Passa ai contenuti principali

SALUTE - I botti di fine anno in mano inesperte: che pena sentirsi prevaricati da tanta superficialità ed illegalità. - di Gennaro Iasevoli, psicologo, volontario della Protezione civile

Negli spazi pubblici i botti di Natale e di capodanno, rozzi, illegali e tossici, inquinano l’aria ed intontiscono le menti dei deboli.


Chi spara fuochi di artificio a capodanno si sente forte con i tric-trac in mano e crede psicologicamente di resettare in meglio la propria vita insignificante, invece tutto finisce lì, in trac, in rozzi rumori e fumi puzzolenti, che confermano maggiormente la stupidità dell’azione. Con un poco di osservazione psicologica, su chi compra, accende e lancia questi velenosi cartocci esplosivi, si scopre il vero volto di tante persone tamarre, che odiano i fiori e vivono nell’ansia di partecipare alla moda effimera e pacchiana, con il desiderio di farsi notare e di richiamare con la prepotenza l’attenzione su di sé. Lo sparo dirompente e fumoso è il mezzo prepotente e prevaricante, che i creduloni usano, per attirare o per spaventare gli altri, sperando di divenire più importanti col fuoco di paglia.
Cominciamo col dire che prima ancora di aspettare capodanno, provvedono a far esplodere tanti fuochi di artificio anche le centinaia di pregiudicati che alla fine della pena carceraria rientrano nello loro famiglie accolti con esplosioni di castagnole e bengala. Ma anche le feste padronali comportano processioni in un campo minato. Infine i ragazzi di strada, nei paesi di provincia, già dal mese di novembre e fino a tutto gennaio, spendono tutti i loro spiccioli in strisce esplosive cinesi. Tutte le esplosioni vengono effettuate naturalmente negli spazi pubblici o nelle aree condominiali, senza rispetto di alcuna norma umana e legale. Alla fine vengono causati molti danni all’ambiente biologico da queste pratiche tribali, malsane e pericolose. Però la speranza di uscire da questi comportamenti è ancora limitata fin quando non si diffonderanno le conoscenze psicologiche sui motivi di queste azioni umane. Tanti euro sprecati nel comprare botti, bombette e tric-trac pieni di sostanze tossiche e polveri sottili che intossicano l’aria già abbastanza rovinata da auto, aerei, bruciatori ed industrie e spaventano bambini, vecchi, cani, gatti, uccelli.
Ma molti non arrivano intelligentemente a queste considerazioni e continuano a sentirsi felici e contenti con i tric-trac in mano !
g.i.

Commenti

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Il mattino, da "Il giorno" di Giuseppe Parini - vv. 1-169 - di Carlo Zacco

5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue Purissimo celeste, o in te del sangue Emendino il difetto i compri onori E le adunate in terra o in mar ricchezze Dal genitor frugale in pochi lustri, Me Precettor d'amabil Rito ascolta.     Come ingannar questi nojosi e lenti Giorni di vita, cui sì lungo tedio E fastidio insoffribile accompagna Or io t'insegnerò. Quali al Mattino, Quai dopo il Mezzodì, quali la Sera Esser debban tue cure apprenderai, Se in mezzo agli ozj tuoi ozio ti resta Pur di tender gli orecchi a' versi miei.     Già l'are a Vener sacre e al giocatore Mercurio ne le Gallie e in Albione Devotamente hai visitate, e porti Pur anco i segni del tuo zelo impressi: Ora è tempo di posa. In vano Marte A sè t'invita; che ben folle è quegli Che a rischio de la vita onor si merca, E tu naturalmente il sangue aborri. Nè i mesti de la D…

Zefiro torna, sonetto 310 del Canzoniere di Francesco Petrarca - di Carlo Zacco

Struttura. È nettamente diviso in due parti: quartine (parte euforica), terzine (parte disforica).  - Nelle quartine il poeta celebra entusiasticamente il ritorno della primavera, e il modificarsi di vari elementi naturali: clima, piante, animali, disposizioni dei pianeti, gli elementi fondamentali;  - Nelle terzine invece mette in contrasto il paesaggio appena descritto col proprio stato d’animo: al ritorno della primavera, ritorna anche il dolore provato da Petrarca pensando sia al giorno dell’innamoramento, sia al giorno della morte dell’amata, avvenuta il 6 Aprile, in primavera appunto.
Zephiro torna, e 'l bel tempo rimena, e i fiori et l'erbe, sua dolce famiglia, et garrirProgne et pianger Philomena, et primavera candida et vermiglia.    Ridono i prati, e 'l ciel si rasserena;Giove s'allegra di mirar sua figlia; l'aria et l'acqua et la terra è d'amor piena; ogni animal d'amar si riconsiglia.    Ma per me, lasso, tornano i pi…

Sul fondo da Se questo è un uomo di Primo Levi

Apprendimento cooperativo:  qui sopra videolezione del professore su youtube
qui sotto: audiolezione del professore in mp3 approfondimento scritto di un alunno/a
Lettura del brano "Sul fondo" tratto dal secondo capitolo del romanzo Se questo è un uomo di Primo Levi in formato wma
Se questo è un uomoPrimo Levi relazione di narrativa di Emiliano Ventura - Seconda DVITA E BIBLIOGRAFIA DELL’AUTOREPrimo Levi nasce a Torino il 31 luglio 1919 da Cesare Levi e da Ester Luzzati. A partire dal 1934 comincia a frequentare il Ginnasio-Liceo “D’Azeglio” dove mostra una buona disposizione per le materie scientifiche. Ottenuta la licenza liceale si iscrive all’Università torinese dove frequenta la facoltà di Scienze e si laurea nel 1941.
Trova subito lavoro come chimico in una cava d’amianto e l’anno dopo entra in un’industria farmaceutica di Milano, la Wander. Nel 1943 lascia questo lavoro per prendere parte alla Resistenza e partecipa ad un’azione clamorosa ai danni della milizia fascista di Ivr…