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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2016

Il libro della natura dalla parte sesta del Saggiatore di Galileo Galilei

"Il libro della natura" dalla parte sesta del Saggiatore di Galileo Galilei
Parmi […] di scorgere nel Sarsi ferma credenza, che nel filosofare sia necessario appoggiarsi all’opinioni di qualche celebre autore, sì che la mente nostra, quando non si maritasse col discorso d’un altro, ne dovesse in tutto rimanere sterile ed infeconda; e forse stima che la filosofia sia un libro e una fantasia d’un uomo, come l’ Iliade e l’ Orlando furioso, libri ne’ quali la meno importante cosa è che quello che vi è scritto sia vero. Signor Sarsi, la cosa non istà così. La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è…

Il Saggiatore di Galileo Galilei

L'invenzione della scienza: il metodo scientifico galileiano

La condanna e gli ultimi anni di Galileo Galilei. Seconda parte della bi...

Una vita che ricerca la sapienza seconda parte Odi, I 1, vv. 22-36

Est qui
nec
veterispocula Massici  

20  nec
partem solido demere de die

spernit, nuncviridi membra sub arbuto

stratus, nunc ad aquae lene caput sacrae.  

Multos castra iuvantet lituo tubae

permixtussonitusbellaquematribus

25  detestata. Manet sub Iove
frigido  

venatorteneraeconiugisinmemor,  

seu
visa
est catulis cerva fidelibus,  

seu
rupit
teretisMarsusaperplagas.  

      Me doctarumhederaepraemiafrontium

30  dis
miscentsuperis, me gelidumnemus

NympharumquelevescumSatyrischori

secernuntpopulo, si nequetibias

Eu

La fortuna critica di Francesco Petrarca

Fortuna di Petrarca La fortuna di Petrarca, già  considerevole, crebbe dopo la sua morte. Nel cinquecento, per impulso di Pietro Bembo, si diffuse il petrarchismo, cui si oppose, già in quel secolo, e ancora di più in quello successivo, l’antipetrarchismo (i poeti del periodo del barocco non amavano il monolinguismo e l’essenzialità petrarchesca). Petrarca fu invece amato nell’epoca dell’Arcadia e del neoclassicismo, studiato da Foscolo in veste di critico letterario e imitato fino al novecento, quando invece venne considerato uno dei pilastri di una tradizione poetica da scardinare da                parte di molti poeti novecenteschi,         ad eccezione di Saba

Le altre opere di Francesco Petrarca

Introduzione al Medioevo

Introduzione al Medioevo A quale punto nella linea del tempo? "Medio" Evo I medioevali non sapevano di vivere nel medioevo. Fin dal 1400 era presente ed utilizzato il concetto,  di una "Media Aetas", "Media Tempestas", quasi sempre in chiave negativa. Il primo ad utilizzare l'espressione fu nel 1688 lo storico Keller (Cellarius). Quando finisce? 1453: caduta di Costantinopoli (Keller) 1455: inizio della rivoluzione della stampa 1492: allargamento del mondo al di là delle Colonne d'Ercole. 1517: inizio della Riforma protestante: divisione della Christianitas. Lento declino La caduta dell’impero romano d’occidente non è il frutto improvviso delle invasioni, ma l’estrema propaggine di una decadenza che ha radici nei secoli precedenti Calo demografico La popolazione dell’Italia in modo particolare e dell’Europa in generale si dimezzò nel giro di pochi secoli (dal III all’ VIII) a causa di carestie, epidemie, pestilenze, invasioni e guerre La società A causa delle r…

Exegi monumentum aere perennius. Odi, III 30, vv. 1-9 prima parte

Exegi
monumentum aere perennius

regalique situ pyramidumaltius,

quod
non imber
edax,
non aquiloimpotens

possitdiruere aut innumerabilis

annorumseries et fuga temporum.  5

non omnis
moriarmultaque pars mei

vitabitLibitinam; usque ego postera

crescam laude recens, dum Capitolium

scandetcum tacita virginepontifex.

