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Riassunto del nono canto dell' Orlando furioso di Ludovico Ariosto - di Carlo Zacco

Canto IX

Sommario. - Potenza d'amore — Orlando, percorrendo la Francia in cerca di Angelica, viene a conoscere la legge di Ebuda — Orlando vuol prendere parte all'impresa contro Ebuda, ma una tempesta lo spinge sulla Schelda a San Malo — Il vecchio canuto ° l'infelice amore di Olimpia e di Bireno — Orlando uccide Cimosco e libera Bireno — Orlando getta in mare Varchibugio e si avvia ad Ebuda — Nozze di Olimpia e di Biréno.

Potenza d'amore (1-2) - Amore può spingere ad ogni eccesso. Così Orlando per Angelica dimentica il suo imperatore e il suo Dio.

Orlando, percorrendo la Francia in cerca di Angelica,  viene  a  conoscere  la  legge  di  Ebuda
(3-13) - Orlando, avvolto nelle sue nere insegne, va errando di notte nel campo saraceno, dove i nemici, per effetto della recente pioggia, si trovano sparsi qua e là sotto alberi e tetti, immersi nel sonno. Egli avrebbe potuto ucciderli, ma sdegna di assalirli così all'improvviso, e, quando viene il giorno, favorito dalla buona conoscenza della lingua africana, interroga questo e quello per sapere qualche cosa della sua donna, ma inutilmente. Dopo essersi fermato qui tre giorni, percorre, tra l'ottobre e la primavera, la Francia, PAlvernia, la Guascogna e molte altre regioni.
Un giorno giunge ad un fiume, che divide la Normandia dalla Bretagna, e che, per il gonfiarsi delle acque,
aveva trascinato via il ponte. Mentre cerca un guado, vede venire verso di lui una donzella sopra un battello, la quale si dice disposta a traghettarlo, purché egli prometta di partecipare alla spedizione che il re d'Ibernia sta preparando contro l'isola di Ebuda, i cui abitanti rapiscono tutte le donne che trovano, per farle divorare da un'orca.

Orlando vuol prendere parte all'impresa contro Ebuda, ma una tempesta lo spinge sulla Schelda a San Malo (14-17) - Orlando, sospettando che fra le donne destinate al mostro possa trovarsi la sua Angelica, si dichiara pronto a prendere parte all'impresa; e il giorno seguente si imbarca per l'Inghilterra. Ma, quando è già in vista delle bianche scogliere che hanno fruttato all'Inghilterra il nome di Albione, il vento muta improvvisamente direzione e spinge la nave alla foce della Schelda.

 - Storia di Olimpia e Bireno; L’isola di Ebuda -

Il vecchio canuto e l'infelice amore di Olimpia e di Bireno (18-56) Non appena la nave tocca terra, si fa incontro ad Orlando un vecchio canuto, il quale lo prega di recarsi da una donzella, o di permettere che questa venga da lui, per consiglio ed aiuto. Il Paladino si presenta senza indugio alla fanciulla, e la trova vestita a lutto, in un palazzo tutto addobbato di nero.
Costei, dopo averlo accolto molto cortesemente, gli dichiara di essere Olimpia, figlia del conte d'Olanda, che l'amava teneramente. Un giorno capitò alla reggia Bireno, duca di Selandia, che si recava in Biscaglia e combattere contro i Mori. Essa lo amò riamata, e quando egli, dopo un soggiorno di quaranta giorni, partì per la sua destinazione, si giurarono entrambi eterna fede e stabilirono per il suo ritorno le nozze. Ma appena partito Bireno, il re di Frisa. Cimosco, la chiese in isposa per il proprio figlio Arbante; e poiché essa, preferendo la morte a quell'unione, oppose un netto rifiuto, Cimosco tanto se ne adontò che mosse guerra al suo regno. Egli, oltre ad essere robusto e potente, possiede anche un'arma nuova e formidabile, che consiste in un ferro bucato, lungo due braccia, in cui si mettono polvere e palle, e poi, col lieve tocco di uno spiraglio, si produce una terribile esplosione. Quest'uomo sleale riuscì, con tale arma, a porre due volte in rotta il campo olandese, uccidendo i due fratelli di lei e lo stesso suo padre. Impadronitosi del regno, di cui essa era rimasta unica erede, le fece sapere che non avrebbe cessato la guerra se non avesse acconsentito alle nozze con Arbante. Essa, per la fede data a Bireno, e per l'odio contro lo sterminatore dei suoi congiunti, rifiutò ancora con disdegno; ma i suoi sudditi, temendo il peggio, vista la sua ostinazione, la consegnarono al tiranno. Questi le assicurò la vita e il regno, purché non insistesse nel suo rifiuto; e allora essa finse di acconsentire, ma intanto prese accordi con due fratelli, che le erano molto fidati, trattenendone uno con sé in Olanda e mandando l'altro in Fiandra ad allestirvi una nave. Frattanto, mentre si stavano facendo i preparativi delle nozze, si sparse la notizia che Bireno giungeva dalla Biscaglia con una flotta per darle aiuto. Allora Cimosco gli mosse incontro, lo sconfisse e lo fece prigioniero. Essa, costretta a sposare l'odiato Arbante, lo fece trucidare la stessa sera delle nozze con un colpo d'accetta da quello dei due fratelli che aveva trattenuto presso di sé; poi si fece calare con una fune dalla finestra nel mare, dove l'attendeva l'altro fratello sulla nave precedentemente allestita. In tal modo Cimosco, quando tornò con Bireno prigioniero, trovò, invece di nozze e di gaudio, lutti e lacrime. Allora, desideroso di vendetta, pensò di valersi di Bireno come ostaggio, stabilendo che gli avrebbe dato la morte, se entro un anno non avesse trovato modo, per forza o per inganno, di dargli Olimpia in suo potere. Essa, per suo conto, tentò ogni mezzo per liberare Bireno, corrompendo i carcerieri e ricorrendo per aiuto agli Inglesi e agli Alemanni, ma non riuscì che a consumare tutti i suoi tesori. Ora non le rimane che consegnarsi al tiranno, ma teme che egli non mantenga perfidamente i patti e faccia strazio non solo di lei, ma anche del suo amico. Perciò vorrebbe, quando si consegnerà, essere accompagnata da un cavaliere, che costringa a mettere in libertà Bireno; ma finora non ha trovato alcuno che si sia offerto per tale impresa, perché tutti temono quella diabolica arma da fuoco.

