo livello di preparazione.  Il rabbino è convinto oppositore della formazione di uno stato ebraico; egli crede, infatti, che questo possa accadere solo dopo l’ avvento del messia.  Alla fine del romanzo rimane molto deluso della scelta del figlio, ma la accetta senza opporsi.
Levi Saunders
È il fratello di Danny e ha il compito di continuare la dinastia di rabbini, quando Danny decide di intraprendere la carriera universitaria.
Viene descritto come un giovane ragazzo molto gracile e spesso malato; è anche ricoverato in ospedale a causa di una malattia del sangue.
Altri personaggi
la sorella di Danny, 
Tony Savo (vicino di letto all’ ospedale),
Billy (vicino di letto all’ ospedale ),
Davey Cantor ( compagno di squadra), 
il professor Galanter ( allenatore di sotfball ), 
Manya ( la domestica russa ). 
Spazi
Il campo da softball: è il luogo in cui si svolge a rottura dell’ equilibrio.
L’ ospedale: è il luogo in cui vengono ricoverati Reuven e, successivamente, David Malter.  Il primo per un colpo inflitto dalla palla e il secondo per un attacco cardiaco.  E’ formato da più piani, è diviso in reparti, che a loro volta si suddividono in grandi stanze in cui i pazienti giacciono sui letti.
La casa di Reuven
È un grande edificio. E’ diviso in diverse stanze: le camere di Reuven e del padre, la cucina, il salotto.  
In queste stanze Reuven trascorre la sua vita quotidiana, svolgendo i compiti e studiando il Talmud con il padre.  
Per un certo periodo è costretto a restarvi da solo, a causa del ricovero del padre.
La casa è dotata di una veranda nella quale Reuven è abituato a riposare.
La casa di Danny
È molto grande ed è annessa alla sinagoga.  Reuven va a viverci durante il periodo del primo ricovero del padre.  
E’ sempre affollata di persone che vogliono incontrare o semplicemente vedere il rabbino Saunders.
New York
La città in cui si svolge la vicenda è New York.  Reuven e Danny vivono nel quartiere ebreo a cinque isolati di distanza.
L’amicizia
In questo libro il tema principale è l’amicizia, l’amicizia di Reuven e Danny e si potrebbe definire la cerniera narrativa tramite la quale Potok confronta due modi di concepire la fedeltà alla tradizione e due diversi modi di vivere l’esistenza. Con ciò Potok ci vuole mostrare che l’amicizia non è impossibile, anche tra due persone che hanno tradizioni e modi di vivere completamente diversi. 
Reuven afferma inizialmente: “Danny e io non ci saremmo mai conosciuti, ovvero la nostra conoscenza sarebbe avvenuta in circostanze affatto diverse, se l’America non fosse entrata nella seconda guerra mondiale, e se quindi alcuni insegnanti d’inglese delle scuole ebraiche non si fossero piccati di [intestarditi a] mostrare ai gentili che gli alunni delle loro yeshivà,…, avevano la stessa efficienza fisica degli alunni di una qualsiasi altra scuola americana. 
E si misero a dimostrarlo organizzando squadre sportive nelle scuole ebraiche del nostro quartiere e di quelli adiacenti…”, ed è proprio tramite una partita di softball che Reuven Malter comincia a frequentare Danny Saunders, e comincia a capire che c’è qualcosa in lui che lo attrae terribilmente, capisce che è diverso da tutti gli altri chassid della sua comunità e può riporre in lui tutti i suoi pensieri e la fiducia necessaria 
Scrive Reuven: “…il giorno prima lo odiavo, e adesso ci chiamavamo per nome. Rimasi a sentirlo parlare, stregato dal semplice fatto di udire quell’inglese così impeccabile che fluiva dalle labbra di un essere vestito da chassid. […] le poche volte che mi era successo di parlare con un chassid, il mio interlocutore aveva usato unicamente lo yiddish. 
Adesso viceversa Danny Saunders parlava in inglese, e quel che diceva e il modo in cui lo diceva sembravano in pieno contrasto con gli abiti che indossava, coi riccioli che gli calavano dalle tempie e con le frange che gli pendevano sotto la giacca scura…”), capisce che ha scelto finalmente il suo amico, così come insegna il Talmud (“…Un filosofo greco disse che due veri amici sono come due corpi con un’anima sola…”).
L’educazione dei figli
Il padre di Danny, secondo la tradizione del suo popolo, educa il figlio basandosi sul silenzio, ritenendo che “…le parole travisano quel che si prova veramente in cuore…”, quel silenzio che Danny non capisce e che lo allontana sempre più dal padre. 
Invece in casa Malter padre e figlio hanno un rapporto più libero e sincero; il padre educa il figlio secondo gli insegnamenti del talmud dialogando apertamente con lui, mettendolo in guardia sulle difficoltà della vita e incoraggiandolo per le scelte più difficili.
Chassidismo
È un movimento religioso interno all’ebraismo, fondato nel settecento da un rabbino, chiamato Baal Shem Tov, nelle regioni dell’Europa orientale (presso i monti Carpazi), tra gli ebrei perseguitati delle classi più basse. Il Baal Shem Tov insegnava in gran parte attraverso parabole che sottolineavano l'umiltà e purezza di cuore
Non immune da influenze del cristianesimo, il chassidismo ha posto l’accento sull’ entusiasmo religioso. Molti ebrei hanno trovato questo messaggio incoraggiante, e il movimento si è diffuso rapidamente, anche attraverso le comunità successivamente emigrate in America.
E Dio permette questo?
La tragedia dell’Olocausto è vissuta indirettamente dagli ebrei americani che vengono a sapere notizie via via più sconvolgenti su quanto avvenuto in Europa. Quindi, anche nei dialoghi fra i due amici, ad un certo punto Dio viene interpellato e messo in discussione, per esempio quando Danny invoca direttamente Dio dopo aver appreso gli orrori dell’Olocausto.
E Dio permette questo?
E ancora quando il signor Malter racconta al figlio la storia degli ebrei, e tra persecuzioni, massacri e rivolte, afferma: “che cosa poteva dire a Dio il nostro popolo durante la rivolta di Chmielnicki? Non poteva ringraziarLo per La strage che avveniva sotto i suoi occhi, e neppure voleva negare l’esistenza di Lui…”
Il sionismo
Nell’ultima parte del romanzo un avvenimento imprevisto sconvolge l’amicizia di Danny e Reuven; i due non si possono più frequentare: tutto accade da quando in America cominciano a diffondersi i movimenti sionistici che miravano alla riunificazione della Palestina distrutta da Hitler. 
Il signor Malter aveva preparato da mesi e mesi un’accurata relazione sul sionismo e sul futuro di quel paese devastato, e il suo discorso in Madison Square Garden aveva riscosso un enorme successo, un successo che però non approvato dal gruppo antisionistico  chassidico, e di conseguenza anche il rabbino Saunders fu il primo ad opporsi brutalmente all’amicizia del figlio con Reuven. 
Ma un giorno accadde il miracolo: lo stato d’Israele si era formato e ogni lega antisionistica si era sciolta e finalmente (dopo anni e anni) Danny e Reuven possono riparlarsi e frequentarsi. Il fanatismo del rabbino Saunders, aveva inciso in parte considerevole sull’amicizia di Danny e Reuven, impedendo loro di frequentarsi, ma non tanto da distruggerla per sempre.

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