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Luigi Meneghello

   
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Luigi Meneghello (1922-2007), partigiano a Padova e professore di italiano all’estero, è conosciuto soprattutto per il suo romanzo Libera nos a Malo
Malo è un paese di contadini del vicentino, descritto nel romanzo dal punto di vista di un bambino
Il lessico è particolarmente originale, per gli inserti dialettali e i neologismi
da Libera nos a MaloCi sono due strati nella personalità di un uomo: sopra, le ferite superficiali, in italiano, in francese, in latino; sotto, le ferite antiche che rimarginandosi hanno fatto queste croste delle parole in dialetto. Quando se ne tocca una si sente sprigionarsi una reazione a catena, che è difficile spiegare a chi non ha il dialetto.
C'è un nòcciolo indistruttibile di materia apprehended, presa coi tralci prensili dei sensi; la parola del dialetto è sempre incavicchiata alla realtà, per la ragione che è la cosa stessa, appercepita prima che imparassimo a ragionare, e non più sfumata in seguito dato che ci hanno insegnato a ragionare in un'altra lingua. Questo vale soprattutto per i nomi delle cose. (cap. 5, p. 36)
da Libera nos a MaloMe pare me mare | me manda cagare | el prete me vede | mi taco scoréde. (cap. 4)
Bianco, rosso, verde | color delle tre merde | color dei panezéi | la caca dei putèi (cap 4)
da Libera nos a MaloLibera nos amaluamen. Non sono molti anni che il mio amico Nino s'è reso conto che non si scrive così. Gli pareva una preghiera fondamentale e incredibilmente appropriata: è raro che una preghiera centri così un problema. Liberaci dal luàme, dalle perigliose cadute nei luamàri, così frequenti per i tuoi figliuoli, e così spiacevoli: liberaci da ciò che il luàme significa
da Libera nos a Malo«Oh, but this is wonderful». Questi apprezzamenti sono gentili, e anche giusti credo; ma per noi il paese non era né bello né brutto, era il nostro paese, e così anche il sito. Ci piaceva, ma non ci veniva in mente di dire che fosse bello. (cap. 12, p. 82)
da Libera nos a MaloNei rapporti tra famiglie era quasi onnipotente nel determinare il costume ciò che si chiamava l'intaresse, naturalmente in funzione della solidarietà familiare. né le leggi dello stato né i precetti morali della religione avevano — nel modificare questo codice di condotta — la forza che aveva invece il senso del decoro ("no sta ben"), di ciò che riscuote la sanzione della comunità, e che può differire profondamente non solo da quello che prescrive la legge, ma anche da quello che ingiunge la religione. (cap. 14, p. 104)

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