Orlando uccide Cimosco e libera Bireno (57-88) - Orlando, udendo tutto ciò, promette alla fanciulla, senza diffondersi in troppe parole, che salverà non solo Bireno, ma anche lei stessa insieme con lui. Il giorno stesso salpano col vento in poppa, e dopo tre giorni giungono in Olanda.
Orlando lascia Olimpia sulla nave, perché vi attenda il lieto annuncio della vittoria; poi, sopra un robusto cavallo (che non è il suo Brigliadoro, che ha lasciato in Bretagna), arriva a Dordrecht, dove trova sulla porta molta gente armata, sia per precauzione, essendo la signoria nuova, sia perché è corsa voce che un cugino di Bireno viene con una flotta dalla Selandia per liberarlo. Il Paladino, per mezzo di uno di questi armati, manda subito una sfida a Cimosco, promettendo che, se sarà vinto, gli consegnerà la fanciulla; se vincitore, il re gli consegnerà Bireno. Cimosco, ritenendo che, una volta preso il cavaliere, avrà nelle mani anche la donna, pensa di ricorrere alla frode. Manda trenta uomini alle spalle del Paladino, mentre egli con altrettanti armati esce dalla porta; ma, credendo di riuscire facilmente nel suo intento, non prende con sé la formidabile arma da fuoco. Orlando, benché colto di sorpresa, rompe tosto il cerchio degli assalitori, infilza con la lancia sette di essi come ranocchi, e poi, impugnata la spada, uccide ad ogni colpo un nemico. Cimosco, rammaricandosi di non aver portato con sé l'arma fatale, ordina ai suoi di recargliela; ma costoro, che si sono ormai messi in salvo in città, non osano venir fuori. Allora il re si dà alla fuga, mentre Orlando, che lo insegue, si impadronisce del ponte e delle due porte. Poi, fattosi portare l'archibugio, si apposta in attesa del Paladino, e, non appena questi passa, gli tira un colpo che fa tremare la terra. Ma sia per l'agitazione, sia per volontà divina, il colpo, invece di raggiungere il cavaliere, raggiunge il cavallo, che stramazza al suolo. Allora Orlando, rialzatosi più forte e più agile di prima, scatta come una polveriera colpita dal fulmine, e, mentre Cimosco sul suo cavallo si volge a fuga precipitosa, il Paladino lo raggiunge a piedi e gli spacca con la spada la testa. Intanto giunge nella città il cugino di Bireno col suo esercito; e il popolo, che era stato avverso alle nequizie di Cimosco e a tutta la gente di Frisa dà man forte ai Selandesi e si schiera contro i Frisoni.
Bireno, restituito a libertà, rende grazie ad Orlando, e tutti insieme muovono alla nave, su cui Olimpia stava in attesa. II popolo la rimette esultante sul trono, ed essa
fa dono del regno al suo amato Bireno. Questi, chiamato da altre cure, affida il governo al cugino e parte con la sposa per la Selandia, conducendo con sé come ostaggio la figlia di Cimosco, che destina a un suo fratello minore. Orlando getta in mare l'archibugio e si avvia ad Ebuda (88-93(. - Nello stesso giorno parte anche Orlando, portando come bottino soltanto l'archibugio, non per usarlo a propria vantaggio, poiché è da vile combattere con superiorità di mezzi, ma per distruggerlo. Infatti, giunto in alto mare, lo scaglia nel più profondo con un grido di imprecazione. Poi volge la prora per Ebuda, sempre temendo per Angelica.


Nozze di Olimpia e di Bireno (94) - Intanto hanno luogo in Olanda le nozze fra Olimpia e Bireno, col proposito di celebrarle più sontuosamente in Selandia: ma nuovi accidenti giungono a turbarle.

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