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Perché i test Invalsi sono contestati? Perché sono figli di una realtà remota - di Enrico Maranzana

Un professionista conosce e applica principi e regole, tra cui:
·         Il controllo [feed-back] è il timone di un sistema, essenziale per il suo governo.
·         Il controllo consiste nella capitalizzazione delle informazioni contenute negli scostamenti risultati attesi .. risultati rilevati.
·         L’esplicitazione e la condivisione degli obiettivi tra gli attori di un’organizzazione sono la condizione necessaria per la costituzione di efficaci punti di controllo.

La dirigenza Miur vive in un’altra dimensione.
Le analisi condotte per interpretare il rifiuto dei test Invalsi introducono la problematica: le presunte motivazioni dei docenti sono il principale oggetto dell’indagine.
La visione d’insieme è sacrificata: i madornali errori commessi dai massimi organi dello Stato sono fuori scena.

      1)   Il legislatore non è stato capace di definire i traguardi dei processi d’apprendimento.
Più del 50% degli “obiettivi formativi prioritari”, elencati nel paragrafo 7 della legge 107/2015, non sono attinenti alla finalità del sistema scolastico.
Il feed-back è sterilizzato.

     2)   Il modello di scuola, posto a fondamento del DPR Invalsi, è in conflitto con la “sostanza dell’autonomia scolastica” [art. 1 Dpr 59/1999]. L’elaborazione delle linee strategiche è affidata all’istituto di valutazione: le scuole, “soggette a periodiche rilevazioni nazionali sugli apprendimenti e sulle competenze degli studenti, predisposte e organizzate dall’Invalsi anche in raccordo alle analoghe iniziative internazionali”, si autovaluteranno “sulla base di tali rilevazioni e delle elaborazioni sul valore aggiunto”.
I canoni delle scienze dell’organizzazione sono disattesi.
L’attività Invalsi riguarda un breve segmento dei processi necessari al governo di una scuola: la complessità della progettazione educativa, della progettazione formativa, della progettazione dell’istruzione non è stata riconosciuta.
Un’organizzazione razionale presuppone la costituzione di punti di controllo antecedenti (si valuta la corrispondenza fra traguardi strategici Miur e le competenze generali elencate nei PTOF), controlli concomitanti (si valutano i processi di apprendimento in itinere), controlli successivi (si valutano gli esiti delle progettazioni for/ed/dell’insegnamento; i test Invalsi rientrano in questa categoria); controllo dell’evoluzione (si rileva, nel lungo periodo, l’incisività del servizio scolastico).

  3)   La confusione terminologica/concettuale, elemento inquinante della vita scolastica, non è stata riconosciuta.
a)   I test Invalsi sollecitano comportamenti da cui traspaiono capacità .. gli insegnamenti sono preminentemente finalizzati alla promozione di abilità. 
b)   E’ mancato lo studio e l’approfondimento sia dell’art.1 del DPR sull’autonomia delle istituzioni scolastiche, sia dell’art.2 della legge 53/2003: il significato di educazione, di formazione, d’istruzione permane nell’indeterminatezza.

La genericità del termine insegnamento non è stata scalfita.

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