Passa ai contenuti principali

In attesa degli interventi governativi annunciati - di Enrico Maranzana

"L'innovazione è il cuore del nostro tempo e il nostro tempo offre a chi ci prova e a chi si mette in gioco una grande occasione. Ecco perché l'Italia ha bisogno di provare concretamente a creare le condizioni perché la crescita torni stabilmente nel nostro Paese" [Matteo Renzi celebra i 70 anni della Vespa].
Coerenza vorrebbe che all’enunciato seguisse l’azione: “Correggeremo gli errori sulla scuola” [sono le parole del premier], perché la formazione dei giovani è la carta vincente. 
Molti e diffusi sono i vizi che inficiano “La buona scuola”, la loro rimozione è improcrastinabile.
Il titolo della legge 107 é l’errore più macroscopico: non più sistema educativo (legge 53/2003) ma sistema nazionale di istruzione.
A una visione di lungo periodo, avente come cardine lo sviluppo delle capacità degli studenti, è contrapposta una prospettiva di breve periodo: i giovani devono adeguarsi all’esistente.
Si tratta di una scelta strategica sovversiva: la spinta innovatrice dell’autonomia scolastica é sterilizzata. Da un lato “si sostanzia di progettazione educativa, formativa, dell’istruzione” [DPR 275/1999], dall’altro lato è funzionale delle diverse esigenze amministrative: futuro VS difesa dello status quo.
 
L’elenco delle note dolenti è corposo, se ne trascrivono solo due. Il paragrafo 7 de “La buona scuola”, che elenca gli “obiettivi formativi prioritari”, confonde la finalità del sistema educativo con le modalità operative: prevenire la dispersione, apertura pomeridiana degli istituti, individuare percorsi funzionali alla premialità .. sono alcune delle chicche .. e la gestione scolastica è scaraventata nell’indeterminatezza; il principio di distinzione, fondamento della scienza dell’organizzazione, è infranto: la figura del controllore e quella del controllato coincidono.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il mattino, da "Il giorno" di Giuseppe Parini - vv. 1-169 - di Carlo Zacco

5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue Purissimo celeste, o in te del sangue Emendino il difetto i compri onori E le adunate in terra o in mar ricchezze Dal genitor frugale in pochi lustri, Me Precettor d'amabil Rito ascolta.     Come ingannar questi nojosi e lenti Giorni di vita, cui sì lungo tedio E fastidio insoffribile accompagna Or io t'insegnerò. Quali al Mattino, Quai dopo il Mezzodì, quali la Sera Esser debban tue cure apprenderai, Se in mezzo agli ozj tuoi ozio ti resta Pur di tender gli orecchi a' versi miei.     Già l'are a Vener sacre e al giocatore Mercurio ne le Gallie e in Albione Devotamente hai visitate, e porti Pur anco i segni del tuo zelo impressi: Ora è tempo di posa. In vano Marte A sè t'invita; che ben folle è quegli Che a rischio de la vita onor si merca, E tu naturalmente il sangue aborri. Nè i mesti de la D…

Le idi di marzo di Valerio Massimo Manfredi

Apprendimento cooperativo:  qui sopra videorecensione del professore su youtube
qui sotto: audiorecensione del professore in mp3 approfondimento scritto di un alunno/a
AUDIO "Le idi di marzo" di Valerio Massimo Manfredi in formato mp3, disponibile anche in formato audio wma
Le idi di marzoValerio Massimo ManfrediRelazione di narrativa di Melissa Galloni 2aD Titolo1. Il titolo del libro che ho letto questo mese è “Idi di Marzo”. Autore2. L’autore è Valerio Massimo Manfredi, un archeologo specialista in topografia del mondo antico. Ha insegnato in prestigiosi atenei in Italia e all’estero e condotto spedizioni e scavi in vari siti del Mediterraneo. Ha scritto numerosi saggi in campo accademico ed è, inoltre, autore di narrativa presso la Mondadori con ,ad esempio, “La Torre della Solitudine”, “L’ultima legione”… Riassunto3. Questo libro ripercorre gli ultimi giorni di vita di Giulio Cesare (pontefice massimo, capo militare..), che, all’età di cinquantasei anni,è ormai stanco e malato. …

Zefiro torna, sonetto 310 del Canzoniere di Francesco Petrarca - di Carlo Zacco

Struttura. È nettamente diviso in due parti: quartine (parte euforica), terzine (parte disforica).  - Nelle quartine il poeta celebra entusiasticamente il ritorno della primavera, e il modificarsi di vari elementi naturali: clima, piante, animali, disposizioni dei pianeti, gli elementi fondamentali;  - Nelle terzine invece mette in contrasto il paesaggio appena descritto col proprio stato d’animo: al ritorno della primavera, ritorna anche il dolore provato da Petrarca pensando sia al giorno dell’innamoramento, sia al giorno della morte dell’amata, avvenuta il 6 Aprile, in primavera appunto.
Zephiro torna, e 'l bel tempo rimena, e i fiori et l'erbe, sua dolce famiglia, et garrirProgne et pianger Philomena, et primavera candida et vermiglia.    Ridono i prati, e 'l ciel si rasserena;Giove s'allegra di mirar sua figlia; l'aria et l'acqua et la terra è d'amor piena; ogni animal d'amar si riconsiglia.    Ma per me, lasso, tornano i pi…