dicar, qua violensobstrepitAufidus  10

et qua pauperaquaeDaunusagrestium

regnavitpopulorum, ex humilipotens,

princepsAeoliumcarmen ad Italos

deduxissemodos. sumesuperbiam

quaesitammeritis et mihiDelphica  15

lauro cinge volens, Melpomene, comam

Poesia di Pasqua 2016 - di Francesco Lena

La colomba ci porti il sogno di una Pasqua, dove il calore del sole ci trasmette l’energia per costruire un mondo migliore,
disposti  a offrire un posto di pace a chi sfugge dalle guerre, con sentito amore.
Il suono delle campane diffonda il sogno di una Pasqua, fiorita dove si respira aria di primavera e le persone sono piene di speranza,
con grande affetto sanno porre la mano agli anziani e ascoltare la loro saggezza.
Le stelle illuminino il sogno di una Pasqua, piena di luce, di relazioni di amicizia e di umanità,
sempre disposti ad accogliere i poveri, per condividere il pane con loro in una sentita solidarietà.
Il cielo ci trasmetta il sogno di una Pasqua, creativa e costruttiva, per la natura ci sia impegno per amarla,
per diventare custodi e non sentirsi padroni della nostra bella madre terra e di rispettarla.
L’universo ci porti il sogno di una Pasqua, piena di onestà, quella vera che ha l’abito ricco di umanità,
Che ci rende nella vita più liberi, pronti a offrire, il bene, …

Tre poesie di Raoul Follerau

Chi era Raoul Follerau (dal sito AIFO.IT) Raoul Follereau, giornalista francese (Nevers, 1903-1977) nel 1936 viene inviato dal suo giornale in Africa dove incontra per la prima volta gli hanseniani, i malati di lebbra. Scopre, attraverso di loro, il mondo della povertà e del pregiudizio sociale nei confronti della lebbra che condanna i malati alla solitudine e all’emarginazione.  Da quel momento dedica la sua vita alla lotta contro la lebbra e contro tutte “le lebbre”, compie 32 volte il giro del mondo, lavorando instancabilmente per migliorare la qualità della vita delle persone colpite dalla malattia. Raoul Follereau ci insegna che “amare è vivere”, che “amare non è donare ma condividere”, che amare è agire; alimenta la forza e la passione del nostro amore politico nonviolento, della nostra lotta, anche personale, contro le “lebbre” dell’indifferenza e dell’egoismo, dell’ingiustizia, della povertà, e della distribuzione diseguale delle ricchezze. Ai giovani che non hanno ancora l'an…

Poesie di Karol Wojtyla

Chi era Giovanni Paolo II
Karol Wojtyla detto Giovanni Paolo II ha vissuto la sofferenza della seconda guerra mondiale e la crudeltà dei nazifascisti che uccidevano gli ebrei. Nel 1978 viene nominato Papa tra lo stupore di tutti, un uomo venuto da molto lontano (dopo 455 anni il primo papa non italiano dai tempi di Adriano Vl 1522-23) che dice alla folla “se sbaglio mi corrigerete” Nel 1981 subì un attentato per le sue idee, e rimase gravemente ferito. Lui ha contribuito a sconfiggere alcuni stati totalitari e si è opposto alla guerra fredda che grazie al suo contributo terminò senza conseguenze. Con la non violenza ha abbattuto molti muri, i muri dei cuori di molte persone… Giovanni Paolo II era un punto di riferimento per i giovani, tanto che ha creato la Giornata mondiale della gioventù Inoltre, ha aiutato le famiglie povere dell’ Africa, e in genere i poveri del mondo, donando loro la speranza. Per questo ha incontrato Madre Teresa di Calcutta e ha vinto due premi nobel per la pace. Karol …

Confronto fra una poesia di Cesare Pavese e una canzone di Roberto Vecch...

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Cesare Pavese



Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-

questa morte che ci accompagna

dal mattino alla sera, insonne,

sorda, come un vecchio rimorso

o un vizio assurdo. I tuoi occhi

saranno una vana parola,

un grido taciuto, un silenzio.

