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Visualizzazione dei post da giugno 14, 2017

Le spose bambine - di Claudia Martiello

Ogni giorno più di 34 mila bambine, tra i sei e quindici anni, sono costrette ad unirsi in matrimonio con uomini che possiedono anche il triplo dei loro anni. Questo fenomeno è chiamato matrimonio precoce: si sviluppa soprattutto nei paesi con molta popolazione, come la Cina, oppure nei paesi poveri, come in alcune zone dell’ Asia. Molte bambine sono costrette dunque a sposarsi con uomini molto ricchi ed adulti, per aiutare la propria famiglia in campo economico. Questo fenomeno è molto negativo: non porta infatti solamente all'abbandono degli studi e degli hobby quotidiani ma crea conseguenze devastanti nella mente e nell'anima di queste piccole e fragili ragazze, che spesso, dopo qualche anno di matrimonio, si tolgono la vita perché non riescono a sopportare un peso del genere. Una sottomissione così grande, il non poter fare quello che si vuole, anche semplicemente non poter giocare con le bambole o correre nei prati, perché ormai loro ricoprono un ruolo importante c…

Il Manifesto del Futurismo su “Le Figaro” - di Alice Dal Monte

Il Manifesto del Futurismo è stato scritto da Filippo Tommaso Marinetti, uno dei maggiori esponenti del Futurismo, ed è stato pubblicato per esprimere pensieri ed idee  dei Futuristi di quel tempo; apparve in anteprima sulla “Gazzetta dell'Emilia” di Bologna in data 5 febbraio 1909 e dopo poco, con il titolo” Manifesto iniziale del Futurismo”, fu pubblicato in francese sulla prima pagina del quotidiano “Le Figaro” di Parigi, giornale  nato nel 1826 sotto Carlo X di Borbone,  il 20 febbraio 1909. Quando il testo del Manifesto venne pubblicato,  ottenne subito fama internazionale. Tramite gli undici punti da cui è composto, Marinetti vuole esprimere un punto di rottura con il passato, in modo  energico ed aggressivo: mette in evidenza l’eroismo bellico, il disprezzo per il sentimentalismo romantico, il presente,  che è la realtà in cui l’uomo contemporaneo vive, l’odio per il passato e quindi per tutto quello che lo ricorda, come musei, biblioteche, opere d’arte, testi sto…

Race il colore della vittoria - di Vincenzo Cacciapuoti

Questo film racconta la storia vera di un uomo di colore, James Cleveland detto “Jesse” Owens,   interpretato da Stephan James, figlio di un povero agricoltore del sud degli Stati Uniti.  Jesse parte per l’università, lasciando una figlia piccola e una ragazza ancora da sposare, Ruth Solomon, interpretata da Shanice Banton. Per un uomo di colore negli Stati Uniti frequentare l’università, negli anni 30, é una grande conquista. Jesse affronta le tensioni razziali dell’Ohio State University ed  incontra il coach Larry Snyder, interpretato da Jason Sudeikis, che ottiene per Jesse addirittura la convocazione per le Olimpiadi. Il Comitato olimpico Americano medita di boicottare le Olimpiadi, in segno di protesta contro il regime hitleriano: alla fine la partecipazione americana è confermata. I giochi olimpici si tengono a Berlino, dove sono organizzati come una grande celebrazione del regime nazista. Sono state spese cifre enormi per  ristrutturare stadi e palazzi,  per mettere in m…

11 settembre 2001, un giorno da ricordare - di Luca Indelicato

Dopo 15 anni dal drammatico attacco terroristico in cui New York è stata piegata dal dolore, il ricordo di chi ha vissuto quei momenti e le immagini di chi ha visto l’accaduto solo attraverso foto e video sono ancora presenti e reali ed ogni volta, è come se si aprissero vecchie ferite, difficili da rimarginare. Ricordo brevemente i fatti: il primo aereo “suicida” comparve nei cieli della metropoli americana alle 8:45 dell’11 settembre 2001 ed inizialmente era diretto a Los Angeles, ma dopo essere stato dirottato, si schiantò su una delle due Twin Towers, simbolo dell’economia americana. L’impatto del secondo aereo con l’altra torre avvenne alle 9:03 e molti assistettero in diretta all’evento, anche a migliaia di chilometri di distanza, dato che erano già presenti sul posto giornalisti di tutto il mondo. I velivoli erano stati dirottati da terroristi chiamati “Al Qaeda”, gruppo guidato da Osama Bin Laden. Nello stesso momento, anche il Pentagono subì un attacco ad opera d…

