Passa ai contenuti principali

Le cause dei mali che affliggono la scuola - di Luigi Gaudio

Perché la scuola italiana è chiusa in se stessa e autoreferenziale? La causa di questo potrebbe essere individuata nei seguenti fattori di stallo: la politica, il sindacato, la burocrazia ministeriale e la mancanza di stima dei docenti.


Potrebbe essere utile, in vista di un miglioramento, non in vista di una lamentela sterile e fine a se stessa, elencare alcuni problemi che impediscono nella scuola italiana una trasformazione in senso positivo.
  1. Sicuramente la politica ha le sue responsabilità, per la ristrettezza di vedute, che subordina le esigenze della cultura e della riforma della scuola, alle ragioni dell'economia. Insomma, occorre che ci siano dei politici esperti della scuola, che guardino un po' in avanti, investendo nella innovazione e nel rinnovamento.
  2. Poi, il sindacato spesso si limita ad un rivendicazionismo fine a se stesso, che in realtà non aiuta la professione. Paradossalmente, spesso, proprio alcuni di quelli che dicono di difendere i precari, spesso creano i presupposti per contrastare la valutazione dei docenti, necessaria per lo sviluppo della professione e la selezione dei più meritevoli.
  3. La burocrazia ministeriale tende ad affossare e rendere inutili l'autonomia e la responsabilità delle scuole, favorisce lo status quo e la credenza (sbagliata) che il potere sia ancora nelle mani degli uffici ministeriali, e che le circolari siano il vangelo.
  4. La mancanza di stima e di considerazione del lavoro docente da parte non solo dell'opinione pubblica, ma, paradossalmente, da parte dei docenti stessi, che giocano al ribasso, che si accontentano di una difesa sindacale generica, che non si danno un codice deontologico e professionale.
Quindi, a mio parere, la causa dei mali della scuola non è, come pensa la maggior parte dei miei colleghi,  negli alunni e nei genitori.
Non è vero che gli alunni sono di una generazione ingestibile, anzi, essi mostrano, magari in modo diverso da quello che vorremmo, un desiderio di maestri e di adulti che li guidino.
I genitori, infine, non sono la controparte, ma sono (o dovrebbero essere) degli alleati sulla strada della crescita educativa del figlio (almeno come tensione, essendoci purtroppo, sempre di più delle famiglie in difficoltà su vari fronti).
Terminata la pars destruens, incomincia la pars costruens, cioè la sfida quotidiana del cambiamento, che è faticosa da affrontare, ma affascinante


Luigi Gaudio

Commenti

  1. Perchè dare sempre la colpa agli altri: il problema è focalizzato su "la certificazione delle competenze, indicazioni operative".

    RispondiElimina
  2. Enrico, ho letto, infatti, il tuo articolo qui sotto:
    http://atuttascuoladuepuntozero.blogspot.com/2011/04/la-certificazione-delle-competenze.html

    Cosa vuoi,

    mi sono lasciato influenzare da un altro male inguaribile della scuola italiana (e non solo): quello di addossare le colpe sempre sugli altri, e di non partire da se stessi.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Il mattino, da "Il giorno" di Giuseppe Parini - vv. 1-169 - di Carlo Zacco

5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue Purissimo celeste, o in te del sangue Emendino il difetto i compri onori E le adunate in terra o in mar ricchezze Dal genitor frugale in pochi lustri, Me Precettor d'amabil Rito ascolta.     Come ingannar questi nojosi e lenti Giorni di vita, cui sì lungo tedio E fastidio insoffribile accompagna Or io t'insegnerò. Quali al Mattino, Quai dopo il Mezzodì, quali la Sera Esser debban tue cure apprenderai, Se in mezzo agli ozj tuoi ozio ti resta Pur di tender gli orecchi a' versi miei.     Già l'are a Vener sacre e al giocatore Mercurio ne le Gallie e in Albione Devotamente hai visitate, e porti Pur anco i segni del tuo zelo impressi: Ora è tempo di posa. In vano Marte A sè t'invita; che ben folle è quegli Che a rischio de la vita onor si merca, E tu naturalmente il sangue aborri. Nè i mesti de la D…

Le idi di marzo di Valerio Massimo Manfredi

Apprendimento cooperativo:  qui sopra videorecensione del professore su youtube
qui sotto: audiorecensione del professore in mp3 approfondimento scritto di un alunno/a
AUDIO "Le idi di marzo" di Valerio Massimo Manfredi in formato mp3, disponibile anche in formato audio wma
Le idi di marzoValerio Massimo ManfrediRelazione di narrativa di Melissa Galloni 2aD Titolo1. Il titolo del libro che ho letto questo mese è “Idi di Marzo”. Autore2. L’autore è Valerio Massimo Manfredi, un archeologo specialista in topografia del mondo antico. Ha insegnato in prestigiosi atenei in Italia e all’estero e condotto spedizioni e scavi in vari siti del Mediterraneo. Ha scritto numerosi saggi in campo accademico ed è, inoltre, autore di narrativa presso la Mondadori con ,ad esempio, “La Torre della Solitudine”, “L’ultima legione”… Riassunto3. Questo libro ripercorre gli ultimi giorni di vita di Giulio Cesare (pontefice massimo, capo militare..), che, all’età di cinquantasei anni,è ormai stanco e malato. …

Zefiro torna, sonetto 310 del Canzoniere di Francesco Petrarca - di Carlo Zacco

Struttura. È nettamente diviso in due parti: quartine (parte euforica), terzine (parte disforica).  - Nelle quartine il poeta celebra entusiasticamente il ritorno della primavera, e il modificarsi di vari elementi naturali: clima, piante, animali, disposizioni dei pianeti, gli elementi fondamentali;  - Nelle terzine invece mette in contrasto il paesaggio appena descritto col proprio stato d’animo: al ritorno della primavera, ritorna anche il dolore provato da Petrarca pensando sia al giorno dell’innamoramento, sia al giorno della morte dell’amata, avvenuta il 6 Aprile, in primavera appunto.
Zephiro torna, e 'l bel tempo rimena, e i fiori et l'erbe, sua dolce famiglia, et garrirProgne et pianger Philomena, et primavera candida et vermiglia.    Ridono i prati, e 'l ciel si rasserena;Giove s'allegra di mirar sua figlia; l'aria et l'acqua et la terra è d'amor piena; ogni animal d'amar si riconsiglia.    Ma per me, lasso, tornano i pi…