Così li vedi ogni mattina

quando su te sola ti pieghi

nello specchio. O cara speranza,

quel giorno sapremo anche noi

che sei la vita e sei il nulla



Per tutti la morte ha uno sguardo.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.

Sarà come smettere un vizio,

come vedere nello specchio

riemergere un viso morto,

come ascoltare un labbro chiuso.

Scenderemo nel gorgo muti.





Verrà la notte e avrà i tuoi occhi

Roberto Vecchioni



Quando continuerà Il tempo dove tu manchi,

Senza la nostalgia di strofinare i tuoi fianchi;

Quando ti fermerò tra i due miracoli di averti

amata e perduta, e li ti schiaccerò e li sarai finita...

Quando di questo amore saranno sparse le foglie,

E morirà l'orgoglio nel mio inventario di stelle;

Quando ti avrò ba…

Canto ventiquattresimo del Purgatorio, vv. 58-114

Il Grande Dittatore di Charlie Chaplin

Il cinema Teatro Cristallo di Cesano Boscone in occasione della Giornata della memoria proietterà in sala mercoledì prossimo, appunto il 27 gennaio, alle ore 16 e alle 21, 15  la versione  originale e integrale de Il Grande Dittatore di Charlie Chaplin, un indimenticabile e immortale manifesto pacifista nato dal genio assoluto di Charlot, rimasterizzata ad opera della Cineteca di Bologna.
Nell'autunno del 1938, Charlie Chaplin sta scrivendo in gran segreto il suo primo film parlato (lo si era già sentito cantare, in Tempi moderni, ma parlare mai) e il personaggio che andrà a interpretare è ispirato nientemeno che ad Adolf Hitler. Il Grande Dittatore, storia dello scambio di persona tra un umile barbiere ebreo e uno spietato tiranno, è presentato a New York nell'ottobre del 1940, ma in due anni lo scenario politico mondiale è mutato drammaticamente: nel 1939 è scoppiata la Seconda guerra mondiale.
Ci sono film che possono essere compresi senza conoscerne il contesto storico e la …

Le tematiche del romanzo "La casa in collina" di Cesare Pavese

Temi principali La storia di una solitudine individuale di fronte all’impegno civile La contraddizione da risolvere tra vita in campagna e vita in città nel caos della guerra Il superamento dell’egoismo attraverso la scoperta che ogni caduto somiglia a chi resta e gliene chiede ragione Insomma, in questo libro l'autore vuole presentare in modo realistico e completo ciò che comporta la guerra. Questo è l'argomento fondamentale di tutto il racconto, attorno al quale si svolge la vicenda di Corrado, personaggio principale del romanzo che è un professore di quarant'anni che si rifugia in collina tutte le sere per sfuggire ai bombardamenti sulla città di Torino. Corrado considera la collina, ovvero la natura, come un luogo che dà fiducia e speranza, probabilmente per questo motivo dopo l'arresto dei suoi amici delle Fontane decide di ritornare nelle Langhe. Il protagonista pensa di trovare pace interiore e tranquillità nei luoghi dell'infanzia, ma purtroppo si trova davanti …

Il narratore nel romanzo "La casa in collina" di Cesare Pavese

Narratore interno= Corrado Il narratore del romanzo è interno, in quanto il discorso è in prima persona ed è presente nel racconto come personaggio principale.  Il punto di vista del narratore infatti è a focalizzazione interna, perché coincide con quello di un personaggio. Il narratore non coincide con l’autore, sebbene siano presenti numerosi tratti autobiografici, che permettono di accostare la figura di Corrado a Cesare Pavese.

