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Visualizzazione dei post da ottobre 26, 2015

La cultura che nutre - di Laura Alberico

“ Si può sperimentare come, in una didattica basata sull’elemento vivente,  i ragazzi traggono le cose da loro stessi” ( R. Steiner- Opera omnia, n.305 ).
Il progetto, in collaborazione con il corpo forestale dello stato di Ostia, nasce dal preciso intento di sensibilizzare gli alunni verso le problematiche relative all’educazione ambientale e sanitaria. Gli incontri con gli operatori del C.F. sono stati molto interessanti perché i ragazzi hanno potuto immergersi nella natura ( pineta di Castelfusano e orto botanico della sede del C.F.) affinando i sensi ( osservare, odorare, toccare), raccogliendo e classificando le specie tipiche del territorio (macchia mediterranea). Il gruppo di alunni, costituito da elementi di quattro classi seconde, ha seguito, a scuola, attività laboratoriali organizzate  dalle insegnanti di scienze, educazione fisica e lettere. La motivazione, l’informazione e la ricerca sono state le basi di un processo di apprendimento che ha consentito di far interagire la …

Epistolario e satire di Ariosto

Le figure retoriche e il significato della poesia

Le ultime opere filosofiche e l' epistolario di Cicerone

La poesia di Michelangelo Buonarroti

•A
Vittoria Colonna (Rime, 235)
•Un
uomo in una donna, anzi uno dio

per la sua bocca parla,

ond’io per ascoltarla

son fatto tal, che ma’ più sarò mio.

I’ credo ben, po’ ch’io                                                  5

a me da lei fu’ tolto,

fuor di me stesso aver di me pietate;

sì sopra ’l van desio

mi sprona il suo bel volto,

ch’i’ veggio morte in ogni altra beltate.                10

O donna che passate

per acqua e foco l’alme a’ lieti giorni,

deh, fate c’a me stesso più non torni.
•Rime,
151: anche questa a Vittoria?





• Non
ha l’ottimo artista alcun concetto

c’un marmo solo in sé non circonscriva

col suo superchio, e solo a quello arriva

la man che ubbidisce all’intelletto.

  Il mal ch’io fuggo, e ’l ben ch’io mi prometto,5

in te, donna leggiadra, altera e diva,

tal si nasconde; e perch’io più non viva,

contraria ho l’arte al disïato effetto.

  Amor dunque non ha, né tua beltate

o durezza o fortuna o gran disdegno,10

del mio mal colpa, o mio destino o sorte;

  se dentro del tuo…