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Riassunto del decimo canto dell' Orlando furioso di Ludovico Ariosto - di Carlo Zacco

Canto X
Sommario. - incostanza dei giovani in amore — Bireno abbandona Olimpia in un'isola deserta — Ruggiero, sdegnando le seduzioni di tre donne d'Alcina, prosegue verso Logistilla — Alcina colla sua flotta tenta di impedire a Ruggiero di raggiungere Logistilla — Ruggiero nella rocca di Logistilla — Ruggiero parte sull'ippogrifo per ritornare in Francia — Ruggiero giunge nell'isola di Ebuda e Ubera Angelica — Ruggiero con Angelica giunge in Bretagna.
Incostanza dei giovani in amore (1-9) - Nessuna donna dimostrò tanto amore quanto Olimpia al suo Bireno, ed essa avrebbe ben meritato di essere corrisposta e non abbandonata per altra donna, fosse pure la bellissima Elena. Le donne non prestino fede ai giuramenti degli uomini, specialmente se giovani, poiché costoro sono facili ad accendersi, ma, non appena hanno raggiunto il loro scopo, volgono altrove il proprio cuore. Meglio è fidarsi degli uomini maturi, purché non siano troppo avanti negli anni.

Bireno abbandona Olimpia in un'isola deserta (10-34) - Bireno, nel suo viaggio verso la Selandia, aveva portato con sé la figlia minore di Cimosco col pretesto di darla in isposa al suo fratello minore, ma, in realtà, era stato preso dalla freschezza e dalla bellezza della fanciulla, che aveva solo quattordici anni, mentre sentiva crescere ogni giorno di più l'indifferenza e il fastidio per Olimpia. Tuttavia, per raggiungere il suo scopo, fingeva di amarla e di sentire per l'altra solo una viva pietà.
Già la nave, mantenendosi al largo della Frisa, procede a sinistra verso la Scozia, quando un vento impetuoso la spinge dopo tre giorni sopra un'isoletta deserta. Bireno ed Olimpia prendono terra, cenano lietamente, e poi vanno a riposare in un padiglione, mentre i compagni ritornano a bordo. Olimpia, stanca del lungo errare, si addormenta di un sonno profondo, non sospettando di nulla. Ma Bireno, cogliendo il momento opportuno, si alza dal letto, corre alla nave, risveglia in fretta i suoi uomini e salpa silenziosamente.
Verso l'auròra Olimpia si desta e cerca intorno a sé il suo sposo, ma non trova nessuno. Si getta allora fuori del padiglione, corre disperata alla spiaggia, ma non vede se non il lido deserto. Chiama a gran voce Bireno, ma solo gli antri le rispondon impietositi. Sale infine sopra uno scoglio e scorge da lontano la nave che si allontana. Cade allora tramortita al suolo, si rialza, chiama tra le lacrime la nave che le trasporta lontano l'anima, mentre le lascia il corpo a terra, e per ben tre volte è sul punto di gettarsi in mare. Poi ritorna alla tenda, maledicendo Bireno e presagendo per sé la fine più triste. Teme di dover morire per fame o per bocca di qualche fiera, e pensa che, se anche qualche nocchiero giungesse a porla in salvo, essa non saprebbe dove farsi portare, perché ha donato ogni sua terra allo sposo ingrato e crudele. Peggiore poi sarebbe la sua sorte, se fosse eventualmente presa dai corsari e venduta schiava. Tra questi pensieri corre scarmigliata sul lido e sembra impietrita dall'angoscia.

Ruggiero, sdegnando le seduzioni di tre donne d'Alcina, prosegue verso Logistilla (35-47) -Intanto Ruggiero, cavalcando per la spiaggia arida e solitaria, sotto la sferza del sole, vede all'ombra di una torre, che sorge presso il lido, tre donne che dalle vesti e dall'atteggiamento riconosce appartenere alla corte di Alcina. Esse stanno a godersi il fresco sulla spiaggia, sdraiate mollemente su tappeti orientali e intente a gustare vini prelibati. Vicino è un piccolo naviglio, che attende l'aura propizia per gonfiare le vele. Non appena esse scorgono Ruggiero, accaldato e assetato, lo invitano a riposarsi al fresco con loro. Una si accosta al cavallo per farlo scendere, un'altra gli offre una coppa di vino spumante; ma Ruggiero, temendo che Alcina abbia a raggiungerlo, procede per la sua via. Allora la terza di quelle donne, accesa di sdegno, lo copre di contumelie, accusandolo di aver rubato le armi e il cavallo; e poiché Ruggiero non la risponde, tutte e tre le donne salgono sul loro naviglio e gli tengono dietro lungo la riva.
Finalmente il guerriero giunge ad uno stretto, attraverso il quale si passa nel regno di Logistilla; e un vecchio nocchiero gli viene incontro, lo prende lietamente sulla sua barca, e, mentre lo traghetta all'altra riva, lo elogia per essersi a tempo allontanato da Alcina ed esalta i pregi di Logistilla.
Alcina con la sua flotta tenta impedire a Ruggiero di raggiungere Logistilla (48-56) - Ma ecco che sopraggiunge Alcina colla sua flotta, per impedire a Ruggiero di raggiungere il regno di Logistilla. Il vecchio invita tosto il guerriero a scoprire lo scudo incantato, e, per non perder tempo, trae egli stesso lo scudo dal drappo che lo ricopre, abbacinando in tal modo gli assalitori. Intanto uno delle genti di Logistilla, che stava in vedetta sulla rocca, suona a martello una campana, e, mentre l'artiglieria incomincia a tempestare coi suoi colpi, quattro donne (Andronica, Fronesia, Dicilla e Sofrosina), che simboleggiano le virtù cardinali, muovono incontro a Ruggiero. Nello stesso tempo esce dalla rocca un esercito, che si distende sulla spiaggia; e da un'insenatura, posta sotto la rocca, si stacca una numerosa flotta, che si teneva sempre pronta per affrontare i nemici. Si accende in tal modo un'aspra battaglia per terra e per mare. Alcina è sconfitta e perde il regno che aveva tolto alla sorella. Essa si salva su una piccola nave, e, se, come maga, non fosse destinata a vivere in eterno, si sarebbe dina volentieri la morte come Didone o Cleopatra.

