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Natale ancora - di Laura Alberico

Cadere nel già detto e' facile, il colore del Natale sparge sempre idee di cambiamento, promesse di nuovi orizzonti, la metamorfosi lenta che trasforma oggetti e persone in essenza pura di sentimenti ed emozioni. Ancora Natale per non sentire il peso degli anni, della solitudine, del dolore, il riscatto di un tempo ingrato che dipinge tristezza e nostalgia nella grigia vita di tutti i giorni. C'è sempre un Natale da desiderare e da inventare, lo spazio di un tempo breve in cui tutto è possibile, favole che tornano con insistenza a dare forma e concretezza al presente, al passato e al futuro. Il Natale sorprende, incanta, nell'attesa che tutto comprende e restituisce. Natale ancora per scoprire il volto di immagini sbiadite e dimenticate, la' dove colori e odori e sapori affiorano nella rete dei ricordi, la ricerca del tempo perduto che chiede di essere ascoltato. Per questo Natale e per tanti altri ancora perché  la favola della vita  ritorna sempre a splendere di verità e bellezza, meraviglia e gioia, il miracolo che rende tutti uguali e migliori. Nonostante tutto ci sono sempre occhi aperti ad accogliere questa luce speciale, sulle orme di un Natale che non invecchia e che nell'attesa mantiene sempre le sue promesse.
Laura Alberico

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5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue Purissimo celeste, o in te del sangue Emendino il difetto i compri onori E le adunate in terra o in mar ricchezze Dal genitor frugale in pochi lustri, Me Precettor d'amabil Rito ascolta.     Come ingannar questi nojosi e lenti Giorni di vita, cui sì lungo tedio E fastidio insoffribile accompagna Or io t'insegnerò. Quali al Mattino, Quai dopo il Mezzodì, quali la Sera Esser debban tue cure apprenderai, Se in mezzo agli ozj tuoi ozio ti resta Pur di tender gli orecchi a' versi miei.     Già l'are a Vener sacre e al giocatore Mercurio ne le Gallie e in Albione Devotamente hai visitate, e porti Pur anco i segni del tuo zelo impressi: Ora è tempo di posa. In vano Marte A sè t'invita; che ben folle è quegli Che a rischio de la vita onor si merca, E tu naturalmente il sangue aborri. Nè i mesti de la D…

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