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L' accademia dell' Arcadia - di Carlo Zacco


Il periodo. Il periodo del Barocco va, grossomodo, dal 1610 al 1690. Il periodo successivo è quello dell’affermazione dell’Arcadia (in Italia) e del Rococò in Francia e va:
 - dal 1690 (fondazione dell’Accademia dell’Arcadia)
 - al 1748 la pace di Aquisgrana (fine guerre di successione – nascita dell’Enciclopédie in Francia).

Razionalismo critico. Si tratta di un periodo di passaggio tra il Barocco e l’Illuminismo, che non ha generato innovazioni culturali importanti come le epoche precedente e successiva. Durante questa fase avvengono due processi:
1)      la Chiesa della Controriforma perde la sua supremazia culturale e organizzativa nei confronti della società;
2)      i valori dell’empirismo e del razionalismo che nel ‘600 erano appannaggio di pochi studiosi, man mano iniziano a diffondersi per tutt’Europa: la coscienza europea entra in crisi, crolla il principio di autorità nelle scienze e, a livello politico: inizia a serpeggiare tra i ceti intellettuali un moto di rifiuto verso la cultura tradizionale dell’ancien régime: l’oscurantismo della Chiesa, le monarchie assolute.

Razionalismo ‘d’evasione’. Accanto a questo tipo di atteggiamento, ribelle e propositivo (Francia, Inghilterra), ce c’è un altro (Italia, Spagna) che più che alla critica del passato e alla ribellione, tende all’evasione, alla creazione di mondi utopici e idillici, tranquilli; al ripiegamento in una natura artificiosa, stilizzata, ricostruita dalla ragione umana. È una specie di barocco minore, spento, educato.
 - Il Rococò. L’espressione artistica tipica di questo secondo è il rococò. Un nuovo stile che riguarda tutte le arti, ma soprattutto l’architettura d’interni, le arti applicate, l’abbigliamento: insomma la produzione di oggetti destinati alle case degli aristocratici. Questo stile è caratterizzato da forme curve e sinuose, decorativismo. Se il Barocco è eccessivo, aggressivo;  il rococò è più semplice, stucchevole, molle, finalizzato a creare una situazione di comfort.
 
L’arcadia. L’accademia dell’Arcadia viene fondata in Italia nel 1690, e raccoglie in sé entrambe queste tendenze di razione al barocco: il razionalismo critico; il razionalismo ‘idillico’ e d’evasione. Con prevalenza del secondo aspetto.
 - L’obiettivo degli accademici dell’arcadia era quello di reagire contro gli eccessi del Barocco, e proponevano un ritorno all’ordine e al ‘buon gusto classico caratterizzato da semplicità e chiarezza espressiva;
 - Ne uscì un classicismo ‘minore’, decorativo, ornamentale; gli accademici tendevano ad evadere dai problemi reali, e a rifugiarsi in un mondo idillico, fuori dal tempo.
 - Due tendenze. Le due tendenze (razionalismo critico, razionalismo idillico) erano rappresentate in Italia da due studiosi, accademici dell’Arcadia:
1)      Gian Vincenzo Gravina: portatore del primo tipo di razionalismo, studioso di Cartesio;
2)      Giovan Mario Crescimbeni: rappresentante della cultura della Curia romana e del secondo tipo di razionalismo, più restauratore; la tendenza da lui rappresentata era quella maggioritaria in Italia;
La fondazione. Gravina e Crescimbeni furono tra i fondatori dell’Accademia. La sua fondazione nasce da un gruppo di letterati italiani che si erano riuniti intorno alla regina Cristina di Svezia che, dopo aver abdicato, si trasferì a Roma, convertendosi al cattolicesimo. Il nome, dal romanzo bucolico-pastorale di Jacopo Sannazzaro, chiamato appunto Arcadia, e pubblicato all’inizio del ‘500.
 - l’organizzazione. All’interno dell’Accademia si svolgevano un gran numero di riti, che prevedevano anche l’uso di numerosi simboli che richiamavano l’antichità classica. All’inizio i letterati erano tutti toscani e romani, poi si aggiunsero anche altri di altre regioni italiane, e vennero create delle succursali in altre città. L’organizzazione era molto gerarchizzata e centralizzata
 - funzione unificante. Questo fece sì che l’Arcadia avesse una importante funzione unificante di tutti i letterati d’Italia: rispondeva ad un bisogno di identità italiana, e diede agli intellettuali italiani una forte coscienza di sé e del loro status sociale.
 - innovatori/conservatori. In questo contesto fu importante il conflitto che si creò fin da subito tra il profilo più moderno e libertino proposto da Gravina, e quello più conservatore (umanistico, cattolico) di Crescimbeni: prevalse quest’ultimo, che era tra l’altro maggiormente condiviso dagli intellettuali italiani, e questo ebbe conseguenze importanti sulla classe intellettuale italiana che, ancora per qualche decennio, subì l’influenza pressante della cultura cattolica tradizionale

Estetica. Per quello che riguarda l’estetica si diffusero alcune categorie molto di moda:
1)      il ‘buon gusto’, contrapposto al ‘cattivo gusto’ del barocco, caratterizzato dall’irrazionalismo e dalla bizzarria.
2)      la ‘fantasia’ o ‘immaginazione’, cioè la capacità di creare un mondo parallelo, idilliaco, tranquillo, privo di conflitti; belle favole in cui rifugiarsi.

3)      la ‘passione’: si fa largo l’idea di sottoporre le passioni umane al controllo razionale, e al buon gusto; senza eccessi. 

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