A proposito dell’ikebana - di Michele Poe

L’ikebana è l’arte giapponese dell’arrangiare i fiori: non consiste solamente nel sistemare dei fiori in un vaso, ma si tratta di una vera e propria forma espressiva che unisce l’arte con la filosofia e la religione. Nasce più di 600 anni fa in Cina, o forse in India, ma si sviluppa principalmente in Giappone, la cui cultura esalta in special modo l’amore ed il rispetto per la natura, un tempo come tributo verso gli dei ed in seguito come pura espressione artistica. L’arte nasce con il nome di “Kadō” (fiori viventi) e inizialmente poteva essere praticata solo da nobili e monaci buddisti, mentre poi viene estesa a tutti i ceti sociali.  L’ ikebana riguarda   non solo  fiori ma anche  rami e, volendo,  muschio, tronchetti e foglie.  Mentre in occidente nelle composizioni floreali si tende a far risaltare la quantità dei fiori usati ed il colore, nell’ikebana invece si enfatizzano gli aspetti lineari della composizione e la semplicità: infatti rami e fiori sono disposti second…

L’accoglienza dell’altro - di Carolina Bersani

Il fenomeno sempre più drammatico dell’immigrazione sta facendo crescere sempre più sentimenti razzisti in tante persone, soprattutto perché a volte nelle persone scattano la diffidenza e la paura del “diverso”, in ambito religioso, culturale o a causa della provenienza, del colore della pelle o dei modi di vita. Personalmente,  penso che l’amore, il rispetto, la curiosità, l’accoglienza, la solidarietà, così come anche il confronto, ci possano aiutare a creare legami con persone di diversa provenienza e cultura. Certo, il rispetto deve essere reciproco.       Penso anche che chi provi sentimenti razzisti innanzitutto viva male con se stesso e quindi con gli altri, e sia più solo di chi vuole emarginare. Accettare noi stessi e la nostra vita non può che portare ad accettare e rispettare gli altri. Solo così si può vincere la diffidenza, la paura, l’odio ed il razzismo.       Nelle scuole di oggi,  convivono bambini e ragazzi di tante razze, religioni, culture:  proprio la scuola…

“Strange fruit”, la canzone che ha sfidato le discriminazioni - di Marcello Flamini

Era il 1939, Billie Holiday si esibisce al “Caffè Society” di New York, uno dei pochi locali che permette alle persone di colore di entrare. Qui la cantante incontra per la prima volta Meeropol, poeta, scrittore, compositore e proprio sui tavoli di questo locale,  scrivono la canzone “Strange Fruit”. In quello stesso anno in Europa, la Germania nazista invade la Polonia. Il suo autore la scrive dopo aver visto una fotografia relativa al linciaggio di due uomini: Thomas Shipp e Abraham Smith, due neri delle piantagioni del sud; questa immagine  lo ha  scosso profondamente e per lungo tempo.  La denuncia razziale è ancora un tabù per l’epoca:  “Gli alberi del sud producono uno strano frutto, sangue sulle foglie e sangue sulle radici, un corpo nero che ondeggia nella brezza del sud, uno strano frutto che pende dai pioppi ….qui c’è un frutto che i corvi possono beccare, che la pioggia inzuppa, che il vento sfianca, che il sale marcisce, che l’albero lascia cadere, qui c’è uno strano e am…

Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità - di Riccardo Rizzo

Il 21 luglio 1969 alle 4:57 ora italiana, un uomo per la prima volta posò il piede sulla Luna: quell’uomo si chiamava Neil Armstrong. Era nato il 5 agosto 1930 a Wapakoneta, in Ohio. Entrò nella storia con il suo «piccolo passo» sulla superficie lunare, evento da lui stesso definito «un grande passo per l'umanità».       Mentre molti astronauti erano noti per le loro eccentricità, Armstrong era un uomo semplice ed affidabile. Forse è per questa sua dote che nel 1962 fu ammesso al NASA Astronaut Corps e, tre anni dopo, affrontò la prima missione spaziale, Gemini 8, completando per la prima volta un aggancio fra due navi spaziali in orbita.       La sua seconda volta nello spazio lo fece entrare nella storia: alla guida della missione Apollo 11, di cui facevano parte anche gli astronauti Buzz Aldrin e Michael Collins, atterrò s1ulla Luna e fu protagonista di questo storico sbarco. Il successo della missione non era scontato, invece tutto andò per il meglio e gli astronauti divenner…

E se rimanessimo al buio? - di Giulia Orlandi

Ogni giorno compiamo dei gesti meccanicamente,  come accendere la luce, ricaricare il nostro  smartphone, usare il microonde o l’asciugacapelli… ma vi è mai capitato di fermarvi a pensare: “E se domani non disponessimo più di energia elettrica?”. La fonte principale per soddisfare la nostra domanda di energia è rappresentata dai combustibili fossili: petrolio, gas naturale e carbone. Purtroppo queste risorse non sono eterne e, se sfruttate eccessivamente, nel tempo finiranno con l’esaurirsi: si stima, ad esempio, che le riserve di gas naturale potrebbero essere sufficienti solo per altri 60  anni e quelle di petrolio per 40!!!! Già da tempo, nel tentativo di trovare una soluzione, molti Paesi hanno iniziato a ricavare energia da altre fonti come il Sole (energia solare), l’acqua (energia idrica), il vento (energia eolica), i rifiuti (energia delle biomasse) e addirittura il calore del centro della Terra (energia geotermica): parliamo delle energie rinnovabili e/o alternative perché,…