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Visualizzazione dei post da Novembre, 2015

La forza degli umili. Il Cristianesimo

Dall'anno zero dell'Irpinia - di Lucio Garofalo

Nei giorni scorsi non sono mancate numerose commemorazioni ufficiali per celebrare il 35° anniversario del terremoto che il 23 novembre del 1980 sconquassò il Sud Italia con un’intensità che superò il 10° grado della scala Mercalli ed una magnitudo pari a 6,9 della scala Richter. Una scossa durata ben 90 secondi fece tremare tutto l’Appennino meridionale, radendo al suolo decine di paesi dell’Irpinia e della Lucania. A 35 anni di distanza il ricordo di quella tragedia ha suscitato ancora emozioni di sgomento e cordoglio, un profondo senso di angoscia, misto a dolore e rabbia. Fu in effetti il più catastrofico cataclisma che ha investito il Sud Italia nel secondo dopoguerra, un'immane sciagura provocata non soltanto dalla furia degli elementi naturali, bensì pure da fattori causali di ordine storico-politico, economico, antropico-culturale. Nei giorni seguenti al sisma, rammento che molti si spinsero ad ipotizzare agghiaccianti responsabilità delle istituzioni politiche, polemizza…

Astolfo sulla luna, Orlando furioso XXXIV, 70 85

Il passero solitario prima parte di Giacomo Leopardi

L’infinito di Leopardi

Gli Antonini dalla pietas al dispotismo. Il secondo secolo d.C. tra pros...

Confronto fra Dante e Petrarca

Dante Alighieri: la vita e le rime, con la lettura e il commento del son...

Perch'i' no spero di tornar giammai di Guido Cavalcanti

Voi che per li occhi mi passaste ‘ l core di Guido Cavalcanti seconda ...

Breve introduzione al capitolo nono dei Promessi Sposi

Prima parte del canto ventunesimo del Purgatorio, vv 1 75

A 35 anni dal terremoto in Campania del 1980 - di Lucio Garofalo

Quest'anno ricorre il 35° anniversario del terremoto del 1980. All'epoca, io ero un adolescente ingenuo e spensierato. Stavo seguendo in TV un incontro della seria A di calcio in un bar del mio paese, quando si verificò una delle catastrofi che più si sono impresse nella memoria storica e nell'immaginario collettivo delle popolazioni locali. Oggi ci siamo in qualche misura ridotti a rimpiangere e idealizzare il tempo vissuto prima del maledetto 23 novembre 1980. Un giorno orribile che, per una sorta di strano ed automatico meccanismo di rimozione inconscia, si tende quasi a derubricare dal calendario. Ma per le popolazioni che subirono la furiosa e devastante forza tellurica della Natura (non senza una correità politica e morale ascrivibile agli esseri umani), è una data impregnata di ricordi strazianti, di risvolti psicologici ed emotivi che hanno segnato intere esistenze personali. Al terremoto seguì una fase di lunga emergenza e di ricostruzione, attraversata da scelte…

Mastro Don Gesualdo di Verga. Breve introduzione e riassunto del romanzo

Seconda parte del canto quarto dell' Inferno di Dante vv 46 108

"Tu m’hai sì piena di dolor la mente" di Guido Cavalcanti

Voi che per li occhi mi passaste ‘ l core di Guido Cavalcanti prima parte

La pazzia di Orlando, XXIII, vv. 100-128

La caduta di Troia Eneide II, 1 56

Nati due volte di Giuseppe Pontiggia. Breve introduzione alla lettura

Da Traiano ad Adriano

Riassunto del capitolo settimo e capitolo ottavo dei Promessi Sposi, la ...

