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Il processo di Franz Kafka


Il processo di Franz Kafka

Prof.
Luigi Gaudio

L’AUTORENasce a Praga nel 1883, da un ebreo di
lingua ceca. Il rapporto con il padre è molto tormentato ed è descritto nella
importantissima “Lettera al padre”. Il giovane Kafka frequenta il Ginnasio
Tedesco,  impara il tedesco e si inserisce nella comunità di lingua
tedesca di Praga. Questo era un gruppo abbastanza ristretto, equivalente al 7%
della popolazione, ma molto influente. Kafka conosce, nel corso dei suoi studi,
il darwinismo e il socialismo. Si laurea in legge e svolge il lavoro di
assicuratore dal 1907 fino alla pensione (nel 1922). Muore nel 1924 per
tubercolosi polmonare, malattia che l’ha accompagnato per quasi tutta la vita.
Le sue relazioni con le donne furono effimere e tormentate.
Ambiente culturalePraga tra ottocento e novecento è una
delle capitali della effervescente cultura mitteleuropea.
Rapporto con il padreIl padre opprime il giovane Franz, con
un’educazione molto rigida e traumatizzanti punizioni. Il suo scopo è quello di
forgiare il primogenito, che avrebbe potuto realizzare il modello borghese (un
figlio sposato, in grado di arricchirsi), che era realizzato da lui stesso, il
padre, fortunato commerciante. Il padre insomma opprime Franz e non lo capisce,
ridicolizza la sua passione per letteratura e gli impone studi e lavori più
redditizi. Da queste sue esperienze Kafka trae una sconsolante assenza ed
ostilità della figura paterna, che si oggettiverà nel padre che uccide il
figlio nel racconto “La caduta”, ma anche ne “La metamorfosi” il padre ha un
ruolo simile.
Rapporto con il padreDietro questo rapporto ambiguo (di
attrazione-repulsione) per il padre naturale, si può intravedere l’inquietante
“assenza” del padre, tipica della cultura ebraica. Infatti gli ebrei non
chiamano mai Dio Padre, e questo avverrà solo nel Nuovo Testamento (Cristo
chiamerà così Dio Padre). Altri simboli dell’irraggiungibilità del padre sono
la Legge, il Tribunale e il Castello, e si trovano nei due romanzi principali
di Kafka, Il processo e Il Castello.
La forma del romanzo incompiutoÈ come tutti i romanzi di Kafka
(tranne America) un incompiuto. Infatti il romanzo, non perfezionato,
viene pubblicato nel 1925 dall’amico Max Brod.
Riassunto: Capitolo IK. (il cognome del protagonista
del romanzo viene indicato solo con l’iniziale, guarda caso identica a quella
del cognome di Kafka) viene arrestato. Parla poi con la signora Grubach e con
la signorina Bünster. Quest’ultima vuole convincere K. Dell’inesistenza del
tribunale e della legge, che lo hanno accusato senza che nemmeno lui sappia
perché. Tutto ciò è troppo illogico per la razionalista signorina Bünster,
quindi semplicemente non esiste (ma che abbia ragione lei?)
Capitolo IIIl primo interrogatorio di K. avviene
solo perché K. Non dà retta a chi gli aveva suggerito di far finta di niente.
K. cerca il tribunale, e perciò viene interrogato. Avrebbe potuto andare in
gita con il direttore e magari non sarebbe successo più niente, invece risponde
alla chiamata del tribunale. Indubbiamente questo secondo capitolo sembra poter
avvalorare la tesi psicoanalitica, in base alla quale il tribunale esiste solo
per il senso di colpa di K.
Capitolo IIILa sala delle udienze è però
deserta. K. incontra uno studente, che è l’amante della moglie dell’usciere. Lo
studente studia Giurisprudenza, perciò si interessa al processo di Joseph K.
Notevole anche la scienza delle
cancellerie, dove emerge una satira della classe borghese dell’epoca.
Capitolo IVLa signorina Montag cerca di
distogliere Joseph K. dalla signorina Bünster, ma non ci riesce.
Capitolo VIl bastonatore frusta quasi a
morte Frank e Willem, custodi del tribunale, che avevano eseguito l’arresto di
K.
Capitolo VILo zio di K. abita in campagna
e viene in città solo raramente e di fretta. È venuto a sapere, in modo
inspiegabile, del processo di K. si preoccupa quindi di procurargli un buon
avvocato. Si tratta dell’avvocato Huld che, pur malato, decide di aiutare K.
assumendone la difesa. Il direttore della cancelleria (che è quindi parte del
tribunale) è presente nella camera dell’avvocato, ma si mostra solo in un
secondo momento. Forse K. dovrebbe a questo punto dubitare dell’affidabilità
dell’avvocato, ma come sempre, si lascia trasportare dai fatti senza reagire.
Anzi, intesse anche una fugace relazione con Leni, la domestica dell’avvocato,
una donna animalesca e disponibile, che diventa sua amante.
Capitolo VIIL’avvocato Huld rimprovera K.
perché non ha saputo come comportarsi al processo, espone le sue teorie sul
processo, ma dice che non è possibile risolvere tutto in fretta. K. deve avere
molta pazienza, deve dimostrare fiducia nelle conoscenze dell’avvocato presso i
giudici e non aspettarsi risultati immediati, anche se è innocente. K. rimane
molto insoddisfatto del colloquio con l'avvocato e decide di difendersi da
