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A Bologna solo il sistema integrato delle scuole salva i conti pubblici

Riportiamo un articolo di Tuttoscuola, che spiega che, se vincesse il referendum proposto dal Comitato Articolo 33, il Comune non sarebbe più in grado di offrire alle famiglie il servizio, in quanto non riesce già ora a ovviare alle richieste delle famiglie, che aumenterebbero se, con questo referendum, diventasse ancora più difficile gestire una scuola dell'infanzia non statale.
Un preconcetto ideologico potrebbe costringere il Comune a sobbarcarsi una spesa che non si può sobbarcare. Facciamo prevalere il ragionamento logico e non la chiusura preconcetta, una scuola arcobaleno come scriveva Andrea Ichino su un articolo, e non monocolore.

Contributi: 180 posti in più per le comunali, ma le paritarie accolgono 2 mila bambini
Tuttoscuola
Ilsussidiario.net ha riportato nei giorni scorsi diversi interventi sul referendum bolognese previsto per il prossimo 26 maggio.
Tra l’altro, ha fatto parlare i dati dell’attuale situazione delle scuole dell’infanzia che, ricordiamolo, appartengono tutte al sistema pubblico integrato (statali, comunali e paritarie private).
Nel corrente anno scolastico a Bologna gli 8.988 posti di scuola dell’infanzia sono così ripartiti: 5.327 posti, pari al 59,3%, nelle scuole comunali; 2.050 posti, pari al 22,8% nelle scuole gestite da enti non profit; 1.611 posti, pari al 17,9% nelle scuole statali.
Per le scuole dell’infanzia il Comune di Bologna spende complessivamente circa 38 milioni che, però, non distribuisce in proporzione al numero dei bambini accolti nelle tre tipologie di scuola, in quanto, mentre per le statali e le paritarie corrisponde soltanto un contributo per il funzionamento, per le scuole comunali ne ha il carico totale (personale compreso).
In questo modo, secondo ‘ilsussidiario’, se si calcola la spesa pro-capite per tipo di gestore, risulta che per ognuno dei 5.327 bambini accolti nelle scuole dell’infanzia comunali il Comune di Bologna spende annualmente circa 6.900 euro, per ognuno dei 1.611 bambini accolti nelle scuole statali spende circa 700 euro, mentre la spesa media pro-capite del Comune per i 2.050 bambini presenti nelle scuole paritarie è di circa 600 euro all’anno.
Se il Comune tenesse per sé i contributi per le paritarie (poco più di un milione), investendoli in nuovi posti nelle proprie scuole (sempre che abbia anche gli edifici per nuovi spazi educativi), si troverebbe ad avere una maggiore disponibilità di circa 180 posti, ampiamente insufficienti a fronteggiare le liste di attesa (oggi ridotte al minimo) determinate dalla fuga dalle paritarie troppo costose o in via di chiusura.

maggio 2013


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