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Il Miur conosce la sua mission? - di Enrico Maranzana

26 maggio 2016 - L’Istituto Nazionale Di Innovazione Ricerca Educativa ha fatto il rendiconto sull’impiego dei fondi europei destinati al contrasto alla dispersione scolastica.  
Un’azione che ha coinvolto 828 scuole e 51.116 studenti.
Gli esiti sono contrastanti: al 94,5% che non ha interrotto la frequenza scolastica e all’88% che è stato promosso, si contrappone l’inefficacia dell’intervento sulle competenze di base degli studenti.
 
Un’analisi corretta avrebbe giudicato negativamente la sperimentazione perché il sistema scolastico è finalizzato allo sviluppo di capacità e di competenze.
 
L’indire, focalizzato i soli indicatori d’adesione all’esistente, ha valutato positivamente l’iniziativa, proponendone la disseminazione: ha elencato le dieci azioni che garantiscono il successo scolastico.
Una scelta che banalizza il concetto “dispersione”.
In rete “All’origine della dispersione scolastica” attribuisce alle parole il giusto significato.
 
L’errata analisi deriva dalla parziale esplorazione del campo del problema: la comunicazione educativa fluisce tra due soggetti, l’emittente e il destinatario.
L’Indire ha concentrato la sua attenzione sul solo destinatario!

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