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Concorso DS Lombardia dall'altra parte ... della graduatoria

Mi chiamo Rosaria Brusaferri e vorrei commentare per la prima volta pubblicamente, ma con sole poche righe il concorso per dirigenti scolastici tenutosi in Lombardia.
Mi trovo, mio malgrado, dall’altra parte della barricata. Nel senso che sono una ricorrente. Faccio parte del gruppo dei 102 docenti che dopo il 19 aprile sono diventati “i bocciati”, di seguito i “ricorrenti che non hanno accettato la bocciatura”,
il 17 luglio sono diventati “i bastardi che hanno voluto far saltare tutto” per diventare anche “i deficienti, gli ignoranti“ e tanto altro che non mi va di ripetere, dopo il 28 agosto.
Ebbene, invece io mi sento una docente seria, preparata, onesta, oltre che un’ottima persona. In questo concorso ho investito tanto, tra tempo e denaro, molto di più di quanto tanti pseudo idonei hanno lamentato pubblicamente.
Non so perché i miei elaborati non sono piaciuti e non sono stati valutati in modo positivo. A questo punto è inutile chiederselo. Troppe cose non hanno funzionato è inutile negarlo.
Ed è altrettanto inutile prendersela con il presidente o un commissario o due o tutti. Un grande pasticcio è stato combinato. Qualcuno però poteva rimediare. Poteva salvare il salvabile. Non vi è stata la volontà. E’ mancato l’impegno. E forse anche il notevole risparmio della non immissione in ruolo dei nuovi Ds ha giocato un ruolo importante. In conclusione ho un pensiero fisso, ho constatato che i posti a concorso erano 355, mentre 48 posti affidati a vecchi (senza cattiveria) dirigenti sono stati prorogati di un anno. Il totale è di 403 posti.
Gli idonei usciti indenni dalle prove orali sono stati 406. Un numero molto vicino a 403. Sarà un caso? Ecco perché molti di noi non credono di essere stati giudicati in modo serio per il lavoro svolto! Non ne servivano molti di più! La vera vincitrice potrebbe essere stata la logica dei numeri?

Rosaria Brusaferri

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