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Meriam è salva, ma i cristiani di Mosul no - di Matteo Cattaneo

La donna sudanese, condannata alla pena di morte perché cristiana, è sbarcata a Roma qualche giorno fa con la sua famiglia, ha incontrato papa Francesco e si è diretta verso gli Stati Uniti. Il suo coraggio e la sua fede (che non sono venuti a mancare nemmeno di fronte alle minacce del tribunale)hanno avuto la meglio.
Bisogna essere grati, per il loro prezioso lavoro diplomatico, al primo ministro britannico David Cameron e al governo italiano (che altrove non abbiamo mancato di criticare), ma bisogna anche considerare il contributo delle più di 300.000 firme raccolte da CitizenGO. La sottoscrizione di ciascuno ha rappresentato un gesto concreto ed efficace al fine della liberazione e della salvezza di Meriam. Grazie di cuore a tutti i firmatari.
Meriam è al sicuro. Ma le cronache degli ultimi giorni raccontano dimigliaia di cristiani perseguitati, costretti a convertirsi o a fuggire dalle loro case, uccisi. Si tratta dei cristiani dell'Iraq, sempre più vittime di violenze da parte dei fondamentalisti islamici dell'ISIS.
Questo gruppo terroristico, che nelle ultime settimane sta prendendo il controllo di tutto il Paese, impone una tassa speciale per tutti i cittadini non musulmani. L'alternativa, per chi non può pagare, è la fuga. Solo negli ultimi cinque giorni, i cristiani costretti ad abbandonare le loro case e a vivere da rifugiati sono più di 1.500.Ad oggi, dopo 18 secoli, la comunità cristiana di Mosul (città anticamente detta Ninive) è stata completamente azzerata.
Pochi giorni fa, alcuni miliziani dell'ISIS hanno violentato una donna e sua figlia e hanno ucciso cinque bambini, a causa del mancato pagamento di questa tassa. E' accertato che negli ultimi mesi l'ISIS si è reso responsabile della morte di circa 5.000 civili, di varia appartenenza nazionale e religiosa.
Come se non bastasse, secondo un rapporto in corso di verifica presso le Nazioni Unite, pare che l'ISIS abbia ordinato la mutilazione genitale per 4 milioni di donne che vivono nell'Iraq del nord, la regione completamente sotto il suo controllo.
Di fronte a tutto questo orrore, la reazione della comunità internazionale è stata del tutto insufficiente. Il segretario generale dell'ONU Ban-ki Moon e il Consiglio di Sicurezza si sono per ora limitati a due dichiarazioni ufficiali di condanna (rispettivamente il 20 e 21 luglio scorsi).
Bisogna fare di più. Non si può permettere che altre comunità cristiane, dopo quella di Mosul, siano fatto oggetto di queste barbarie, costrette alla fuga e distrutte. Con questa petizione (http://www.citizengo.org/it/9795-salviamo-i-cristiani-delliraq), creata su CitizenGO da Aleteia.org, si chiede alle Nazioni Unite e alla Lega Araba di mettere in atto azioni concrete per porre fine a quanto sta accadendo.
L'iniziativa sta già raccogliendo decine di migliaia di sottoscrizioni da tutto il mondo. Se non lo hai ancora fatto, ti invito apartecipare con la tua firma, cliccando sul link seguente:
Se invece hai già firmato, ti raccomando di diffondere questa campagna tra i tuoi amici su Facebook, i tuoi follower su Twitter e i tuoi contatti di posta elettronica Google Mail, cliccando su quest'altro link:
In alternativa, puoi semplicemente inoltrare questo mio messaggio ai tuoi contatti, familiari e amici tramite il servizio di posta elettronica che utilizzi solitamente.
E' necessario fermare quanto sta succedendo in Iraq il prima possibile. Le firme degli utenti di CitizenGO hanno contribuito a un grande traguardo come la liberazione e la messa in salvo di Meriam: ora possono e devono servire a fermare il genocidio che sta colpendo i cristiani iracheni. Abbiamo dato il nostro contributo per proteggere la vita di una donna cristiana: ora dobbiamo fare altrettanto per salvare migliaia di uomini, donne e bambini perseguitati per la loro fede.
Matteo Cattaneo

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