Ruggiero nella rocca di Logistilla (57-68) - Ruggiero entra allora nella rocca di Logistilla, le cui mura sono fatte di pietre preziose, che non si trovano in altro luogo, e che hanno il pregio di tar conoscere, a chi le osservi, i propri vizi e le proprie virtù. Vi sono poi altissimi archi, che reggono giardini meravigliosi, coperti di fiori e di frutto in tutte le stagioni dell'anno. Ruggiero, ben accolto da Logistilla, trova Astolfo, che lo ha preceduto; e, nei giorni successivi, i cavalieri ai quali Melissa ha restituito l'antica figura.
La maga Melissa prega poi Logistilla di aiutare Ruggiero ed Astolfo, che desiderano ritornare in Francia. La saggia maga suggerisce a Ruggiero di dirigersi in groppa all'ippogrifo verso i passi aquitani, ma prima fa adattare un morso all'indomito animale ed insegna al guerriero come guidarlo a sur  piacimento.

Ruggiero parte sull'ippogrifo per ritornare in Francia (69-72) - Ruggiero prende quindi commiato da Logistilla, ma, essendo ormai padrone del suo cavallo alato, non ritorna per la via percorsa nell'andata, ma preferisce procedere oltre, compiendo il giro del mondo. Egli passa sull'Asia., tra il Cataio e la Mangiana, vola sul Pamir, sale fino alla Scizia, discende fino al Caspio, entra attraverso la Sarmazia in Europa, e, dopo aver sorvolato la Russia, la Pomerania, la Polonia, l'Ungheria e la Germania, giunge nell'estrema Inghilterra.

Ruggiero assiste alla rassegna dell'esercito raccolto da Rinaldo in soccorso di Carlo Magno (73-91) - Un giorno, discendendo sul Tamigi, vede nei prati vicini alla città molti uomini d'arme, fanti e cavalieri; e, sceso a terra, viene a sapere che quelle sono le truppe raccolte da Rinaldo per portare aiuto a Carlo Magno, e che stanno per imbarcarsi per la Francia.
Un cavaliere gli indica, tra le squadre inglesi, il gran capitano Leonetto, duca di Lincastro (Lancaster), col gonfalone reale; il conte di Norvegia, il duca di Glocestra (Gloucester), il duca di Chiarenza (Clarence), il duca d'Eborace (York) e molti altri; tra le squadre scozzesi, Zerbino, figlio del re di Scozia, ed altri ancora; tra le squadre irlandesi, il conte di Childera (Kildare) e il conte di Desmonda (Desmond) Vi sono inoltre genti della Svezia, della Norvegia, dell'Islanda e dell'ultima Tuie. Mentre Ruggiero osserva quelle squadre, gli uomini gli si affollano intorno per ammirare l'ippogrifo. La loro meraviglia aumenta quando il guerriero, salito in groppa al cavallo alato, si alza a volo e dilegua nei  cieli.

Ruggiero giunge nell'isola di Ebuda e libera Angelica (92-111) - Egli si dirige verso l'Irlanda, la terra del famoso pozzo di S. Patrizio; poi vola sopra il mare che bagna la Bretagna francese, e qui, nel passare sopra all'Isola del piano (che tale nome era stato dato all'Isola d'Ebuda), vede Angelica legata allo scoglio ed esposta all'orca. Essa sembrerebbe una statua d'alabastro, se una lacrima non irrigasse il bellissimo volto.
Ruggiero, mosso da pietà e da subito amore, frena l'ippogrifo e domanda alla fanciulla ragione della sua sventura; ma, mentre essa tra i singhiozzi sta per rispondere, si sente dal mare lo strepito dell'orca che viene verso h vittima. Ruggiero la colpisce con la lancia fra gli occhi. ma sembra che colpisca una pietra insensibile. Ritorna allora all'attacco, mentre il mostro, vedendo l'ombra del cavaliere e dell'ippogrifo che si muove sull'acqua, la insegue furibondo. Il duello sembra quello di un'aquila contro un serpente, o di una mosca contro un mastico. L'orca batte così forte la coda nel mare, che l'acqua si alza fino al cielo, spruzzando il corpo dell'ippogrifo.
Allora Ruggiero, temendo di precipitare, pone in dito ad Angelica Fanello incantato, che la maga Melissa gli aveva restituito e scopre lo scudo. L'orca abbacinata si rovescia nel mare, ed egli percuote di colpi il terribile mostro. Ma Angelica, temendo che essa si ridesti, prega il cavaliere di slegarla e di prenderla in groppa con  lui.

Ruggiero con Angelica giunge in Bretagna (112-115) - Ruggiero tosto l'esaudisce, e, invece di proseguire

verso la Spagna, come si era proposto, si volge verso la Bretagna francese. Qui scende sul lido, in un praticello solitario, bagnato da una fonte, cinto da un bosco di querce e chiuso da montagne. Subito si libera dall'impaccio delle armi, ma è tanto confuso che, se scioglie un laccio, due ne annoda.

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