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Perché il papa ha usato portastis invece di tulistis? – di Luigi Gaudio


 Un verdetto semplicistico sul latino ecclesiastico, giudicato comunque sempre, a prescindere, una brutta copia del latino, quello sì nobile, degli aristocratici romani del primo secolo avanti cristo, potrebbe indurre a credere un errore, o quanto meno una banalizzazione, l’uso del verbo “portare” (appunto popolaresco e della lingua parlata) al posto del verbo “ferre”. Ma se si trattasse di scelta deliberata e non casuale?
Infatti nell’uso del verbo “ferre” l’accento è posto sull’oggetto da portare, mentre, mentre il verbo portare, forse anche per questo usato più dalla gente del popolo, pone l’accento su chi trasporta un peso, su chi lo sopporta, ed è forse proprio per questo che il pontefice ha detto “Fratres carissimi, ex toto corde gratias ago vobis pro omni amore et labore, quo mecum pondus ministerii mei portastis [voce contratta per portavistis].” Forse certe scelte linguistiche sono solo dovute ad uno spirito di condivisione umana.

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