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Riassunto del settimo canto dell' Orlando furioso di Ludovico Ariosto - di Carlo Zacco

Canto VII
Sommario. - Chi non vede, non crede — Ruggiero abbatte Erifilla — Ruggiero, nel palazzo incantato di Alcina, si invaghisce della maga — Bradamante in cerca di Ruggiero — Bradamante incontra la maga Melissa — Melissa, mediante l'anello, libera Ruggiero — Ruggiero, presa la spada Balisarda e il cavallo Rabicano, fugge a Logistilla.
Chi non vede, non crede (1-2) - Chi non vede, non crede. Così è almeno per il volgo; ma il Poeta dichiara di non voler parlare al volgo, bensì a coloro che hanno senno, e che, pertanto, sono disposti a prestar fede anche alle cose inverosimili.

Ruggiero abbatte Erifilla (3-7) - La gigantessa Erifilla, tutta vestita di armi preziose, se ne sta a guardia del ponte, cavalcando un lupo grosso più di un bue. Essa porta nelle armi una sopravveste color di sabbia, di una foggia come quella che portano i prelati della corte pontificia; e sullo scudo e sul cimiero un rospo gonfio e velenoso.
Non appena vede Ruggiero, gli grida di tornare indietro, e, spronando il suo lupo, pone in resta la lancia; ma il giovane le va incontro minaccioso con l'asta, l'afferra sotto l'elmo e la sbalza violentemente dall'arcione. Egli vorrebbe troncarle la testa, ma le due donzelle lo persuadono di lasciarla in vita e di passar oltre.
Ruggiero, entrato nel palazzo incantato di Alcina, si invaghisce della maga (8-32) - Ruggiero e le due donzelle riprendono quindi il cammino, e, dopo un'aspra via boscosa verso un colle, giungono ad un ampio prato, su cui sorge un magnifico palazzo.
La bella Alcina, che attendeva il guerriero, gli va incontro con tutta la sua corte e lo accoglie come un dio. Essa è un tipo di bellezza perfetta, coi capelli biondi, la fronte candida, gli occhi neri, la bocca di cinabro, la mano lunga e sottile; e diffonde intorno a sé un fascino irresistibile.
Ruggiero, non credendo possibile che una così bella creatura possa tramare inganni, pensa che tutto quello che Astolfo gli ha narrato sia menzogna, e si lascia prendere dall'amore della maga. Dimenticando la sua Bradamante, siede a lieto convito, tra suoni e canti, come alla corte di un re babilonese o di Cleopatra o di Giove. Tolte le mense, i convitati fanno un giuoco, che consiste nello scambiarsi all'orecchio qualche segreto; e Ruggiero ne approfitta per ottenere dalla maga un convegno d'amore. In tal modo il giovane si abbandona a una languida vita di piaceri, tra feste, giostre, spettacoli, partite di caccia e di pesca, mentre tutta la corte fa omaggio al nuovo signore.

Bradamante in cerca di Ruggiero (33-37) - Intanto Bradamante, dopo aver visto sparire sull'ippogrifo il suo Ruggiero, va in cerca di lui per monti e per piani, introducendosi perfino tra le schiere del campo saraceno, perché possiede l'anello che, messo in bocca, rende invisibili. Poi, non potendo credere che Ruggiero sia morto, poiché la notizia della morte di un tanto eroe si sarebbe sparsa in tutto il mondo, decide di tornare alla grotta del mago Merlino per muoverlo a pietà e ottenere notizia del suo amico.

Bradamante incontra la maga Melissa (38-49) -Ma, mentre si avvia verso Ponthieux, dove si trova la grotta del mago, incontra la buona maga Melissa, che le aveva mostrato tutta la sua discendenza.
Costei era venuta a sapere, con la sua arte, che Ruggiero era caduto nelle reti di Alcina, dimenticando il suo re, la sua donna e il suo onore; e voleva trarlo da quei lacci e riporlo sulla via della virtù e della gloria. Infatti, a differenza del mago Atlante, che mirava a custodire gelosamente Ruggiero, per sottrarlo alla morte destinata dai fati, essa, con più nobile amore, voleva che il giovane, dopo la morte, conseguisse fama gloriosa. Perciò, mentre Atlante aveva fatto in modo che fosse trasportato dall'ippogrifo nell'isola di Alcina, e che questa si innamorasse follemente di lui, la buona maga desiderava sottrarlo a quegli incanti, che ne avvilivano la vita.
Melissa, incontratasi con Bradamante, le rivela la passione di Ruggiero per Alcina, ma nello stesso tempo le promette di salvarlo e di ricondurlo in Francia. Essa si fa consegnare dalla donna Fanello, e, mentre Bradamante prende la via della Provenza, si volge alla sua impresa.

Melissa, mediante l'anello, libera Ruggiero (50-74) - La maga, dopo aver evocato alla sera un demonio sotto forma di cavallo, vi monta in groppa, discinta e scalza e con le chiome sciolte, e giunge il mattino seguente all'isola di Alcina.
Qui, prese le sembianze del mago Atlante, si presenta a Ruggiero in un momento in cui se ne sta solo, in vesti effeminate, a godere il mattino fresco e sereno; e con quell'occhio irato e minaccioso, che il giovane conosceva fin dall'infanzia, lo rimprovera aspramente. Il falso mago gli ricorda che lo aveva allevato tra le asprezze per acquistare gloria nelle armi, secondo le disposizioni vedute negli astri; lo ammonisce che, fin quando sarà schiavo di Alcina, non potrà mai emulare un Alessandro, un Cesare od uno Scipione; e lo invita a ritornare da Bradamante per non privare le generazioni venture di una stirpe, che restituirà l'Italia agli antichi onori, e che avrà tra i suoi membri Alfonso ed Ippolito, le cui gesta lo avevano tanto affascinato, quando egli gli narrava di essi più d'ogni altro. Poi il falso mago gli mette in dito l'anello, invitandolo con esso a contemplare Alcina, perchè veda di quale donna sia divenuto schiavo.
Ruggiero, a queste parole, è preso da tanta vergogna, che vorrebbe essere mille braccia sotterra. Allora la maga riprende le sue sembianze, rivela il vero essere suo, e dichiara di essere stata inviata da Bradamante con l'anello per poterla salvare. Ruggiero, al nome del'amica fedele, sente mutarsi in odio il suo amore per Alcina. L'anello mette poi fine ad ogni incanto, mostrandogli Alcina nella sua ripugnante realtà, cioè una vecchia piccola e macilenta, calva e sdentata.

Ruggiero, presa la spada Balisarda e il cavallo Rabicano, fugge a Logistilla (75-80) - Ruggiero ora arde di ritornare a Bradamante, ma, seguendo i consigli di Melissa, non dà segno di alcun cambiamento. Poi, fingendo di voler fare una prova, indossa l'armatura, cinge la spada Balisarda, imbraccia lo scudo incantato, e, recatosi nella stalla, si fa sellare, sempre secondo le istruzioni di Melissa, il nero e veloce destriero di Astolfo, che aveva nome Rabicano, e che era molto ubbidiente al freno. Lascia invece nella stalla l'indomabile ippogrifo, che la buona maga promette di portargli il giorno seguente nel regno di Logistilla, dove gli avrebbe insegnato come poterlo frenare.


In tal modo Ruggiero, in groppa a Rabicano, si accosta, senza dar sospetto, alla porta che conduce al regno di Logistilla; assale all'improvviso i guardiani, ferendo ed uccidendo gran parte di essi; e, prima ancora che Alcina ne abbia sentore, si allontana di molto dalla città della maga.

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