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La ragazza con l’orecchino di perla di Tracy Chevalier


La ragazza con l’orecchino di perla

di Tracy Chevalier

Prof. Luigi Gaudio

Da un’opera d’arte all’altra
Certi quadri ci commuovono, e di fronte ad essi un altro pittore
può decidere di farne una copia, o può esserne ispirato, interpretandola a suo
modo, registi possono costruire un film intero su uno di essi (come “I colori
della passione”) o scrittori possono creare romanzi ispirati ad essi, come Tracy
Chevalier, che ha preso ispirazione dal quadro “La ragazza con l’orecchino di
perla” di Vermeer.
Protestanti e cattolici
La protagonista vive a Delft, una cittadina olandese, in cui
nove quartieri su dieci sono occupati da protestanti, e uno solo da cattolici
(detti “papisti” dai protestanti). Questo è il motivo per cui lei, protestante,
non è mai passata davanti alla casa dei suoi nuovi padroni, cattolici, (quella
del pittore Vermeer) anche se dista appena dieci minuti da casa sua.
Storia di una sedicenne
Credo che possiate immedesimarvi nel punto di vista di questa
ragazzina, perché, al di là dei quattro secoli che sono passati, certe
esperienze sono quasi le stesse. Ad esempio l’imbarazzo quando si conosce un bel
ragazzo, come Pieter, il figlio del macellaio, o quando si è oggetto di
attenzioni da parte degli uomini adulti un po’ troppo donnaioli, come Van
Ruijven.
La famiglia di origine
Dopo l’infortunio del padre, divenuto cieco, Frans e Griet sono
costretti ad andare a lavorare per mantenere un po’ la famiglia. Il fratello
maggiore Frans si è trasferito a fare l’apprendista in una ditta di ceramiche,
al posto del padre, Griet va a lavorare come domestica presso i Vermeer.
Rispetto o abuso?
A questo proposito è molto diverso l’atteggiamento del pittore
Johannes (Jan) Vermeer, e quello del suo cliente facoltoso Van Ruijven. Il primo
nutre probabilmente un sentimento nei confronti di Griet, che però non si
esprime in modo goffo, ma solo con una discreta predilezione nei suoi confronti.
Invece Van Ruijven approfitta della situazione (anche della sua preminente
estrazione sociale) e non si limita a commissionare il quadro, ma tocca la
ragazza.
Le difficili relazioni interpersonali
Gran parte del libro si gioca sulle dinamiche di comportamento
di Griet nei confronti delle persone con cui ha a che fare, alla ricerca di una
dignità personale sia sul piano sessuale, sia su quello dei diritti.
Cornelia, la figlia del pittore
Ad esempio il rapporto con Cornelia è subito conflittuale. La
bimba per capriccio sporca i panni che Griet sta stendendo e lei per reazione le
dà una sberla. Così Cornelia per dispetto getta nel canale un oggetto di Griet.
Catharina
Non è facile anche il rapporto con la moglie di Vermeer, una
vera e propria macchina da figli (ne sforna uno dietro l’altro) è caratterizzato
dalla gelosia di lei, soprattutto quando la moglie scopre:

1 che il marito ha dipinto Griet, mentre lei non è mai stata ritratta. Catharina
l’ha saputo per la delazione di Van Ruijven e della figlia Carlotta

2 che il marito ha preso un suo orecchino per dare una luce particolare al volto
di Griet, caratterizzato dai grandi occhi.
Le più benevole con Griet
Punti di riferimento per Griet all’interno della casa sono
invece:

1) la cuoca tuttofare Tanneke

2) Maria Thins, la suocera del pittore e madre di Catharina, ma molto diversa da
lei.

3) Maertge, la figlia maggiore dei Vermeer, che diventa sua amica
I colori delle verdure
Il primo incontro fra Griet e il pittore è giocato tutto su un
tema che appare alquanto banale e insignificante, cioè la classificazione degli
ortaggi. Solo in seguito Vermeer farà capire come è importante, per il suo
lavoro, la differenza, per esempio, fra il bianco di una cipolla, che tende al
giallo, e quello di un altro ortaggio che sfuma verso il verde.
I colori di Vermeer
Infatti il pittore spiega a Griet che dietro il “bianco” di una
nuvola si nascondono molti altri colori, dal grigio, all’azzurro, fino al
giallo. Che differenza con il padre di Griet, che per lavoro decorava ceramiche,
prima che diventasse cieco! Infatti per il padre di Griet un “azzurro” era
semplicemente un azzurro e basta.
Il crocifisso
Uno dei primi quadri del padrone che Griet vede, e che la turba
notevolmente, è una crocifissione in cui Maddalena e Maria ai piedi della croce
sono ritratte in modo particolarmente drammatico.
La lentezza
Un’altra caratteristica dell’arte di Vermeer che ben traspare
dal libro è il tempo che lui dedicava ad ogni opera, proprio perché faceva un
simile lavoro sui colori. Questo ci fa venire in mente l’analoga lentezza di
altri artisti (si pensi al Cenacolo di Leonardo).
La mezzana
Vermeer vuole rappresentare tutta la realtà, anche quella
meschina dello sfruttamento sessuale, e lo fa in questo quadro, che Griet scopre
con stupore.
Pieter
È proprio grazie al suo impiego alla casa dei Vermeer che Griet
conosce Pieter, figlio del macellaio, che si chiama Pieter anche lui. Il
rapporto tra i due è all’inizio discreto e vede il ragazzo in un atteggiamento
più attivo, ma quando Griet sarà costretta a lasciare la casa dei Vermeer sarà
lei ad assumersi la responsabilità della scelta del matrimonio.
La peste
Un elemento narrativo che rappresenta una svolta nel romanzo è
la diffusione della peste, che impedisce a Griet di andare a trovare la sua
famiglia, come faceva tutte le domeniche, poiché quella parte del paese è in
quarantena, e non è permesso l’ingresso in essa o l’uscita da quella zona.
Agnes, la sorellina piccola di Griet, morirà di peste.
L’ellissi



































Il libro si chiude con Griet, ormai sposata, che ritorna nella
casa Vermeer dieci anni dopo. Qui andrà incontro ad una situazione radicalmente
mutata, dopo la morte del pittore la famiglia è in grave crisi economica, ma
questo non impedisce ad una maturata Catharina di dare a Griet l’orecchino di
perla, rispettando le ultime volontà del marito.

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