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Valutazione: un autolesionismo rinviare - di Paola Tonna (APEF)


 Tra i provvedimenti in bilico in questa fine legislatura, il Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione ha ottenuto il parere favorevole dalla VII Commissione del Senato, favorevoli PdL e Lega e con il parere contrario del Partito democratico, ed è tornato al Governo che dovrà decidere se attendere ormai l'improbabile parere della Camera, oppure rinviarlo alla decisione del prossimo esecutivo.


Da un rapido confronto tra il vecchio schema di Regolamento e quello nuovo, non emergono modifiche, solo due integrazioni all’art. 2 punto 6 e all’art. 6 punto 2 sull’uso delle risorse disponibili riguardanti le attività di rilevazione e i compensi per gli esperti impiegati nelle medesime attività.
Nel parere ci sono però molte condivisibili osservazioni:
- La valutazione non deve indirizzarsi solo alle scuole in difficoltà, ma deve rivolgersi a tutte le istituzioni, comprese quelle di eccellenza;
- E' necessario un consolidamento dell' INVALSI e un suo cospicuo finanziamento;
- In ordine alla funzione ispettiva, che avrebbe dovuto essere riorganizzata contestualmente, si invita il Governo a determinare, nell’ambito del regolamento di riorganizzazione del MIUR, la consistenza del contingente di ispettori e ad assicurare loro la piena indipendenza ed autonomia;
- Si manifesta preoccupazione per il ruolo delle scuole nel processo di valutazione, che vanno messe nelle condizioni di essere protagoniste del processo di progressivo miglioramento della qualità del servizio nel rispetto del principio di sussidiarietà e in relazione al necessario rapporto con le istituzioni del territorio. A questo fine, occorre assicurare uno spazio idoneo all’autovalutazione delle istituzioni scolastiche;
- Si invita a dare il giusto peso anche ai nuclei di valutazione interna, in relazione dialettica positiva con quelli esterni attraverso il coinvolgimento dei soggetti interessati (stakeholders), come indicato anche dall’Unione europea;
- Infine si auspica che l’attività di valutazione si rapporti in maniera proficua anche con le rilevazioni esterne, come ad esempio, le indagini OCSE-PISA, PIRLS e TIMMS.
Tuttavia siamo convinti che sia necessaria un’approvazione in tempi rapidi del Regolamento per:
• rispondere alle sollecitazioni della Commissione europea che più volte ha richiesto al nostro Paese di dotarsi di un sistema di valutazione
• Scongiurare così il pericolo di dover rinunciare alla fruizione di circa 30 miliardi di fondi UE per l'istruzione, in bilancio per il 2014-2020
• rispondere alle sollecitazioni dell’OCSE che nel rapporto annuale appena pubblicato, insiste sulla necessità di migliorare la valutazione nella scuola secondaria.
• sviluppare un sistema che documenti le esperienze di ricerca e innovazione didattica al fine di progettare azioni di miglioramento per innalzare la qualità dell’offerta formativa e degli apprendimenti della nostra scuola
Riteniamo che questo regolamento possa esser comunque la base per trattare in modo approfondito tutte le criticità che si potranno verificare e apportare in futuro gli opportuni miglioramenti.
Non è certo ignorando ogni volta ciò che è già stato fatto e ogni volta ricominciare, che si può migliorare la scuola in tempi rapidi, ma solo analizzando i risultati ed orientando l’attenzione verso le problematiche più specifiche, superando i condizionamenti e i preconcetti che da più parti ancora si sollevano riguardo la valutazione.
A questo punto si tratterebbe di un atto di autolesionismo rinviare ancora.
Roma 20 febbraio 2013 APEF

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