Passa ai contenuti principali

Il Neoclassicismo - di Carlo Zacco

Gli elementi fondamentali. L’espressione artistica dell’Illuminismo prevalente nella seconda metà del Settecento è il Neoclassicismo, che si unisce a sua volta con gli ideali dell’illuminismo. Gli elementi fondamentali:
1)      l’arte deve essere ispirata dalla ragione, e rifarsi ai criteri antichi di armonia, regolarità, semplicità;
2)      contemporaneamente l’arte deve essere utile alla società (elemento illuministico), ed essere impegnata in senso civile ed etico (Parini, Foscolo);
 
Tendenze opposte. Questa tendenza si afferma soprattutto in Francia e in Italia;
- meno in Germania e Inghilterra, dove già a fine secolo viene presto sostituita dal Romanticismo in aperta contrapposizione al Neoclassicismo.
 - In realtà il Neoclassicismo ha già dentro di sé alcune forze che fanno presagire il Romanticismo.
 
Le tre linee di tendenza. Esistono dunque tre filoni di elaborazione teorica sull’arte:
1)      Il Neoclassicismo propriamente detto. L’estetica del Neoclassicismo è stata formulata intorno alla metà del secolo. I principali teorici sono
- l’archeologo tedesco Johan Joachim Winkelmann;
- lo scrittore Gotthold Ephraim Lessing;
- il filosofo enciclopedista francese Diderot;
 
La teorizzazione dell’estetica Neoclassica parte dal concetto di imitazione della natura:
 - l’arte non deve essere un’imitazione della natura, ma una sua rielaborazione da parte dell’artista, che opera una sintesi superiore rispetto a tutte le realtà naturali (sintesi);
 - il principio ispiratore di questa sintesi deve essere l’ideale di grazia e armonia, che si rifà alla formulazione winkelmaniana di «nobile semplicità» e «quieta grandezza» (è implicita una critica al Rococò, considerato troppo frivolo e decorativo);
 - in generale l’arte neoclassica diffonde un senso di malinconia e inquietudine, date dalla consapevolezza della separazione tra mondo antico e moderno:  quella comunione tra uomo e natura tipica degli antichi oggi non è più possibile (Vico);
 - non si dovevano soltanto imitare gli antichi, ma calare le opere nella contemporaneità, come per altro avevano fatto gli autori antichi: fare come avevano fatto loro, non fare le stesse cose che avevano fatto loro;
 - in Italia era ancora viva l’esperienza dell’Arcadia, e pertanto era presente anche un neoclassicismo più disimpegnato e meno militante, ad esempio quello di Monti.
 
2)      Le tendenze preromantiche interne al Neoclassicismo. All’interno del Neoclassicismo vi è anche una tendenza che fa già presagire il Romanticismo. Una novità è stata la teorizzazione della categoria estetica del Sublime.
- ad animare la discussione intorno al sublime è stato uno studioso inglese, Edmind Burke.
 - Nel suo saggio (del 1759) Burke afferma che anche le sensazioni di terrore e sbigottimento di fronte alla morte o altre situazioni possono essere fonte di piacere estetico: questo è il concetto di sublime: ansia, paura, terrore, sbigottimento erano sensazioni legate all’idea di bello.
 - nascono quindi opere d’arte che rappresentano notturni, cimiteri, sepolcri, castelli abbandonati;

3)      Le tendenze anticlassicistiche. Le posizioni anticlassiche prendono piede in particolare in Inghilterra e in Germania.
 
a)      Inghilterra. Qui una posizione anticlassica fu proposta da James Macpherson.
- Macpherson aveva scritto un’opera, spacciandola per una traduzione di canti medievali dei bardi (poeti di canti popolari del Nord) gaelici e irlandesi: i canti di Ossian (1761/62);
 - l’opera fu ritenuta autentica, ed ebbe immenso successo in tutta Europa.
 - nacque il mito romantico di una poesia come frutto spontaneo di una natura umana primitiva, non mediata dalla cultura e dalla ragione; una poesia come espressione della sensibilità popolare.
 - alle tesi di Winkelmann e ai modelli neoclassici si opponevano Shakespeare, ritenuto il maggior interprete dello spirito poetico delle popolazioni del Nord.
 
b)      Germania. Qui tra gli anni ‘70/’70 prese piede il movimento dello Sturm un Drang.
- anche qui la poesia naturale come espressione spontanea e immediata del popolo viene contrapposta al Neoclassicismo;
 - vengono esaltati i concetti di «cuore», «intuizione», «spontaneità», «genio», e anche qui Shakespeare era considerato modello di questo genio popolare.