Diciamolo chiaramente - di Francesco Lena

Cari mezzi d'informazione, cari giornalisti, cari politici, cari cittadini, cerchiamo di fare chiarezza, e dire la verità e chiedersi il perché stanno succedendo queste disumane stragi, con attacchi terroristici atroci da condannare assolutamente con assoluta severità e fermezza, dall’aereo fatto esplodere in volo, alla strage di persone innocenti in Francia.
Inviterei a porsi queste domande, per poi trovare delle risposte trasparenti di verità.
Per chi è utile mettere in circolazione tante armi? Chi ha creato ISIS? Chi li addestra? Chi li finanzia? Chi li fornisce le armi? Chi li sostiene politicamente? Se sapremo e avremo il coraggio di dare delle risposte sincere e oneste a queste domande, allora saremo sulla strada giusta e buona per prevenire le stragi e per costruire la vera pace per tutti.
Dobbiamo avere il coraggio, come fa il Papa Francesco, dire con forza no alle armi, che sono mezzi di distruzione e di morte.
Diciamo ad alta voce, sì al dialogo, con grande umanità con …

Nuova guerra globale permanente - di Lucio Garofalo

C'è un filo rosso (di sangue) che lega i feroci attentati di Parigi, la sanguinosa strage di Beirut, in Libano, l'abbattimento dell'aereo russo di oltre una settimana fa: si tratta, molto probabilmente, di ritorsioni terroristiche contro chi ha scelto di combattere l'Isis. In primis, la Russia (ovviamente, siriani e curdi, che subiscono ogni giorno le atroci violenze dei "tagliagole"), ma anche le milizie libanesi di Hezbollah (l'attentato si è verificato in una zona della periferia meridionale di Beirut, in una roccaforte controllata dalle milizie sciite di Hezbollah), nonché la Francia, che aveva da poco tempo iniziato a bombardare le postazioni dell'Isis. Mi sforzo di individuare un filo logico di connessione tra diversi episodi sanguinosi, proprio per scoprire la regia occulta che fa capo al "cervello" strategico ed organizzativo che ha partorito un mostro come l'Isis. Guarda caso, chi subisce gli attentati è in prima linea a combat…

Le proposizioni circostanziali in latino

Canto diciassettesimo del Purgatorio, vv 84 139

Sulla riva di Mario Luzi

L'osteria di Mario Luzi

Perché tardi di Eugenio Montale

Non recidere forbice quel volto di Eugenio Montale

Il regno della dinastia Flavia

Riassunto dei canti 7 23 dell'Orlando Furioso

La maga Alcina

Virgilio e le Bucoliche

La tempesta Eneide I, 81 123

Il capitolo sesto dei Promessi Sposi, capitolo del colloquio tra Fra Cri...

Prima parte del canto diciassettesimo del Purgatorio di Dante, vv 1 83

La prima parte del canto quarto dell' Inferno di Dante vv 1 46

Bradamante e il Mago Atlante

I circoli culturali sotto Augusto

Chi è questa che vèn, ch’ogn’om la mira di Guido Cavalcanti

•Chi
è questa che vèn,
ch’ogn’om
la mira,

che
fa tremar di chiaritate
l’âre

e
mena seco Amor, sì che parlare

null’
omo pote,
ma ciascun sospira?



O
Deo,
che sembra quando li occhi gira,  5

dical’
Amor, ch’i’ nol
savria
contare:

cotanto
d’umiltà donna mi pare,

ch’ogn’altra
ver’ di lei i’ la chiam’
ira.



Non
si poria
contar la sua piagenza,

ch’a
le’
s’inchin’
ogni gentil vertute,  10

e
la beltate
per sua dea la mostra.



