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Visualizzazione dei post da febbraio 3, 2013

(4) La passione amorosa come “pathos”, il “movimento/mutamento dell’anima” - di Cristina Rocchetto

La parola “passione” viene da parole greche, tra cui anche “pathos” (=la radice della nostra parola “patetico”, per esempio), che rimandano ad un “patire”, “soffrire”, provare qualcosa che ci turba e ci tocca, quindi che ci “muove” – ci sposta dal limite, dal punto di equilibrio: il che vuol dire che l’amante da una parte potenzialmente, spostandosi, si potrebbe evolvere, potrebbe crescere spiritualmente, elevarsi; al tempo stesso, però, spostandosi, perde equilibrio, è de-stabilizzato.

(3) L'amore statico di Platone: la possibilità umana di superamento del limite - di Cristina Rocchetto

Di Platone si potrebbe parlare lungamente e lo farò in altre occasioni. Qui accennerò quel che ci basta per cogliere il senso del mio riferimento a lui nel parlare di "amore appassionato".
Platone, come neppure Socrate, intende il termine nel significato inteso da Saffo: il loro "amore" non riguarda la passione per qualcosa appartenente al mondo terreno o al corpo fisico. Ma c’è una distinzione fondamentale tra loro:

(2) L’amore come “entusiasmo”: il dèmone socratico - di Cristina Rocchetto

Il significato di “amore” come “passione” è intrecciato ad altri concetti. Uno di questi ci viene da Socrate (Atene, V sec. a.C) e da ciò che lui diceva del suo “dàimon” (il suo “dèmone”).Ovviamente, Socrate non si riferiva con questa parola al concetto cristiano-medievale di “demonio”, un’accezione negativa del concetto di “voce” legato certamente alla tradizione socratica (ed alla tradizione a cui lui si riferiva, rielaborandola).

E’ la scuola la grande assente dalla campagna elettorale - di Giuseppe Iaconis

Il centrosinistra insegue le destre su terreni a loro più congeniali e trascura il settore strategicamente più rilevante ai fini della crescita del paese La campagna elettorale rappresenta un momento cruciale nella vita democratica di un paese.

(1) La passione amorosa: un sospiro “in-finito” che tocca anche noi - di Cristina Rocchetto

(articolo introduttivo ad una serie dedicata all'argomento)

Ciò che si riconosce di indelebile dell’eredità greca è quel patrimonio di concetti, di idee, che riflettono quel primo tentativo della cultura occidentale di “de-finire” l’esperienza umana, il quale, in quanto primo, ne ha segnato per sempre l’orientamento.