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I Trionfi di Francesco Petrarca - di Carlo Zacco

Composizione. Opera strettamente legata alla materia del Canzoniere. Scritta a partire dagli anni ’50, e ultimata pochi mesi prima della morte dell’autore.
Struttura. È diviso in sei parti: sei poemetti di lunghezza simile, in terzine dantesche; con una forte struttura allegorica. È l’opera di Petrarca in cui è più evidente il modello della commedia.
 - È il racconto di una serie di visioni che Petrarca racconta di aver avuto mentre era addormentato in Valchiusa, in un anniversario del suo innamoramento con Laura. Queste visioni rappresentano lo scontro tra due forze antitetiche, dove ogni volta una vince sull’altra:
1)      Amore. La prima visione è quella di Amore (Triumphus Cupidinis), ed è in quattro capitoli: la visione inizia con Amore che appare al poeta su un carro di fuoco, seguito da una folta schiera di amanti famosi, resi schiavi da Amore stesso, trionfante sul carro.
- È questo il senso del trionfo, cioè secondo l’uso romano. Il poeta è curioso di sapere chi siano questi amanti e si unisce al corteo.
 - Poco dopo però viene anch’egli soggiogato da Amore per il fatto di essersi innamorato di Laura, e viene portato sull’isola di Cipro.
2)      Pudicizia. La seconda visione è quella della pudicizia (Triumphus Pudicitiae), un capitolo: Amore tenta di soggiogare anche Laura, ma lei, seguita da un gruppo di donne famose per la loro castità, sconfigge Amore, e lo rinchiude nel tempio della Pudicizia;  presso questo tempio Laura celebra il proprio trionfo.
3)      Morte. La terza visione è quella della morte (Triumphus Mortis), due capitoli: mentre Laura è ancora attorniata dalle donne che la seguono nel corteo, le si fa incontro la morte:  Laura non si sottrae, e muore, davanti alla costernazione di tutti, specialmente del poeta.
4)      Fama. La quarta è quella della Fama (Triumphus Famae), in tre capitoli: qui è la Fama a sconfiggere la Morte, e celebra il suo trionfo insieme a Laura, e a molti personaggi della storia antica e recente;
5)      Tempo. La quinta è quella del Tempo (Triumpus Temporis), in un capitolo: il Tempo trionfa sulla fama, svelandone la vanità e la caducità;
6)      Eternità. L’ultima è quella dell’Eternità (Triumphus Aeternitatis), un capitolo: l’ultima visione è quella di un mondo nuovo, fuori dallo spazio e dal tempo, nel quale trionfano tutto i beati, e dove il poeta spera di poter ricongiungersi con Laura.

Trionfo della Morte II

Visione di Laura. Il mattino dopo la morte, Laura, in aspetto splendido, si presenta in visione al poeta, gli porge la mano e inizia a parlare. Il poeta le rivolge tre domande:
1)      Sei morta o viva? Laura risponde di essere viva, e che il morto è il poeta, e lo sarà finché non giungerà in cielo, riunendosi con lei.
2)      Cosa si prova da morti? La morte è dolce per le anime nobili; è invece un tormento per tutti quelli che invece si sono dedicati ai piaceri
- chiaramente non può negare che le angosce che precedono la morte, ma la morte è solo un breve sospiro rispetto alla consolazione che l’anima trova in Dio.
3)      Cosa provavi per me? Petrarca le chiede il perché del suo atteggiamento contraddittorio, cioè i continui sdegni, collere e riappacificazioni lo hanno sempre fatto rimanere nel dubbio sul poter sperare o meno.
- Laura risponde: in realtà lo ha sempre ricambiato, ma con lo sguardo ha tenuto a freno la passione di lui. Ha fatto questo per salvare entrambi dal peccato e dalla pubblica vergogna a cui si sarebbero esposti:
 - vedendo come lui fosse acceso d’amore, gli nascose i propri sentimenti di piena corresponsione, mostrando solo durezza nel viso. E questo servì a tenerlo a freno.
 - Quando lo vedeva troppo disperato, allora gli rivolgeva qualche sguardo gentile e un saluto. Questo spiega le sue oscillazioni verso il poeta. Così Laura ha alternato gentilezza a sdegno: tenendolo lontano da un amore peccaminoso, e conducendolo alla salvezza.

