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Cinque domande a Beppe Grillo - di Carlo Giacobini


 Il Movimento 5 Stelle ha l’indubbio merito di aver rafforzato, presso i Cittadini, le istanze di trasparenza nei confronti di chi si occupa della cosa pubblica, di chi entra o si candida a cariche politiche. La trasparenza deve valere per tutti! Il Palazzo deve essere di vetro. I Cittadini devono sapere.
Sull’'onda di queste condivise istanze sorgono spontanee alcune domande.

1. Il Movimento 5 Stelle, volendo marcare la differenza dagli altri partiti, ha annunciato di rinunciare ai rimborsi elettorali. In realtà, però, a quei rimborsi non ha diritto, in quanto non rispetta i requisiti previsti dalla legge 6 luglio 2012, n. 96.
Fra i criteri previsti da quella norma ricordiamo l’obbligo di sottoporre i propri bilanci al giudizio di società di revisione iscritte nell'albo della CONSOB e il successivo ulteriore controllo affidato ad una Commissione composta da 5 magistrati designati dai vertici di Cassazione, Consiglio di Stato e Corte dei conti. La trasparenza: i documenti di bilancio devono essere pubblicati (anche in formato open data) sul sito internet del partito o del movimento e in apposita sezione del sito della Camera. È obbligatorio indicare i contributi superiori ai 5000 euro ottenuti da privati. Statuto: per accedere ai contributi loro spettanti i partiti devono dotarsi di uno statuto, conforme ai principi di democrazia interna, e di un atto costitutivo che trasmettono ai Presidenti delle Camere.
Pur non avendo diritto ad alcun rimborso perchè non rispetta nessuno di questi requisiti, il Movimento Cinque Stelle come e quando garantirà la trasparenza pubblicando i propri bilanci?

2. Il Movimento Cinque Stelle ha condotto una lunga e serrata campagna elettorale, con presenza nelle piazze italiane, con affissione di manifesti, con produzione e distribuzione di gadget, pieghevoli, volantini. Quanto è costato tutto ciò? Come sono stati raccolti i fondi? Chi ha contribuito a sostenere economicamente la logistica? Banalmente: chi ha pagato, ad esempio, il palco di Piazza San Giovanni o di Piazza Duomo? Dove sono i rendiconti?

3. Da alcuni anni si è adottata la giusta prassi di rendere pubblici i redditi dei parlamentari, oltre a quelli dei leader politici (oltre che dei dirigenti delle Pubbliche Amministrazioni). Anche questo risponde ad una corretta istanza di trasparenza. Oggi sappiamo ufficialmente che Berlusconi ha un reddito di 35 milioni annui, Monti un milione, Bersani circa 130 mila euro. Di Pietro è stato messo alla berlina per le sue proprietà immobiliari. Quello che ancora ignoriamo è il reddito del leader del secondo partito italiano. L’ultimo dato risale al 2005 (poco più di 4 milioni l’anno). Ma lo scorso anno qual è stato il reddito di Beppe Grillo?

4. Un altro dato che un Cittadino che si voglia informare vorrebbe conoscere è la redditività del blog beppegrillo.it. Qual è l’introito annuo in termini di raccolta pubblicitaria? Quanto arriva dalla vendita di prodotti editoriali (“Siamo in guerra” di Grillo e Casaleggio; Cd, libri, ebook)? E, soprattutto. quanto di questi introiti viene dirottato sul Movimento Cinque Stelle? Se non è troppo, si vorrebbe anche conoscere il trend di questi introiti.

5. Il comma 4 dell’articolo 15 del Regolamento della Camera assegna ai Gruppi Parlamentari, un contributo “per gli scopi istituzionali riferiti all'attività parlamentare e alle funzioni di studio, editoria e comunicazione ad essa ricollegabili, nonché alle spese per il funzionamento degli organi e delle strutture dei Gruppi.” Analogo contributo è previsto dal Regolamento del Senato. A questo contributo il Movimento 5 Stelle non ha rinunciato ed è stimato in circa 16 milioni di euro l’anno (80 milioni in una normale legislatura).
Il “Codice di comportamento” che tutti gli eletti del Movimento 5 Stelle hanno sottoscritto, prevede, in tal senso che “la costituzione di due “gruppi di comunicazione”, uno per la Camera e uno per il Senato, sarà definita da Beppe Grillo in termini di organizzazione, strumenti e di scelta dei membri, al duplice fine di garantire una gestione professionale e coordinata di detta attività di comunicazione, nonchè di evitare una dispersione delle risorse per ciò disponibili. Ogni gruppo avrà un coordinatore con il compito di relazionarsi con il sito nazionale del M5S e con il blog di Beppe Grillo. La concreta destinazione delle risorse del gruppo parlamentare ad una struttura di comunicazione a supporto delle attività di Camera e Senato su designazione di Beppe Grillo deve costituire oggetto di specifica previsione nello Statuto di cui lo stesso gruppo parlamentare dovrà dotarsi per il suo funzionamento.”
A chi verranno destinate le risorse previste dal Parlamento? Beppe Grillo ha già individuato la società che gestirà, con risorse pubbliche, la “comunicazione”? C’entra qualcosa, in questo, la società di comunicazione di Casaleggio?

Come Cittadino ed Elettore che vuole essere informato attendo le risposte. Per ora la Rete e l’Intelligenza collettiva non me le hanno fornite.

7 marzo 2013

Carlo Giacobini

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