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Concorso Dirigenti scolastici: il TAR rischia la delegittimazione? - di Silos Ignance

Quando la Legge 1034 del 1971 istituì il TAR, la Costituzione li aveva già previsti, però fino al quel momento non erano attivati. Il legislatore ebbe un’idea nobile. Occorreva creare uno strumento in più per il cittadino alle prese con l’amministrazione dilagante, a volte autoritaria, talora ostile all’italiano medio. Quando l’amministrazione sbagliava, ad esempio perché trattava diversamente i suoi amministrati, occorreva che i cittadini intervenissero, anche per via giurisdizionale. Bisognava aiutare il cittadino, dargli uno strumento in più. Questo era il TAR!
In questi anni, specialmente negli ultimi mesi e soprattutto nella scuola, qualcosa di nuovo è avvenuto. Una mutazione genetica è avanzata come una metaplasia inarrestabile. Taluni signori (affaristi famelici e senza scrupoli per alcuni, strenui difensori del diritto per altri) hanno deciso di forzare la mano. Basta prendere gli atti della Pubblica Amministrazione, soprattutto quelli riguardanti migliaia di amministrati. Occorre passarli al setaccio, indagarli al microscopio per scoprirne anche le millimetriche debolezze, le criticità opinabili. Il lavoro sembra facile perché ogni atto amministrativo, essendo frutto di azioni umane, è sempre opinabile, specie per chi è in cattiva fede. Poi si chiamano a raccolta migliaia di cittadini che hanno motivi per annullare quell’atto. E anche questo è facile. Basta praticare prezzi stracciati. Si raccolgono centinaia o migliaia di adesioni e la somma di tanti prezzi stracciati diviene un guadagno enorme. E si tenta il ricorso. Ma se l’atto amministrativo fosse fatto con la massima trasparenza immaginabile, oggettivissimo, a prova di bomba? Se fosse inattaccabile sotto tutti i punti di vista? Se fosse preparato da Iddio in persona e quindi perfetto? “Nessun problema” pensano i professionisti del ricorso. Si fa in modo che il TAR, prima che studi le carte e si pronunci, sospenda il suo giudizio. A quel punto il gioco è fatto. Nel caso del concorso per Dirigenti Scolastici, migliaia di persone avrebbero la sospensiva. Parteciperebbero al concorso prima che il TAR decida se hanno ragione o torto. Ingolferebbero la macchina organizzativa, creerebbero un enorme aumento dei costi dell’erario (tanto lo stato può sempre tagliare i servizi ai poveri!!!). Creerebbero un’incertezza del diritto spaventosa. Poi alla fine mettiamo che il TAR si pronunci e, come accadrà sicuramente in questo caso, dirà che la prova era oggettiva;  per quanto durissime, le condizioni erano le stesse per tutti. In questo caso il ricorrente avrà torto. Cosa succederà ai cittadini che nel frattempo hanno sostenuto un concorso, senza averne diritto, magari arrivando alla fine e risultando idonei? Succederebbe una situazione pazzesca, possibile solo in un paese come l’Italia. Tante persone che non avevano diritto a una cosa, la otterranno ugualmente. I sindacati, sempre a favorevoli a condoni e sanatorie, e i politici, in cerca di voti, diranno di ignorare quello che ha detto il TAR. Insomma il lavoro del TAR sarà annullato e tutto finirà a tar-allucci e vino. E tutti, nello sconcerto, diverranno idonei. E’ una commedia pazzesca, uno schiaffo agli onesti e a chi non ci prova. E’ un invito a provarci sempre. Sempre e comunque. Così di graduatoria in graduatoria, di concorso in concorso quelli che si rivolgono al TAR dai 10 iniziali, divengono 100, poi 1000 e infine 10.000. Nessun concorso regolare è più possibile. Niente si può più fare correttamente in Italia, perché chi non prova a forzare le regole è stupido! Se il TAR concedesse la sospensiva, a febbraio dopo la correzione degli scritti, tutti in “non idonei” tornerebbero alla carica. In migliaia ricorrerebbero al TAR per accedere agli orali, al motto “una sospensiva non si nega a nessuno”.
Era per questo che nel 1971 il ministro Reale e il presidente Colombo istituirono il TAR? Per questo lo avevano previsto i padri costituenti? La domanda è retorica e richiama altre storie italiane simili. Come quella del referendum: un grande strumento popolare e di democrazia che perse consenso ed efficacia quando alcuni furboni ne abusarono. Lo usarono per rilanciare la propria carriera politica con un uso distorto, massiccio e abnorme. Con quello strumento alcuni furboni ci guadagnarono, ma la democrazia ci perse qualcosa.
Diceva mio nonno: anche un coltello, che è uno strumento utile, può diventare dannoso se usato eccessivamente, specialmente quando non serve.
Il concorso per Dirigenti Scolastici, con migliaia di ricorsi seriali, è una cartina di tornasole per capire se il TAR farà qualcosa per il paese o per chi “ce prova”. I numeri dei ricorrenti lo stanno a dimostrare: si tratta di un uso strumentale di un organo previsto dalla Costituzione. E se il TAR concederà sospensive facili, tra pochi giorni andranno in onda nuove repliche della stessa stomachevole commedia.
Ci sono italiani onesti che sono stati dichiarati inidonei dopo la prova pre-selettiva, da uno stupido e oggettivo lettore ottico, perché non hanno studiato. E non hanno fatto ricorso. L’Italia faccia capire che sta da questa parte.
Silos Ignance

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