solo.
Capitolo VIIIn ufficio viene a contatto con
un industriale insulso che K. tratta malamente, costringendo il vicedirettore a
prenderne in mano la pratica. Ma proprio quando l'industriale sta per andare
via, rivela a K. di sapere del suo processo e di conoscere un individuo, un
pittore, che può aiutarlo.
Capitolo VIIK. si reca quindi subito da
Titorelli, pittore che vive in un ambiente malsano, come quello delle
cancellerie, ma dall'altra parte della città. Egli esegue i ritratti dei
giudici e potrebbe quindi influenzarli molto, a tutto vantaggio di K. Tuttavia,
dice Titorelli, in processi di questo tipo, non è mai possibile un'assoluzione
piena. Almeno, egli dice, non si conoscono casi di tal genere.
Capitolo VIIK. dovrebbe quindi puntare o
sull'assoluzione apparente o sul differimento. Nel primo caso il verdetto
sarebbe stabilito da giudici inferiori, che il pittore Titorelli sarebbe in
grado di influenzare, ma senza la assicurazione definitiva che poi i tribunali
superiori non possano riaprire la pratica. Nel secondo caso, l'imputato rimane
sotto inchiesta, e punta solo sul rinvio continuo del dibattimento.
Capitolo VIIK. non è soddisfatto da nessuna
delle due strategie e si allontana sconsolato, scoprendo che da una seconda
porta dell'appartamento del pittore si esce passando da altre cancellerie.
Capitolo VIIIK. si reca dall'avvocato Huld,
deciso a revocare il patrocinio dell'avvocato. Qui incontra un altro cliente,
il commerciante Block, tipo timido e magrolino. Block è inquisito in un
processo da SEi anni (quello di K. durerà solo un anno) e si mostra
eccessivamente succube dell'avvocato, anche se si scopre poi che ha altri
cinque avvocati che lo difendono, oltre a Huld. Quando poi K. rivela il suo
proposito, sia Huld sia Block cercano di persuaderlo a rivedere la sua
decisione, anche se poi l'avvocato non pare disponibile ad accettare le
condizioni e le richieste di K.
[Attenzione! Il capitolo ottavo
si interrompe bruscamente, segno di quanto detto all'inizio sull'incompiutezza
del romanzo)
Capitolo IXK. ha l'incarico di far vedere
alcuni monumenti, tra cui il Duomo, della città a un corrispondente italiano.
Fissa un orario per il ritrovo nel Duomo, ma il tizio non si fa vivo, e K., in
un'atmosfera che si fa sempre più cupa, viene apostrofato da un prete, che si rivela
come il CAPPELLANO DELLE CARCERI, che gli rivela che il suo processo sta
andando male.
Capitolo IXIl prete poi scende dal suo
pulpito e racconta a K. una leggenda, "Davanti alla legge" (in realtà
uno dei racconti più belli di Kafka), che narra di un uomo di campagna che,
fermato dal primo guardiano della legge, passa la vita ad aspettare di passare,
ma solo in punto di morte il guardiano gli rivela che nessuno poteva passare di
lì, perché quell'ingresso era riservato solo a lui, ed ora, morto lui, verrà
chiuso per sempre.
Capitolo IXK. sostiene che il guardiano ha
ingannato l'uomo di campagna. Il cappellano, invece, gli dimostra che anche il
guardiano potrebbe essere stato ingannato, e comunque ha agito in buona fede
Capitolo X LA FINEDue emissari del tribunale
arrivano un giorno nell'appartamento di Joseph K. e lo invitano a seguirlo,
senza neanche insistere troppo e, arrivati in un luogo sufficientemente lontano
da occhi indiscreti, lo giustiziano con un coltello da macellaio
Capitoli incompiuti
Da ElsaJoseph K. decide di passare la
serata con la sua ragazza e non si reca nella cancelleria giudiziaria, come gli
era stato chiesto
Dalla madreK. fa visita alla madre, come
non era solito fare da parecchio tempo. prima di partire è inutilmente fermato
dall'impiegato Kullich, che viene maltrattato da K.
Questo conforta K., perché
sembra dimostrargli di avere ancora una certa autorità sui suoi sottoposti,
soprattutto se si pensa che Kullich, insieme ad altri due impiegati di quella
banca, Kaniner e Rabensteiner, aveva preso parte all'arresto di K., e forse
svolgeva incarichi per il tribunale.
Capitoli incompiuti
Il pubblico ministeroSi tratta del procuratore di
Stato Hosterer che, paradossalmente, era grande amico di K.
Infatti Hosterer era la persona
più in confidenza con K. tra tutti quelli che partecipavano alle cene della
grande società cittadina
Capitoli incompiuti
La casaè la sede dell'ufficio da dove
è partita la prima denuncia contro K., ma, una volta che K. scopre dove si
trova, si accorge che la decisione di processarlo è stata presa più in alto, da
autorità maggiori che non è neanche possibile avvicinare
Capitoli incompiuti
Lotta con il vicedirettoreIl vicedirettore, all'interno
della banca dove lavora K., è il suo vero antagonista e approfitta del momento
particolarmente difficile di K.
FrammentoK. ha bisogno dell'aiuto dello
zio (forse precede il cap. VI)































































































































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