Passa ai contenuti principali

Poesia di Natale 2016 - di Francesco Lena

Anche quest’anno è arrivata la festa più bella, il Natale, porta sempre gioia e fa sognare,
ricordando la nascita di Gesù Bambino con la sua luce, ci apra gli orizzonti e una società più giusta si possa realizzare.
Questa festa speciale, porta freddo e neve e le bellezze della natura da ammirare,
da coltivare, rispettare, un’ equa distribuzione delle risorse e ogni persona abbia il pane da mangiare.
Questa simpatica festa, ci doni l’impegno per far si che i bambini non siano sfruttati e maltrattati,
ma possano avere il diritto di giocare, vivere sereni, con bontà e affetto essere amati.
Il Natale festa meravigliosa, faccia scoccare in noi la scintilla che accende la fiamma che scalda ogni cuore,
portare calore un sorriso e l’ascolto agli anziani, il tempo donato a loro è per tutti salutare.
In questo magnifico Natale assumiamo la responsabilità, di utilizzare l’intelligenza con pura onestà per amare,
sensa maltrattamenti, ma con umanità, dolcezza, voler bene alle donne, la loro dignità è da rispettare.
In questa dolce festa, vorrei che sparisse l’indifferenza e crescesse in ogni luogo l’albero della responsabilità,
con tanti rami, i suoi frutti siano, diritti e valori umani, per portare nel mondo giustizia sociale e solidarietà.
In questa splendida festa, sarebbe bello vedere fiorire nelle persone la gentilezza e la tenerezza,
da donare agli ammalati, assieme al diritto alle cure, un affettuoso abbraccio e una carezza.
In questo Natale, prendiamo l’impegno di raggiungere un grande obiettivo, quello di abolire la guerra,
portare nel mondo buona armonia, fratellanza e pace in ogni angolo della nostra madre terra.
C’è bisogno di un Natale con meno egoismo e più ospitalità, le persone siano salvate nel nostro mare,
diventi un luogo di vita, a questi fratelli, spunti l’alba per un futuro migliore, hanno il diritto di sperare.
La felicità non è vivere e sentirsi grandi in cima alla montagna con illusa superiorità,
Ma quella di essere umili, assieme agli ultimi, a condividere un pezzo di pane, li si trova, il valore della vita e umanità.
Se tutto questo con il nostro impegno, si avvererà e farà vincere nella società, l’amicizia, la pace e l’amore,
allora sarà per tutti sempre Natale e saremo sereni, in un mondo migliore.
Francesco Lena Via Provinciale,37
24060 Cenate Sopra ( Bergamo ) tel. 035956434

Commenti

Post popolari in questo blog

Un quiz al giorno per il Concorso Dirigenti Scolastici 2015

Da oggi fino alla prova preselettiva sulla seguente pagina facebook un quiz al giorno per il Concorso Dirigenti Scolastici 2015 (bando previsto entro fine marzo, secondo il decreto Milleproroghe), ogni giorno alle ore 9.  La soluzione verrà pubblicata almeno un giorno dopo. https://www.facebook.com/nuovoconcorsodirigentiscolastici

Elogio di Galileo dall' Adone di Marino - di Carlo Zacco

Marino - Adone Canto X - ottave 42-37 Elogio di Galileo
42 Tempo verrà che senza impedimento queste sue note ancor fien note e chiare, mercé d'un ammirabile stromento per cui ciò ch'è lontan vicino appare e, con un occhio chiuso e l'altro intento specolando ciascun l'orbe lunare, scorciar potrà lunghissimi intervalli per un picciol cannone e duo cristalli. - Impedimento: ostacolo;  - note: caratteristiche;   note: conosciute e comprensibili: paronomasia;    mercé: grazie a;    - intento: attento;  - specolando: osservando;  - scorciar: abbreviare; 43 Del telescopio, a questa etate ignoto, per te fia, Galileo, l'opra composta, l'opra ch'al senso altrui, benché remoto, fatto molto maggior l'oggetto accosta. Tu, solo osservator d'ogni suo moto e di qualunque ha in lei parte nascosta, potrai, senza che vel nulla ne chiuda, novello Endimion, mirarla ignuda. - per te: per opera tua;  - fia l’opra comp…

Il mattino, da "Il giorno" di Giuseppe Parini - vv. 1-169 - di Carlo Zacco

5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue Purissimo celeste, o in te del sangue Emendino il difetto i compri onori E le adunate in terra o in mar ricchezze Dal genitor frugale in pochi lustri, Me Precettor d'amabil Rito ascolta.     Come ingannar questi nojosi e lenti Giorni di vita, cui sì lungo tedio E fastidio insoffribile accompagna Or io t'insegnerò. Quali al Mattino, Quai dopo il Mezzodì, quali la Sera Esser debban tue cure apprenderai, Se in mezzo agli ozj tuoi ozio ti resta Pur di tender gli orecchi a' versi miei.     Già l'are a Vener sacre e al giocatore Mercurio ne le Gallie e in Albione Devotamente hai visitate, e porti Pur anco i segni del tuo zelo impressi: Ora è tempo di posa. In vano Marte A sè t'invita; che ben folle è quegli Che a rischio de la vita onor si merca, E tu naturalmente il sangue aborri. Nè i mesti de la D…