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La mia famiglia e altri animali di Gerald Durrell


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La mia famiglia e altri animali
di Gerald Durrell
L’autore
Probabilmente non riflettiamo a sufficienza su un fatto: che non siamo soli su questo pianeta, e conviviamo con una serie di esseri, magari alcune volte un po’ invadenti o fastidiosi, ma affascinanti e stravaganti, che occupano l’altra faccia del nostro pianeta, quella nascosta, spesso microscopica, una faccia che è possibile scorgere solo se si possiede ciò che ha Gerry: amore e curiosità affettuosa.
L’autore
Gerald Durrell ha dedicato tutta la sua vita agli animali, ma non si potrebbe capire il resto della sua vita se non si andasse all’origine di tutto, al modo in cui Gerry ha imparato a trattare tutti gli esseri che popolano la terra. E questo è avvenuto proprio negli anni di dimora a Corfù.
Il titolo
Non a caso il romanzo si intitola così, perché è evidente che, a discapito di ogni visione antropocentrica della realtà, quegli esseri hanno molto in comune con noi. Non dimentichiamoci insomma che, biologicamente e scientificamente parlando, noi siamo degli animali, magari più evoluti, e talvolta, però, ottusi e istintivi, come, o più, di quelli che siamo soliti chiamare animali.
Prefazione
Per chiarire questo concetto leggiamo la prefazione dello stesso autore: «Questa è la storia dei cinque anni che ho trascorso da ragazzo, con la mia famiglia, nell’isola greca di Corfù. In origine doveva essere un resoconto blandamente nostalgico della storia naturale dell’isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro. Non appena si sono trovati sulla pagina non ne hanno più voluto sapere di levarsi di torno, e hanno persino invitato i vari amici a dividere i capitoli con loro»
Romanzo di formazione e di avventura
Di formazione, perché le esperienze che farà Gerry in quest’isola gli permetteranno di diventare quel grande scienziato, etologo e soprattutto conservatore di specie animali che diventò da adulto, quando riuscì a realizzare una vera e propria riserva naturale, nella quale allevò e protesse alcune specie rare di animali, allo scopo però non di tenerli sempre lì in gabbia, o in uno zoo, ma per poterli poi reinserire nel loro habitat naturale.
Il tempo
I Durrell stettero a Corfù per ben cinque anni, ma la narrazione si concentra solo su alcuni passaggi stagionali, e più che altro lo scorrere del tempo non è scandito da avvenimenti esterni o marche temporali, come date, anni, ecc…, ma è dettato dalle scoperte e dalla maturazione dei protagonisti (in particolare di Gerry, ma non solo) per cui quelli che all’inizio appaiono come bambini anche un po’ viziatelli, alla fine del romanzo si mostrano a noi lettori come diventati più adulti, e le loro bizzarrie si sono un po’ sfumate con il passare dei capitoli.
L’isola
Corfù è lo scenario ideale per questo apprendistato naturalistico. Il mondo, il paesaggio dell’isola di Corfù si contrappone fortemente all’Inghilterra da cui i Durrell sono partiti, sia per il clima, sia per la gente (Gerry si affeziona ai contadini del posto) sia per la natura che si impone e non è occultata dalle sovrastrutture umane metropolitane.
L’isola
Certamente ogni medaglia ha il suo rovescio: se da una parte è affascinante questa natura un po’ selvaggia dell’isola, ma dall’altra parte è fastidioso scoprire che gli alberghi, e anche le ville, non sono dotati di servizi igienici adeguati.
Spiro
Ben incarna questo spirito sanguigno e cordiale degli abitanti dell’isola, Spiro (in onore del patrono dell’ isola, a Corfù molti si chiamano Spiridione), si offre dapprima come tassista, l’unico di comunicare in un inglese pur approssimativo, poi trova per i Durrell una villa con una toilette, e poi rimane al servizio della famiglia come tuttofare.
Margo
È la sorellina un po’ ochetta e smorfiosetta, che non disdegna di presentarsi agli sguardi dei giovani dell’isola in un costume molto succinto. La sua ragione di vita è conservare e migliorare il suo aspetto, l’abbronzatura, i vestiti, ecc… Non mancherà comunque di mostrare anche lei una sua maturazione nel corso del romanzo.
