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La storia di un fiocco di neve - di Laura Alberico

“ Nevicata. La metamorfosi del mondo avviene in silenzio”. ( H. Wiesner )
Lo stupore che suscita un paesaggio innevato è grande, si percepisce il silenzio e il miracolo che trasforma ogni particolare in un senso di generale compiutezza ed universalità.  I fiocchi di neve sono cristalli, ognuno diverso dall’altro, ma regolari nella loro perfetta geometria.
Pittori e poeti famosi ( Segantini, Caillebotte, Gozzano) ci  hanno lasciato immagini e versi indimenticabili in cui la neve è la protagonista indiscussa, presenza immateriale ma viva che sembra dilatare il tempo e regalare un senso di pace profonda. I fiocchi di neve,  che si originano intorno ad un nucleo originario, hanno forma esagonale,  la loro struttura, in base alla forma, può essere dendritica o prismatica. Mario Rigoni Stern ha addirittura dedicato un “vocabolario” alla neve, nomi diversi che rivelano  le origini e i significati di un linguaggio antico e popolare. La storia degli uomini è anche questo: il legame con le cose e la propria terra, il senso di appartenenza alla natura che oggi purtroppo non sembra avere più i suoi cicli regolari. Anche la neve si lascia desiderare e la sua comparsa, abbondante e concentrata in brevi periodi,  è spesso causa di vari e gravi   problemi che incidono sulle attività umane. Eppure la neve rappresenta  l’inverno, il riposo della terra che si prepara a una nuova vita e che conserva intatti  i segreti del cambiamento e della trasformazione. Contemplare la neve significa ritornare alle origini, desiderare nonostante tutto, una sincronia e un equilibrio che gli uomini col tempo hanno perduto e di cui sentono la mancanza. La storia di un fiocco di neve è forse l’essenza stessa della ricerca di una ideale comunione dell’uomo con  la natura, la storia ciclica degli eventi che il tempo ideale e reale ha scritto nella memoria di ognuno di noi.
Laura Alberico

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