Gli spazi nel romanzo "La casa in collina" di Cesare Pavese

Spazio Nel romanzo è presente una forte contrapposizione tra collina e città, due ambienti che hanno caratterizzato in modi differenti l’esistenza sia di Corrado sia dell’autore. La prima è il luogo dove si concentrano tutti  i miti infantili, mentre la seconda rappresenta la solitudine, il luogo dove avvengono brutali eventi che nascono dalla volontà umana. Inoltre, il bosco è il posto in cui Corrado preferisce passare il suo tempo libero, in compagnia dell’ affidabile cane Belbo, il cane di Elvira Le Fontane, l'osteria, uno spiraglio di luce durante la terribile guerra, dove si trascorrono in compagnia, cantando e ballando, alcuni attimi indimenticabili. Naturalmente ci sono anche momenti dedicati al lavoro; La casa di Elvira, dove Corrado passa le nottate, gli ricorda un po' la sua casa nativa La casa di Corrado, quando egli decide di ritornare alle colline di Santo Stefano Belbo La scuola e le strade nella città di Torino, un luogo da cui bisognava scappare se si voleva sopravvi…

Il tempo nel romanzo de "La casa in collina" di Cesare Pavese

Tempo Il periodo storico nel quale è ambientato il romanzo è quello della Seconda Guerra Mondiale, a partire dall’ estate del 1943, un momento in cui la popolazione era chiamata a fare una scelta precisa in campo politico, se stare dalla parte dei fascisti e dei nazisti oppure prendere parte alle organizzazioni clandestine di gruppi di partigiani.  Questi anni furono caratterizzati da una vera e propria guerra civile, in cui morti e feriti furono innumerevoli e la dignità umana venne calpestata dall'odio di una parte della popolazione verso l'altra. Ne sono una testimonianza i rastrellamenti dei fascisti contro i partigiani, le stragi dei tedeschi contro i civili, e anche le vendette dei partigiani contro gli oppositori politici. 

I personaggi de "La casa in collina" di Cesare Pavese

Riassunto de "La casa in collina" di Cesare Pavese

La casa in collina di Cesare Pavese
Cesare Pavese Cesare Pavese nasce a Santo Stefano Belbo, in provincia di Cuneo, nel 1908, figlio di Eugenio, cancelliere di tribunale e di Consolina Mesturini. Tra il 1915 e il 1926 studia a Torino sotto la guida del professore Augusto Monti; nel frattempo partecipa al gruppo anti-fascista che diede poi origine alla casa editrice Einaudi. Negli anni successivi frequenta la facoltà di Lettere e Filosofia, e studia con passione la letteratura classica ed inglese. Per motivi politici dovette subire il carcere e il confino fino al 1936 quando ottenne il condono e poté tornare a Torino; qui apprese che la donna da lui amata, Tina, si stava per sposare con un altro uomo, e Pavese entrò in un periodo di crisi. Nello stesso anno ci fu il suo esordio letterario con le poesie di "Lavorare stanca", un genere nuovo, un tipo di lirica narrativa con cui Pavese supera le prime esperienze, abbandona la metrica tradizionale, tipica della poesia del periodo del ri…

Da Onorio a Romolo Augustolo

Introduzione al Canzoniere di Petrarca

Un amore totalizzante per la letteratura di Francesco Petrarca

Seconda e ultima parte della biografia di Francesco Petrarca

Canto quinto dell' Inferno, vv. 97-142

Galileo Galilei fede e scienza prima parte della biografia

Il complemento oggetto

I complementi in generale

L'attributo

L'apposizione

Le arpie. Eneide III, 192-269

La passione di Didone. Eneide IV, 1-13

Seconda parte della parafrasi del canto quinto dell' Inferno di Dante, v...