Larry
È il fratello che si dedica allo studio, alla lettura e sogna di diventare un grande scrittore, cosa che in effetti avverrà: i suoi testi sono presenti nella storia della letteratura alla voce Lawrence Durrell
Leslie
Il fratello Leslie invece si dedica ad un hobby un po’ meno nobile e pacifico: infatti è appassionato di armi, e la convivenza con lui diventa talvolta davvero esplosiva. 
Luna e Roger
Secondo me hanno un ruolo molto interessante questi due animali nel romanzo: essi rappresentano la normalità della “dotazione zoologica” di una famiglia inglese, occidentale, cioè una bella gattina affettuosa e un cane fedele ai suoi padroni: tutto quello che “si aggiungerà” a questa dote originaria sarà solo frutto dell’inventiva della curiosità, talvolta un po’ temeraria, del protagonista, senza però che vengano mai meno gli elementi originari: si procede per accumulo, aggiungendo e mai togliendo membri dell’arca di Gerry
George e Theodore
George è l’amico inglese che abita a Corfù, seguendo le orme del quale i Durrell si trasferiscono- Seguendo George, Gerry conoscerà Theodore, grande appassionato di biologia, dal quale andrà una volta alla settimana ad approfondire i suoi interessi naturalistici.
Il trasferimento
Dal momento che Larry voleva invitare molti amici, e la prima villa nella quale vivevano i Durrell non era sufficientemente grande, si trasferirono in un’altra, che da subito incontrò il favore di Gerry, perché tra le crepe dei muri vide tanti animaletti interessanti, tra cui degli scorpioni, ed ebbe l’idea balzana di portare uno scorpione mamma con tutti i suoi piccolini attaccati al corpo, nella casa, suscitando una confusione incredibile quando per sbaglio tutti questo scorpioncini si misero a scorazzare sulla mensa dei Durrell.
Il Gufo
Durante una delle sue perlustrazioni dei dintorni della villa, Gerry vide in un tronco cavo un gufo, che chiamò Ulisse, e portò in casa e ogni sera faceva quello che tutti i Gufi fanno: incominciava a cercare insetti e altri animaletti da mangiare.
Una barca come regalo di compleanno
Ma Gerry non si limitava alla fauna del territorio dell’interno: era anche molto attratto da quella marina, e per questo utilizzava la barca di famiglia, ma, a causa delle proteste degli altri membri della famiglia, dovette escogitare qualcosa per poter continuare ad effettuare indisturbato le sue perlustrazioni marine: farsi costruire una barca tutta sua dal fratello Leslie, che era forse un po’ guerrafondaio, ma era anche un grande artigiano, quando voleva (maturazione anche del fratello)
I cani
I Durrell avevano già un cane di nome Roger, ma per assecondare le inclinazioni zoologiche di Gerry, gliene furono regalati altri due, rocambolescamente soprannominati Pipì e Vomito, che da quel momento furono suoi inseparabili compagni di scorribande.
Le lezioni di inglese
Dopo innumerevoli altre avventure tra la tartaruga Achille e il piccione Quasimodo, (comprato dallo stesso uomo che gli aveva venduto la tartaruga, una volta che Achille fu trovato morto) il geco Geronimo, la mantide Cerfoglio (inghiottita da Geronimo), a Gerry capitò di cambiare insegnante di inglese.
Le lezioni di inglese
Passò così dal console belga, un altro tipo un po’ eccentrico, abituato a sparare ai numerosi gatti dei dintorni, per alleviare le loro sofferenze, al nuovo insegnante il signor Kralefsky, grande conoscitore degli uccelli. Fu quello il periodo in cui Gerry si procurò due gazze, che, per l’ignoranza dei suoi familiari furono soprannominate Garze, che fecero andare fuori di senno Larry, soprattutto quando misero a soqquadro la sua cameretta, le sue carte e i suoi adorati libri.
E la mamma Louise?
Di fronte alle bizzarrie di Gerry, la madre si mostra sempre accondiscendente, aperta, disponibile, non lo mortifica mai, anzi cerca di convincere i suoi fratelli a dargli corda, anche quando francamente Gerry si spinge un po’ oltre nella familiarità con animali anche pericolosi: questo ha comunque permesso a Gerry di coltivare e perfezionare la passione della sua vita.

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