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Chi l'ha detto che studiare latino non serve a niente?

Quanto sia attuale e utile studiare Latino lo ha dimostrato la giornalista ANSA Giovanna Chirri, che ha semplicemente dettato il flash alle 11.46, dopo aver ascoltato l'annuncio in latino al concistoro, delle dimissioni di Papa Benedetto XVI, bruciando tutti i suoi colleghi, quando ancora forse gli stessi cardinali lì riuniti non si erano resi ben conto di quanto stava avvenendo. E tutto questo semplicemente perché lei il Latino lo conosce, lo ha studiato al Liceo Classico, come il greco, e le è rimasto bene impresso. Ha così aiutato tutti noi insegnanti di Latino ad essere orgogliosi della nostra quotidiana trasmissione di una lingua che, a quanto pare, tanto morta non lo è. qui sotto il testo dell'annuncio del Papa in Latino:


Fratres carissimi

Non solum propter tres canonizationes ad hoc Consistorium vos convocavi, sed etiam ut vobis decisionem magni momenti pro Ecclesiae vita communicem. Conscientia mea iterum atque iterum coram Deo explorata ad cognitionem certam perveni vires meas ingravescente aetate non iam aptas esse ad munus Petrinum aeque administrandum.

Bene conscius sum hoc munus secundum suam essentiam spiritualem non solum agendo et loquendo exsequi debere, sed non minus patiendo et orando. Attamen in mundo nostri temporis rapidis mutationibus subiecto et quaestionibus magni ponderis pro vita fidei perturbato ad navem Sancti Petri gubernandam et ad annuntiandum Evangelium etiam vigor quidam corporis et animae necessarius est, qui ultimis mensibus in me modo tali minuitur, ut incapacitatem meam ad ministerium mihi commissum bene administrandum agnoscere debeam. Quapropter bene conscius ponderis huius actus plena libertate declaro me ministerio Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri, mihi per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV commissum renuntiare ita ut a die 28 februarii MMXIII, hora 20, sedes Romae, sedes Sancti Petri vacet et Conclave ad eligendum novum Summum Pontificem ab his quibus competit convocandum esse.

Fratres carissimi, ex toto corde gratias ago vobis pro omni amore et labore, quo mecum pondus ministerii mei portastis et veniam peto pro omnibus defectibus meis. Nunc autem Sanctam Dei Ecclesiam curae Summi eius Pastoris, Domini nostri Iesu Christi confidimus sanctamque eius Matrem Mariam imploramus, ut patribus Cardinalibus in eligendo novo Summo Pontifice materna sua bonitate assistat. Quod ad me attinet etiam in futuro vita orationi dedicata Sanctae Ecclesiae Dei toto ex corde servire velim.

Ex Aedibus Vaticanis, die 10 mensis februarii MMXIII

Commenti

  1. Pubblico parte di questo commento anche come "riflessione" e ringrazio dello spunto:

    Sicuramente la giornalista è stata avvantaggiata dai suoi precedenti studi. Considerando però che tal vantaggio si presenta neppure "ad ogni morte di Papa", su di esso non possiamo veramente aggrapparci per fondarvi sopra l'importanza dello studio delle lingue classiche.

    In generale, io direi che tale importanza risiede nel rafforzamento della padronanza della grammatica e dei meccanismi linguistici delle lingue moderne (italiana e non), in una non banale preparazione al ragionamento etimologico ed in un'abitudine mentale (impagabile) alla capacità di rendere il pensiero e le emozioni umane da una lingua ad un'altra.

    Questa stessa abitudine acquisita con fatica grazie alle innumerevoli traduzioni/versioni, se presentata bene dagli insegnanti, può aiutare lo studente a comprendere il relativismo culturale in senso storico (diacronico), riflettendo e collegandolo con l'esperienza del relativismo culturale in senso sincronico, ovvero cosciente dell'esistenza di altre visioni del mondo e dei valori esistenti in altri luoghi del mondo; consentendogli/le la formazione di una profonda flessibilità mentale aperta alla tolleranza.

    Questa almeno la lezione degli Umanisti. Tutto dipende, ovviamente, dall'impostazione da cui partono gli insegnanti... Ma se il Liceo Classico dovesse essere presentato come luogo di studi privilegiati frequentato da una popolazione scolastica "d'élite", tutte queste potenzialità di dare un significato più ampio a questo tipo di studi non sarebbero poi del tutto sfruttate.
    ... E mi spiace dover sottolineare che, in effetti, questo è ciò che sembra accadere nella stragrande maggioranza di casi.

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