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Petali e non solo - di Laura Alberico

L'alunno di terza elementare che ha coniato un nuovo aggettivo: "petaloso" e' balzato in un attimo agli onori della cronaca, una cronaca "rosa" e dolce perché apre uno spiraglio di luce e di ottimismo su un mondo troppo spesso violento e carente di buoni sentimenti. Meraviglia e delicatezza hanno avvolto in un momento le tristi vicende di una cronaca quotidiana piena di crudeltà e orrore, paura e insicurezze dentro le quali ognuno cerca di difendere l'incolumità personale, il territorio degli affetti e della propria esistenza, un recinto spesso calpestato e violato. Adulti che non insegnano ai piccoli il valore della vita e che sembrano tornare indietro di milioni di anni quando la sopravvivenza era una lotta contro i simili, "homo homini lupus" , retaggio di una cultura primitiva che dettava la legge del più forte. E ci troviamo spesso ad imparare dai bambini che la bellezza, nonostante tutto e tutti, non è ancora morta, che può essere contemplata e ammirata senza paure e pregiudizi, senza falsità ed egoismo, così semplicemente come si guarda un fiore ricco di petali e di colori. Un aggettivo nato per caso che sorprende e stimola l'immaginazione e la fantasia, quella zona del pensiero dimenticata che perde pian piano di vitalità ed energia. Un regalo di primavera che annuncia il ritorno alla vita, ricca di nuove idee, il futuro migliore che ha bisogno comunque di essere desiderato e sfogliato come i petali di un fiore. Inventare e imparare nuove parole significa anche aggiungere al linguaggio la magia e la curiosità, un tocco di colore in un mondo troppo grigio e uniforme che ci rende spesso prigionieri.
Laura Alberico

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