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Concorso DS: Ricorsi al Consiglio di Stato e rinvio delle prove scritte - di Gennaro Capodanno

Dopo la pubblicazione delle ordinanze con le quali il TAR del Lazio ha deciso di respingere le domande di sospensione cautelare, i ricorrenti devono in questi giorni decidere se proseguire o meno nei giudizi dinanzi al Consiglio di Stato.

Le perplessità, oltre che legate alla possibilità di un pronunciamento dell’organo della giurisdizione amministrativa di secondo grado prima delle date già fissate per l’effettuazione delle prove scritte, risiederebbero negli ulteriori esborsi che tali attività potrebbero comportare. Personalmente reputo superabile quest’ultimo aspetto in quanto i ricorsi al C.d.S. non  dovrebbero comportare alcuna spesa aggiuntiva, oltre a quelle già anticipate, auspicando che tale mio convincimento, che tiene conto anche dell’elevato numero di non idonei per i quali sono stati presentati ricorsi per lo più collettivi, sia condiviso. Per i successivi adempimenti concorsuali, invece, pur restando dell’avviso che l’intera procedura andrebbe annullata, in via gradata ritengo che debba essere consentito l’espletamento dei diversi gradi di giudizio che l’attuale legislazione prevede per coloro che sono portatori di un interesse legittimo, prima di mettere in atto attività che potrebbero precludere la possibilità di veder soddisfatte le aspettative dei richiedenti, in caso di provvedimenti a loro favorevoli. Dunque solo con il rinvio delle date per le prove scritte si creerebbero presupposti concreti per i ricorrenti di poter occupare i posti attualmente messi a concorso.
Gennaro Capodanno
gennarocapodanno@gmail.com

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