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La scuola lombarda non deve iniziare nel caos - di Diesse Lombardia



Circa 700 scuole lombarde inizieranno così l’anno scolastico senza un proprio dirigente, affidate in reggenza provvisoria, in attesa della sentenza di merito – che confermerà quanto deciso dal TAR della Lombardia o accetterà il ricorso del MIUR e dei docenti risultati idonei al concorso – prevista per il prossimo 20 novembre.


Se non è ancora chiaro chi potrà essere vincitore della contesa giuridica in atto, ci sono invece sicuramente dei perdenti: le scuole lombarde, le famiglie e gli studenti. Ancora una volta siamo di fronte ad una situazione kafkiana, ciclicamente ricorrente nella
nostra scuola, in cui i pur legittimi interessi di alcuni bloccano l’intero sistema giocando un ruolo solamente negativo. Infatti anche se i ricorrenti contro l’amministrazione dovessero veder riconosciute le loro ragioni avranno solo il diritto di partecipare, assieme a tutti gli altri concorrenti, ad un nuovo concorso.
Diesse Lombardia invita a perseguire due altre soluzioni.
La prima – volta a chiudere ragionevolmente la situazione che si è creata – è una soluzione extragiudiziale che coinvolga tutti gli attori – Amministrazione, ricorsisti, docenti risultati idonei – e che renda inutile arrivare a sentenza il 20 novembre. Questa
soluzione deve prevedere: la rapida immissione in ruolo degli attuali vincitori; la riammissione alle prove orali di coloro che hanno fatto ricorso. Il numero di sedi vacanti in Lombardia permette infatti di ampliare il numero dei possibili vincitori del concorso.
Per questo: il Governo dovrà estendere i termini attualmente previsti per regolare le assunzioni dei nuovi dirigenti; l’USR della Lombardia deve aprire una trattativa tra le parti interessate che possa chiudersi rapidamente.
La seconda deve invece accelerare le decisioni in merito al radicale cambiamento delle modalità con cui lo Stato procede al reclutamento del personale necessario alla vita della sua scuola. Il modello attuale infatti è sempre l’edizione, riveduta e corretta, di quello nato a metà dell’Ottocento; va dunque superato mettendo in condizione l’istituzione scolastica di assumere una maggiore responsabilità gestionale, anche nel campo del reclutamento del personale.
La scuola lombarda, le famiglie, gli studenti e i docenti meritano che tutti insieme si faccia uno sforzo per risolvere la situazione che si è creata e che si provveda nel più breve tempo possibile a prendere le decisioni necessarie perché situazioni come queste
non abbiano a riproporsi

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