Passa ai contenuti principali

Dalla rivoluzione urbana alla storia degli Ebrei


qui sopra videolezione del professore su youtube

qui sotto:
audiolezione del professore in mp3

Dalla rivoluzione urbana alla storia degli Ebrei approfondimento di storia antica di Luigi Gaudio in mp3, disponibili anche il formato audio wma, le slide in power point e il testo della lezione anche in formato doc per word

Dalla rivoluzione urbana alla storia degli Ebrei

Abramo
La storia degli Ebrei inizia con la figura di Abramo, che rappresenta una specie
di punto di raccordo, di legame originario, con la tribù degli Amorrei, e in
generale con il mondo della Mesopotamia, proprio quel mondo che sarà poi
fortemente criticato, demonizzato e aborrito nelle pagine della Bibbia.
Abramo
Prima di tutto occorre chiedersi: Abramo è un personaggio storico? Gli studiosi
certamente sono divisi su questo argomento, ma a noi piace comunque
sottolineare il fatto che, come accade anche per altre pagine della
Bibbia,  e come insegnano archeologi come
Keller, Piccirillo, Buccellati e altri, molti sono i riscontri che testimoniano
di una attendibilità storica di alcuni elementi dei racconti biblici.
Dal politeismo al monoteismo
Egli rappresenta una importante fase di passaggio: dalla tradizione politeista che
frammentava la realtà per controllarla meglio, (conosco il dio del Sole e so
cosa devo fare per propiziarmelo, e così per tutti gli altri fenomeni celesti e
per le attività utili all’uomo) ad una concezione diversa della realtà, come
qualcosa di imprevedibile. L’Ebreo accetta il rischio della risposta negativa
da parte di Dio, perché ritiene di non dover porre limiti all’assoluto.
La funzionalizzazione dei rapporti sociali
Altra riflessione importante dell’archeologo Giorgio Buccellati: ovviamente con la
rivoluzione urbana c’era stata una rivoluzione anche nei rapporti tra le
persone. La gente si conosceva non più perché, come prima, conosceva i parenti
degli altri componenti della comunità. Passando dalla tribù (villaggio) alla
città non è più materialmente possibile conoscere tutti quanti in modo diretto,
ma è possibile solo conoscere la funzione che uno svolge all’interno
dell’organizzazione sociale (rapporti mediati)
La frammentazione del lavoro
Alla funzionalizzazione nell’ambito dei rapporti interpersonali corrisponde la
frammentazione nel campo del lavoro. Il singolo operatore non sa più come si fa
una cosa dall’inizio alla fine, sa fare solo una parte del lavoro, quella che
spetta a lui.
La tribù
Nella tribù i rapporti umani sono diretti, familiari, non mediati; il membro della
tribù sa fare tutto: inoltre l’uomo è in rapporto diretto non solo con i suoi
simili, ma anche con la natura. L’ambiente prevalente per le tribù orientali è
quello della steppa. L’attività economica principale è quella della pastorizia,
e le tribù sono nomadi.
Religiosità nella tribù
Nelle tribù degli Amorrei si diffonde una concezione diversa di Dio, come un Dio personale,
protettore dell’uomo, come una sorta di angelo custode. Si instaura così per la
prima volta un rapporto personale con il Dio, un rapporto intimo, non come
quello esteriore e appariscente, tipico dei riti politeisti.
Religiosità nelle città; il politeismo
La religione nelle città serve a interpretare e controllare la realtà, il sole, le
stagioni, i mesi, ecc…
Così come c’è frammentazione nella società, vi è anche frammentazione nel Pantheon,
e ogni Dio svolge una sua funzione, sono come delle icone che servono all’uomo
per appropriarsi della realtà. Per questa religiosità le origini sono fuori dal
tempo, prima dell’inizio della storia, mitologiche.
La religiosità di Abramo
Abramo
è un pastore nomade cui Dio rivela la sua volontà. Dio entra nella storia, e
viene incontro all’uomo. Dio per Abramo è qualcuno a cui potere dare del tu.
Qui sta tutta la novità del popolo ebraico: infatti nella Bibbia si parla del
Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe: il Dio del popolo ebraico era
originariamente il Dio della persona umana.

Commenti

Post popolari in questo blog

Eticamente lecito uccidere i bambini - di Stefano Biavaschi

“Eticamente lecito uccidere i bambini”. E' la sorprendente tesi di due bioeticisti italiani, pubblicata sul Journal of Medical Ethics. I due personaggi sono Alberto Giubilini e Francesca Minerva, e il titolo incredibile dell'articolo è: “Aborto dopo la nascita, perché il bambino dovrebbe vivere?”.

Il mattino, da "Il giorno" di Giuseppe Parini - vv. 1-169 - di Carlo Zacco

5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue Purissimo celeste, o in te del sangue Emendino il difetto i compri onori E le adunate in terra o in mar ricchezze Dal genitor frugale in pochi lustri, Me Precettor d'amabil Rito ascolta.     Come ingannar questi nojosi e lenti Giorni di vita, cui sì lungo tedio E fastidio insoffribile accompagna Or io t'insegnerò. Quali al Mattino, Quai dopo il Mezzodì, quali la Sera Esser debban tue cure apprenderai, Se in mezzo agli ozj tuoi ozio ti resta Pur di tender gli orecchi a' versi miei.     Già l'are a Vener sacre e al giocatore Mercurio ne le Gallie e in Albione Devotamente hai visitate, e porti Pur anco i segni del tuo zelo impressi: Ora è tempo di posa. In vano Marte A sè t'invita; che ben folle è quegli Che a rischio de la vita onor si merca, E tu naturalmente il sangue aborri. Nè i mesti de la D…

Concorso dirigenti: appunti di studio

L'ultima mia fatica di studio in vista del concorso l'ho riversata come al solito sul sito www.atuttascuola.it e credo che possa essere utile, in mancanza di una testo ufficiale del ministero di preparazione al concorso.