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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2017

L’amministrazione scolastica ignora la cultura informatica - di Enrico Maranzana

L’informatica è una disciplina che vive nello spazio che intercorre tra i problemi e le risorse tecnologiche. Inizialmente l’informatico, nel rispetto dei vincoli, analizza il problema e lo modella, successivamente procede alla sua codifica. Il modello è una rappresentazione semplificata della realtà, semplificazione funzionale allo scopo. La costruzione di modelli è il momento generativo della cultura informatica.                                                                         ° ° ° ° ° ° °        Negli enti pubblici vige il principio di distinzione tra le funzioni d’indirizzo politico e quelle di gestione, principio richiamato dal d.lgs. 27 ottobre 2009 n. 150 – dirigenza pubblica - Art. 37 che afferma la necessità di “rafforzare il principio di distinzione tra le funzioni di indirizzo e controllo spettanti agli organi di governo e le funzioni di gestione amministrativa spettanti alla dirigenza”. La proiezione della norma sulla scuola restituisce la separazione netta tra le due…

La libera interpretazione della legge - di Enrico Maranzana

Il legislatore dispone … i dirigenti scolastici fanno le orecchie da mercante. La legge 107/15, al punto 4 del comma 14 dispone: “Il piano triennale dell’offerta formativa è elaborato dal collegio dei docenti sulla basedegli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal dirigente scolastico.Il piano è approvato dal consiglio d'istituto”. Decodificando: Il consiglio d’istituto, organo strategico della scuola, elabora gli indirizzi generali per orientare l’attività definitoria del dirigente scolastico. Il Collegio dei docenti, in base alle direttive del dirigente, elabora il piano e lo sottopone per l’approvazione dal consiglio d’istituto che ne verifica la corrispondenza con le indicazioni fornite. Norma sistematicamente elusa: gli organigrammi disegnati dalle scuola, visibili in rete, mostrano inequivocabilmente l’insubordinazione. Il dirigente scolastico è collocato al vertice della struttura decisionale. Il consiglio d’istituto è d…

La vergognosa verità sulla scuola - di Enrico Maranzana

Seicento docenti universitari hanno inviato una lettera  aperta al Presidente del Consiglio per denunciare le carenze linguistiche degli studenti che accedono agli studi accademici: “Abbiamo bisogno di una scuola davvero esigente nel controllo degli apprendimenti oltre che più efficace nella didattica” che garantisca “il raggiungimento, al termine del primo ciclo, di un sufficiente possesso degli strumenti linguistici di base da parte della grande maggioranza degli studenti”. Le linee d’intervento proposte si sostanziano “nell’introduzione di momenti di seria verifica durante l’iter scolastico, condizione indispensabile per l’acquisizione e il consolidamento delle competenze di base”.
L’origine del disservizio non è stata identificata.
Al termine della primaria e della secondaria di primo grado le scuole certificano il livello di raggiungimento della capacità di comunicare nella madre lingua e, in particolare, “la padronanza della lingua italiana tale da consentirgli di comprendere e…

Ragazzi perbene - di Laura Alberico

Il buonismo impera sotto gli occhi di adulti che spesso si meravigliano, condannano e dopo girano gli occhi dall'altra parte. Bambini cresciuti sotto l'ombra di schemi pedagogici lassisti e privi di utili divieti. Sono i ragazzi perbene che cercano nella moda e nelle griffe  la loro identità, nel gruppo dei pari il riconoscimento di valori alternativi e privi di significato per esorcizzare paure ed emozioni, solitudine e fragilità. Dentro di loro cresce la rabbia celata da una normalità distratta e apatica che acquieta la coscienza di genitori troppo spesso assenti, troppo lontani da un mondo contaminato da stimoli virtuali in cui quasi sempre l'immagine è la vera ragione di esistere e nella quale riconoscersi. I ragazzi perbene crescono in famiglie normali, sono i bravi compagni di figli accuditi e viziati, ai quali nessuno penserebbe di poter dare dispiaceri o privazioni. Fino a quando la normalità inverte il suo corso, si trasforma in violenza, mostra il volto della vi…

Il Miur ha il paraocchi - di Enrico Maranzana

L’insegnamento universitario differisce sostanzialmente da quello della scuola secondaria: rispondono a modelli differenti. La conoscenza, la cui trasmissione è finalità del primo, diventa lo “strumento e l’occasione d’apprendimento” del secondo.
Da un lato i docenti universitari, avendo a riferimento lo statuto della disciplina insegnata, vivono in piena libertà; dall’altro lato la scuola è sistema, il cui orientamento ne vincola le attività.
I ministri che si sono succeduti alla guida del Miur hanno maturato le loro esperienze professionali in ambito accademico. Questa l’origine della loro fissità: la parcellizzazione degli insegnamenti e la specificità delle discipline hanno condizionato le loro elaborazioni. I pochi, non provenienti dalle università, tra cui l’attuale ministra Fedeli, hanno decodificato il loro compito in funzione delle attività ministeriali precedenti.
La divaricazione tra i due modelli ha avuto inizio alla fine degli anni ’60 del secolo scorso, culminata nel ’7…