 - gli autori principali sono Herder, e il giovane Goethe. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Il mattino, da "Il giorno" di Giuseppe Parini - vv. 1-169 - di Carlo Zacco

5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue Purissimo celeste, o in te del sangue Emendino il difetto i compri onori E le adunate in terra o in mar ricchezze Dal genitor frugale in pochi lustri, Me Precettor d'amabil Rito ascolta.     Come ingannar questi nojosi e lenti Giorni di vita, cui sì lungo tedio E fastidio insoffribile accompagna Or io t'insegnerò. Quali al Mattino, Quai dopo il Mezzodì, quali la Sera Esser debban tue cure apprenderai, Se in mezzo agli ozj tuoi ozio ti resta Pur di tender gli orecchi a' versi miei.     Già l'are a Vener sacre e al giocatore Mercurio ne le Gallie e in Albione Devotamente hai visitate, e porti Pur anco i segni del tuo zelo impressi: Ora è tempo di posa. In vano Marte A sè t'invita; che ben folle è quegli Che a rischio de la vita onor si merca, E tu naturalmente il sangue aborri. Nè i mesti de la D…

Zefiro torna, sonetto 310 del Canzoniere di Francesco Petrarca - di Carlo Zacco

Struttura. È nettamente diviso in due parti: quartine (parte euforica), terzine (parte disforica).  - Nelle quartine il poeta celebra entusiasticamente il ritorno della primavera, e il modificarsi di vari elementi naturali: clima, piante, animali, disposizioni dei pianeti, gli elementi fondamentali;  - Nelle terzine invece mette in contrasto il paesaggio appena descritto col proprio stato d’animo: al ritorno della primavera, ritorna anche il dolore provato da Petrarca pensando sia al giorno dell’innamoramento, sia al giorno della morte dell’amata, avvenuta il 6 Aprile, in primavera appunto.
Zephiro torna, e 'l bel tempo rimena, e i fiori et l'erbe, sua dolce famiglia, et garrirProgne et pianger Philomena, et primavera candida et vermiglia.    Ridono i prati, e 'l ciel si rasserena;Giove s'allegra di mirar sua figlia; l'aria et l'acqua et la terra è d'amor piena; ogni animal d'amar si riconsiglia.    Ma per me, lasso, tornano i pi…

Sul fondo da Se questo è un uomo di Primo Levi

Apprendimento cooperativo:  qui sopra videolezione del professore su youtube
qui sotto: audiolezione del professore in mp3 approfondimento scritto di un alunno/a
Lettura del brano "Sul fondo" tratto dal secondo capitolo del romanzo Se questo è un uomo di Primo Levi in formato wma
Se questo è un uomoPrimo Levi relazione di narrativa di Emiliano Ventura - Seconda DVITA E BIBLIOGRAFIA DELL’AUTOREPrimo Levi nasce a Torino il 31 luglio 1919 da Cesare Levi e da Ester Luzzati. A partire dal 1934 comincia a frequentare il Ginnasio-Liceo “D’Azeglio” dove mostra una buona disposizione per le materie scientifiche. Ottenuta la licenza liceale si iscrive all’Università torinese dove frequenta la facoltà di Scienze e si laurea nel 1941.
Trova subito lavoro come chimico in una cava d’amianto e l’anno dopo entra in un’industria farmaceutica di Milano, la Wander. Nel 1943 lascia questo lavoro per prendere parte alla Resistenza e partecipa ad un’azione clamorosa ai danni della milizia fascista di Ivr…