Elogio di Galileo dall'Adone di Giovan Battista Marino

Da Valeriano agli imperatori illirici

La crisi del terzo secolo

Ripasso musicale dei capitoli 9, 10, 11 e 12 dei Promessi Sposi

Tredicesimo capitolo dei Promessi Sposi

Canto ventunesimo del Purgatorio dal verso 76 fino al 135

Il giudizio universale nella Cappella Sistina

Dai Severi all'anarchia militare

Lotte per la successione a Commodo (192-194) Il senato nomina Elvio Pertinace, che fu ucciso dai pretoriani, che non lo accettarono I pretoriani «vendettero» il titolo di imperatore al migliore offerente Didio Giuliano Le legioni ai confini si ribellarono e proclamarono imperatore i loro comandanti Clodio Albino (Britannia) Pescennio Nigro (Oriente) e Settimio Severo (Germania e Pannonia), che alla fine prevalse LA DINASTIA DEI SEVERI
Settimio Severo 194-211 Settimio Severo riformò soprattutto L’esercito, che era composto da provinciali, che potevano anche sposarsi, avere figli, una famiglia, una dimora e un terreno, nei pressi del limes (confine) che difendevano. Furono anche accettati per la prima volta perfino dei mercenari barbari all’interno dell’esercito. Settimio Severo 194-211 Imperatore dopo serie di guerre civili Comandante esercito vittorioso in Pannonia Era un provinciale, proveniva da Leptis Magna (città della Libia) Tendenza a ridurre il ruolo di Roma e dell’Italia nel contesto del…

Il cristianesimo e la cultura pagana

Il cristianesimo e la cultura pagana Il cristianesimo si diffonde in un periodo di grande fervore, in cui la religione pagana era già messa in crisi dal diffondersi di culti misterici (Iside, Mitra) e filosofie che pongono l’accento sul controllo del proprio animo e sulla dimensione spirituale (stoicismo e neoplatonismo) Il cristianesimo e la cultura pagana In particolare con il neoplatonismo si verifica un duplice rapporto: da una parte il diffondersi del cristianesimo favorì la nascita di questa corrente filosofica, dall’altra il neoplatonismo suggerì poi ai Padri della Chiesa (soprattutto ad Aurelio Agostino) i capisaldi della filosofia cristiana, cioè: Dio è all’origine di tutti i fenomeni e dell’universo intero il mondo materiale (corpo) è fortemente distinto dal mondo immateriale e spirituale (anima)
Rispetto alla cultura  Il cristianesimo supera il manicheismo (divisione bene/male) che poggiava sulla visione dualistica della religione mazdeista: non è la coerenza la salvezza ma seguire…

Il disimpegno morale - di Laura Alberico

Albert Bandura nella “Teoria sociale e cognitiva” illustra i meccanismi che vengono messi in atto quando l’individuo tende a giustificare i suoi comportamenti. Spesso, in ambito scolastico, si possono osservare le varie strategie che i ragazzi adottano per evitare una diretta partecipazione e responsabilità personale in situazioni critiche che li riguardano.  La “giustificazione morale” è quel comportamento che spiega e assolve un modo di agire ( il ragazzo risponde male ai rimproveri dell’insegnante perché si sente vittima di una ingiustizia). L’ etichettamento eufemistico” tende a sminuire la gravità del comportamento ( il ragazzo si giustifica dicendo che stava solo scherzando). Il “confronto vantaggioso” mira ad alleggerire il peso del comportamento negativo ( il ragazzo esprime il suo disappunto confrontando il suo agire con quello di altri che fanno peggio). Il “dislocamento della responsabilità” tende a trasferire la colpa ad altri ( “ non sono stato io ma tizio e caio”).  La …

Capodanno ogni giorno - di Lucio Garofalo

La riflessione più significativa sul Capodanno la scrisse Antonio Gramsci in giovane età, nel 1916, esattamente un secolo fa. Gramsci aveva ragione quando scriveva che dovrebbe essere Capodanno ogni giorno. Ma senza le stupide convenzioni sociali, gli stereotipi ottusi, il falso perbenismo borghese, il moralismo ed il conformismo ipocrita della società dei consumi di massa, senza i buoni propositi di ogni inizio d'anno che fanno assomigliare la vita umana ad un'azienda commerciale con i suoi consuntivi finali, bilanci e preventivi. Il comunismo dovrà spazzare via anche le inutili e sciocche convenzioni, le date e le ricorrenze vuote di senso. Questi Capodanni, che rappresentano soltanto convenzioni rituali, inducono a credere sul serio in una discontinuità della vita e della storia umana. Mentre non è affatto vero. Sono altri i momenti storici che hanno sancito un salto rivoluzionario, o una discontinuità effettiva. Ad esempio, il 1789 o il 1917. Giusto per intenderci. Purtro…