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La crisi del sistema - di Laura Alberico


 Ci sono segni premonitori che possono far riflettere e far pensare che la corsa del tempo e dei suoi avvenimenti siano segnali forti di cambiamento. Ideologia e sviluppo, religione e senso comune sembrano tendere ad un lento ma inevitabile cambiamento di rotta, una riorganizzazione che mette in crisi i presupposti delle certezze acquisite.
L’abbandono del trono di Pietro e la pioggia di meteoriti ci svelano che il presente non è  un segmento di una linea retta ma  un tracciato con alti e bassi   su cui la Storia lascia le sue orme e mostra i punti deboli. Crisi  significa letteralmente  scissione e separazione e non per questo prelude alla negatività perché può significare trasformazione e ristrutturazione. Le idee e le convinzioni non sono immutabili, hanno bisogno di trovare il terreno fertile sul quale crescere e svilupparsi, non ci sono realtà assolute sulle quali fossilizzarsi e guardare sempre nella stessa direzione. Ci sono orizzonti nuovi che possono essere ridisegnati,  diverse forme di energia da utilizzare e incanalare in una visione globale di civiltà e sviluppo. Un sistema che tende all’entropia ha bisogno di essere interpretato e compreso utilizzando gli strumenti che l’uomo sembra aver dimenticato o accantonato per affrontare una frenetica  corsa  verso obiettivi e traguardi sempre diversi . I segnali di una crisi  invitano a guardare con più attenzione e riflessione dentro e fuori di noi in un’ottica di cambiamento e trasformazione che possono conciliare ragione e sentimento cancellando conformismo e apatia, indifferenza e passiva  accettazione della realtà. La vita è anche riappropriarsi di nuove idee, progetti e opportunità, un viaggio in cui le soste servono per pensare  e fare il punto sulla situazione, per riflettere sul presente e investire sul  futuro in cui il progresso non sia soltanto un obiettivo tout-court ma uno strumento per controllare e ridefinire l’entropia del sistema.  

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