2. Secretum

Redazione. Scritto tra gli anni ’50 e gli ultimi giorni di vita. L’azione è retrodatata alla fine del ’42 e l’inizio del ’43: nel sedicesimo anniversario dall’innamoramento con Laura.
 - Fu pubblicata postuma, non fu diffusa durante la vita dell’autore. Evidentemente Petrarca non ha voluto diffondere un’opera in cui parlava così scopertamente del suo animo. Sicuramente è un’opera che ha voluto lasciare ai posteri (altrimenti non avrebbe avuto tale elaborazione formale).

Struttura. Dialogo diviso in Proemio e tre libri. È scritta in latino
0)      Proemio. La Verità appare in visione a Francesco e chiama Sant’Agostino a risanarne le malattie spiriturali.
1)      Primo libro. Agostino esorta Francesco a meditare sulla morte incombente (mors impendens) e gli ricorda che nessuno è infelice contro la propria volontà.
2)      Secondo libro. Agostino esamina Francesco intorno ai sette peccati capitali. In particolare l’accidia gli fa provare un fastidio per tutto.
3)      Terzo libro. Agostino mette alle strette Francesco incalzandolo sui due nodi fondamentali che gli impediscono di avere una visione chiara delle cose:
a) l’amore per Laura: Francesco sostiene che l’amore per Laura accresce le virtù dell’innamorato e lo conduce verso Dio; Agostino invece lo incalza, affermando che la contemplazione della bellezza, fattore caduco, lo distoglie dalle cose eterne, e quindi lo porta inevitabilmente alla sofferenza;
 b) l’aspiraizone alla Gloria: Agostino mostra quanto sia insignificante essere sulla bocca del volgo, e quanto il desiderio di Gloria insuperbisca Francesco; lo esorta poi ad abbandonare definitivamente i progetti di Africa e De Viris e applicarsi piuttosto allo studio di se stesso.
Trionfi

Composizione. Opera strettamente legata alla materia del Canzoniere. Scritta a partire dagli anni ’50, e ultimata pochi mesi prima della morte dell’autore.

Struttura. È diviso in sei parti: sei poemetti di lunghezza simile, in terzine dantesche; con una forte struttura allegorica. È l’opera di Petrarca in cui è più evidente il modello della commedia.
 - È il racconto di una serie di visioni che Petrarca racconta di aver avuto mentre era addormentato in Valchiusa, in un anniversario del suo innamoramento con Laura. Queste visioni rappresentano lo scontro tra due forze antitetiche, dove ogni volta una vince sull’altra:
1)      Amore. La prima visione è quella di Amore (Triumphus Cupidinis), ed è in quattro capitoli: la visione inizia con Amore che appare al poeta su un carro di fuoco, seguito da una folta schiera di amanti famosi, resi schiavi da Amore stesso, trionfante sul carro.
- È questo il senso del trionfo, cioè secondo l’uso romano. Il poeta è curioso di sapere chi siano questi amanti e si unisce al corteo.
 - Poco dopo però viene anch’egli soggiogato da Amore per il fatto di essersi innamorato di Laura, e viene portato sull’isola di Cipro.
2)      Pudicizia. La seconda visione è quella della pudicizia (Triumphus Pudicitiae), un capitolo: Amore tenta di soggiogare anche Laura, ma lei, seguita da un gruppo di donne famose per la loro castità, sconfigge Amore, e lo rinchiude nel tempio della Pudicizia;  presso questo tempio Laura celebra il proprio trionfo.
3)      Morte. La terza visione è quella della morte (Triumphus Mortis), due capitoli: mentre Laura è ancora attorniata dalle donne che la seguono nel corteo, le si fa incontro la morte:  Laura non si sottrae, e muore, davanti alla costernazione di tutti, specialmente del poeta.
4)      Fama. La quarta è quella della Fama (Triumphus Famae), in tre capitoli: qui è la Fama a sconfiggere la Morte, e celebra il suo trionfo insieme a Laura, e a molti personaggi della storia antica e recente;
5)      Tempo. La quinta è quella del Tempo (Triumpus Temporis), in un capitolo: il Tempo trionfa sulla fama, svelandone la vanità e la caducità;
6)      Eternità. L’ultima è quella dell’Eternità (Triumphus Aeternitatis), un capitolo: l’ultima visione è quella di un mondo nuovo, fuori dallo spazio e dal tempo, nel quale trionfano tutto i beati, e dove il poeta spera di poter ricongiungersi con Laura.

