Passa ai contenuti principali

Le radici della violenza - di Laura Alberico

Violenza di strada, violenza familiare, violenza che trasuda dalla società come un virus sconosciuto eppure invasivo e mortale. Le notizie che quotidianamente ascoltiamo ci offrono uno spaccato di una società che sembra implodere cancellando la vita come se fosse un male dal quale liberarsi per non soffrire, un pericoloso nemico da cui fuggire, un fantasma illusorio che invade l'anima sottraendo la linfa vitale, il disagio esistenziale che soffoca ogni possibile cambiamento.
La società violenta esprime la sua volontà negando il diritto alla vita, spargendo il seme della paura e dell'impotenza, della fragilità e del disamore. La crisi sociale ha prodotto danni esistenziali che sembrano voragini colme di solitudine, di apatia e rabbia repressa. La società " liquida" perché priva di riferimenti sicuri scioglie ogni resistenza o resilienza individuale, quelle capacità che possono contrastare le avversità e i momenti critici e che rappresentano le risorse per ricominciare a credere nel futuro. In questo contesto i sentimenti non trovano spazio vitale, sono anch'essi " prodotti" da consumare, etichettare e mettere da parte come contenitori vuoti che l'incuria e l'abbandono non possono plasmare a nuova vita. Uscire da questo tunnel significa ricomporre le tessere di un mosaico scomposto, ricostruire il senso e il significato della vita individuale e sociale in un panorama di nuove ed efficaci risorse per l'intera collettività. L'uomo e' un animale sociale che ha bisogno di sentirsi parte integrante della comunità per riconoscere in essa le sue radici e la sua vera identità.

Commenti

Post popolari in questo blog

Un quiz al giorno per il Concorso Dirigenti Scolastici 2015

Da oggi fino alla prova preselettiva sulla seguente pagina facebook un quiz al giorno per il Concorso Dirigenti Scolastici 2015 (bando previsto entro fine marzo, secondo il decreto Milleproroghe), ogni giorno alle ore 9.  La soluzione verrà pubblicata almeno un giorno dopo. https://www.facebook.com/nuovoconcorsodirigentiscolastici

Elogio di Galileo dall' Adone di Marino - di Carlo Zacco

Marino - Adone Canto X - ottave 42-37 Elogio di Galileo
42 Tempo verrà che senza impedimento queste sue note ancor fien note e chiare, mercé d'un ammirabile stromento per cui ciò ch'è lontan vicino appare e, con un occhio chiuso e l'altro intento specolando ciascun l'orbe lunare, scorciar potrà lunghissimi intervalli per un picciol cannone e duo cristalli. - Impedimento: ostacolo;  - note: caratteristiche;   note: conosciute e comprensibili: paronomasia;    mercé: grazie a;    - intento: attento;  - specolando: osservando;  - scorciar: abbreviare; 43 Del telescopio, a questa etate ignoto, per te fia, Galileo, l'opra composta, l'opra ch'al senso altrui, benché remoto, fatto molto maggior l'oggetto accosta. Tu, solo osservator d'ogni suo moto e di qualunque ha in lei parte nascosta, potrai, senza che vel nulla ne chiuda, novello Endimion, mirarla ignuda. - per te: per opera tua;  - fia l’opra comp…

Sciatteria nelle nomine delle commissioni esami di stato - di Paolo Marsich

Per dare un’idea della serietà con cui i burocrati del Ministero dell’Istruzione gestiscono l’Esame di Stato (ex Maturità), basterebbe considerare questi esempi di come sono state composte le commissioni: a esaminare in Storia studenti di indirizzi liceali e tecnici in cui la materia viene insegnata dal docente di Italiano (classe di concorso A050), sono stati mandati docenti di Italiano e Latino (classe A051) che, per quanto in possesso di abilitazione anche all’insegnamento di Storia, ottenuta magari trent’anni fa, Storia al triennio non l’hanno mai insegnata; viceversa a esaminare in Italiano e Latino studenti del Liceo Scientifico sono stati mandati insegnanti privi di abilitazione in Latino (classe A050). E ancora, a esaminare in Letteratura italiana studenti dei licei classici sono stati mandati insegnanti di Greco e Latino (classe A052) che, per quanto in possesso di abilitazione anche in Italiano, ottenuta anche questa magari trent’anni fa, Letteratura italiana al triennio no…