Non
fu sì alta già la mente nostra

e
non si pose ’n noi tanta salute,

che
propiamente

L'Ara Pacis

Poesia Natale 2015 - di Francesco Lena

Questa bella festa di Natale porta sempre una fantastica atmosfera, fiocchi di neve e gelo,
che spettacolo vedere gli alberi innevati che si alzano verso il cielo.
Questa magica festa crea una preziosa armonia, ci dona il calore dell’amore,
con dolcezza da far arrivare alle persone in difficoltà, per scaldare il loro cuore.
Lo splendore di Gesù bambino, ci illumini per avere una buona e onesta tenerezza,
assieme al rispetto, nutrimento ideale per le nostre famiglie, che fa fiorire serenità e bellezza.
Nelle famiglie prevalga sempre nobili sentimenti e la collaborazione,
ci sia amore, bene, affetto e gentilezza in ogni azione.
Questo stupendo Natale, ci dia la sapienza per costruire ponti verso gli altri, portare aiuto, ospitalità e accoglienza,
con generosità, far sparire la sottocultura dei muri mentali, porle la mano all’altro e una carezza.
Questo Natale meraviglioso, ci aiuti a osservare i bambini, non hanno barriera, hanno una visione pulita,
con naturalezza stanno bene insieme,…

L'età della dinastia Giulio Claudia con esecuzione delle canzoni Caligol...

Abbazia di Morimondo Silvio Prota

Le proposizioni completive in latino

Canto diciassettesimo del Purgatorio introduzione

Canto sedicesimo del Purgatorio, vv. 109-145 ed esecuzione della canzone...

Il proemio e l'ira di Giunone Eneide I, 1 33

Il capitolo quinto dei Promessi Sposi, capitolo del pranzo alla casa di ...

Poesia, stile e fortuna di Cicerone

Composizione, struttura e trama dell' Orlando Furioso

Elena rimprovera Paride Iliade, 3, vv 421 450 e riassunto di Glauco e D...

Il duello tra Paride e Menelao Iliade, III, vv. 314-382

Elena rimprovera Paride Iliade, 3, vv 421 450

Scontro fra Tersite e Ulisse

L'ira di Achille - Iliade, I, vv. 188-246

Il piacere di lavorare - di Rory Previti

In principio era cacciatore e raccoglitore. L’ Homo Sapiens Sapiens aveva già catturato il fuoco, sapeva conservarlo e riprodurlo, sapeva usare le armi che aveva imparato a costruirsi. Per sopravvivere cacciava e raccoglieva, questo era il suo lavoro.  Dalle origini della specie ad oggi, per garantirsi la sopravvivenza e trasmettere la vita alla progenie l’uomo ha lavorato.  Il lavoro: parola magica che oggi per giovani e meno giovani è a volte una chimera. Lavorare significa potere provvedere ai bisogni della vita quotidiana, potere progettare la propria vita, potere guardare al futuro senza timore. Lavorare fa dell’individuo un tassello del sistema sociale, la tessera di un puzzle senza la quale, pur modesta che sia, si perde la visione d’insieme, lo scopo dello stare insieme facendo parte di un tutto. Proprio il far parte di un sistema sociale dà un’identità a chi lavora, a chi mette le proprie conoscenze e competenze al servizio del prossimo perché sapere e sapere fare comporta il s…

Il proemio dell' Orlando Furioso di Ariosto

1 Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori,
     le cortesie, l’audaci imprese io canto,
     che furo al tempo che passaro i Mori
     d’Africa il mare, e in Francia nocquer tanto,
     seguendo l’ire e i giovenil furori
     d’Agramante lor re, che si diè vanto
     di vendicar la morte di Troiano
     sopra re Carlo imperator romano.

2 Dirò d’Orlando in un medesmo tratto
     cosa non detta in prosa mai, né in rima:
     che per amor venne in furore e matto,
     d’uom che sì saggio era stimato prima;
     se da colei che tal quasi m’ha fatto,
     che ’l poco ingegno ad or ad or mi lima,
     me ne sarà però tanto concesso,
     che mi basti a finir quanto ho promesso.

3 Piacciavi, generosa Erculea prole,
     ornamento e splendor del secol nostro,
     Ippolito, aggradir questo che vuole
     e darvi sol può l’umil servo vostro.
     Quel ch’io vi debbo, posso di parole
     pagare in parte e d’opera d’inchiostro;

L’originalità del Furioso di Ariosto