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Concorso DS Lombardia: ipotesi a confronto - di Giorgio Ragusa

Nel Luglio 2011 veniva bandito un concorso per 2836 posti da Dirigente Scolastico (DS). Sono passati oltre 25 mesi e ad oggi meno della metà di quei posti sono stati assegnati, quindi parecchie centinaia di scuole italiane sono senza DS, cioè senza guida con ovvie conseguenze negative sulla gestione sia amministrativa che didattica. Vittime sono dunque gli alunni, le loro famiglie, i docenti, il personale ATA, la società nel suo insieme. Ci sono due ipotesi per affrontare nell'immediato il problema:

1. affidare le scuole senza DS in reggenza ad un DS di un'altra scuola. Considerando che ormai una scuola è spesso composta da vari plessi e mediamente da 1000 alunni e oltre 100 docenti, si comprende come dirigerne due contemporaneamente equivalga a non avere il tempo neppure di visitare i vari plessi e conoscere i vari docenti;
2. affidare fino alla fine del concorso le scuole e senza far acquisire alcun diritto a chi è utilmente collocato nell'ultima graduatoria del concorso stesso. Tale graduatoria è, a seconda delle regioni e delle decisioni della magistratura che ne ha annullato alcune, quella risultante da tutte le prove o dalla sola prova scritta o dalla sola prova preselettiva.
Chiedo al lettore: quale delle due soluzioni appare la più logica e funzionale? Posso assicurare che attualmente si sta seguendo l'altra, contro il parere dello stesso ministro Carrozza che ha proposto la seconda. Dirà il lettore: ma se lo stesso ministro propone la seconda, perché si sta applicando la prima? Forse per risparmiare soldi sulla pelle degli alunni e delle loro famiglie? Non vorremmo crederci, anche se a pensare male...

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5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue Purissimo celeste, o in te del sangue Emendino il difetto i compri onori E le adunate in terra o in mar ricchezze Dal genitor frugale in pochi lustri, Me Precettor d'amabil Rito ascolta.     Come ingannar questi nojosi e lenti Giorni di vita, cui sì lungo tedio E fastidio insoffribile accompagna Or io t'insegnerò. Quali al Mattino, Quai dopo il Mezzodì, quali la Sera Esser debban tue cure apprenderai, Se in mezzo agli ozj tuoi ozio ti resta Pur di tender gli orecchi a' versi miei.     Già l'are a Vener sacre e al giocatore Mercurio ne le Gallie e in Albione Devotamente hai visitate, e porti Pur anco i segni del tuo zelo impressi: Ora è tempo di posa. In vano Marte A sè t'invita; che ben folle è quegli Che a rischio de la vita onor si merca, E tu naturalmente il sangue aborri. Nè i mesti de la D…

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