Trionfo della Morte II

Visione di Laura. Il mattino dopo la morte, Laura, in aspetto splendido, si presenta in visione al poeta, gli porge la mano e inizia a parlare. Il poeta le rivolge tre domande:
1)      Sei morta o viva? Laura risponde di essere viva, e che il morto è il poeta, e lo sarà finché non giungerà in cielo, riunendosi con lei.
2)      Cosa si prova da morti? La morte è dolce per le anime nobili; è invece un tormento per tutti quelli che invece si sono dedicati ai piaceri
- chiaramente non può negare che le angosce che precedono la morte, ma la morte è solo un breve sospiro rispetto alla consolazione che l’anima trova in Dio.
3)      Cosa provavi per me? Petrarca le chiede il perché del suo atteggiamento contraddittorio, cioè i continui sdegni, collere e riappacificazioni lo hanno sempre fatto rimanere nel dubbio sul poter sperare o meno.
- Laura risponde: in realtà lo ha sempre ricambiato, ma con lo sguardo ha tenuto a freno la passione di lui. Ha fatto questo per salvare entrambi dal peccato e dalla pubblica vergogna a cui si sarebbero esposti:
 - vedendo come lui fosse acceso d’amore, gli nascose i propri sentimenti di piena corresponsione, mostrando solo durezza nel viso. E questo servì a tenerlo a freno.
 - Quando lo vedeva troppo disperato, allora gli rivolgeva qualche sguardo gentile e un saluto. Questo spiega le sue oscillazioni verso il poeta. Così Laura ha alternato gentilezza a sdegno: tenendolo lontano da un amore peccaminoso, e conducendolo alla salvezza.

2. Secretum

Redazione. Scritto tra gli anni ’50 e gli ultimi giorni di vita. L’azione è retrodatata alla fine del ’42 e l’inizio del ’43: nel sedicesimo anniversario dall’innamoramento con Laura.
 - Fu pubblicata postuma, non fu diffusa durante la vita dell’autore. Evidentemente Petrarca non ha voluto diffondere un’opera in cui parlava così scopertamente del suo animo. Sicuramente è un’opera che ha voluto lasciare ai posteri (altrimenti non avrebbe avuto tale elaborazione formale).

Struttura. Dialogo diviso in Proemio e tre libri. È scritta in latino
0)      Proemio. La Verità appare in visione a Francesco e chiama Sant’Agostino a risanarne le malattie spirituali.
1)      Primo libro. Agostino esorta Francesco a meditare sulla morte incombente (mors impendens) e gli ricorda che nessuno è infelice contro la propria volontà.
2)      Secondo libro. Agostino esamina Francesco intorno ai sette peccati capitali. In particolare l’accidia gli fa provare un fastidio per tutto.
3)      Terzo libro. Agostino mette alle strette Francesco incalzandolo sui due nodi fondamentali che gli impediscono di avere una visione chiara delle cose:
a) l’amore per Laura: Francesco sostiene che l’amore per Laura accresce le virtù dell’innamorato e lo conduce verso Dio; Agostino invece lo incalza, affermando che la contemplazione della bellezza, fattore caduco, lo distoglie dalle cose eterne, e quindi lo porta inevitabilmente alla sofferenza;

 b) l’aspirazione alla Gloria: Agostino mostra quanto sia insignificante essere sulla bocca del volgo, e quanto il desiderio di Gloria insuperbisca Francesco; lo esorta poi ad abbandonare definitivamente i progetti di Africa e De Viris e applicarsi piuttosto allo studio di se stesso. 

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