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Lo scudo di Talos di Valerio Massimo Manfredi


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Lo Scudo Di Talos

Valerio Massimo Manfredi

Relazione di Visicaro Tommaso

Il Riassunto

Il libro parla di un bambino di nome Talos. Purtroppo egli è zoppo, così viene considerato invalido dalla legge di Sparta. Quindi il padre Aristarchos, essendo uno dei capifamiglia più importanti di Sparta, lo abbandona a malavoglia su un monte vicino alla città, chiamato Taigeto.

Un giorno un ilota di nome Kritolaos lo trova e decide di prendersene cura, visto che il bambino è ancora un neonato. Decide di affidarlo alla figlia perché lui deve lavorare nei campi durante il giorno e non può assisterlo. IL bambino cresce e impara molte cose sul lavoro nei campi e sulle cose della vita quotidiana. Kritolaos lo sottopone a duri allenamenti per rinforzare quel piede rattrappito che trascina con tanta fatica. Poi gli mostra un’armatura nascosta da molti anni in una grotta:è l’armatura del re Aristodemos, e c’è anche una spada e un arco di corno. Talos si esercita con l’arco e diventa molto bravo. Poi si innamora di una bellissima ragazza di nome Antinea, che egli salva quando un gruppo di spartani si prende gioco di lei.

Il tempo passa e un giorno Kritolaos muore, mentre la guerra tra Sparta e i persiani si avvicina. Così, durante la preparazione dei guerrieri, Talos viene scelto da un guerriero di nome Brithos come servo personale. Brithos è il capo di quelli che hanno aggredito Antinea e ha scelto Talos perché ha visto in lui una grande forza in quello scontro. Allora l’esercito di 300 uomini, comandato dal re Leonidas, parte verso le Termopili per affrontare i persiani capeggiati da Serse. Lo scontro è terribile perché i persiani sono in numero nettamente superiore. Prima di morire , il re spartano scrive un messaggio per gli Efori e gli Anziani di Sparta, così ordina a Brithos, Aghias e Talos di portarlo a Sparta. Essi eseguono l’ordine del re mentre i loro compagni muoiono in guerra, ma appena arrivati in città e consegnato il messaggio agli Efori si sparge la voce che il messaggio è vuoto. Preso dalla disperazione Aghias si impicca in casa sua e quindi Brithos, perso il padre Aristarchos in guerra e il suo migliore amico decide di suicidarsi. Il suo tentativo fallisce perché Talos e un suo amico di nome Karas glielo impediscono. Essi lo convincono a combattere per il suo onore e lui accetta di seguirli. Talos riprende il suo mitico arco e insieme a Brithos crea scompiglio tra i gruppi persiani sparsi per la Grecia. Intanto c’è un’altra guerra fra Sparta e i persiani e si svolge a Platea. Inizia la guerra e Brithos decide di suicidarsi ad insaputa di Talos andando incontro ai persiani da solo. La guerra la vincono gli spartani comandati dal re Pausanias. Egli svela a Talos le sue vere origini e gli consegna l’armatura del suo vero padre Aristarchos. Sconsolato, Talos, o meglio Kleidemos ( è il suo vero nome), va alla sua nuova casa a Sparta e trova la sua vera madre che però muore per la gioia di abbracciarlo. Quindi Kleidemos ,disperato, si arruola nell’esercito di Sparta e diventa il capo del quarto battaglione. Egli segue il re Pausanias nei suoi piani per unificare la città fra iloti e spartani ma poi Pausanias muore e alla fine cade il progetto. Poi Kleidemos scopre il contenuto del messaggio del re Leonidas che è stato rubato e sostituito con uno vuoto da una spia degli Efori. Il messaggio dice che anche il re Leonidas vuole unificare la città per il coraggio dimostrato dai servi in guerra. Tutto questo non è stato permesso dagli Efori e dagli Anziani. Quindi Kleidemos si schiera dalla parte degli iloti e li porta a Ithome, una città che loro stessi hanno ricostruito. Intanto Kleidemos fa un figlio con Antinea e lo chiama Aristodemos. Gli spartani vogliono combattere gli iloti, e ci sono molti morti e feriti da entrambe le parti, ma dopo alcuni presagi mandati dagli dei ( come il terremoto) gli spartani decidono di ritirarsi concedendo la libertà agli iloti. Allora Karas, appena saputa la notizia, corre a cercare Kleidemos ,ma trova solo la sua armatura insanguinata senza alcuna traccia del corpo.

I Personaggi

Il personaggio principale è Talos. Egli è zoppo e subisce molte ingiustizie. Nonostante il suo piede riesce a diventare molto forte fisicamente e infatti diventa capo di un battaglione dell’esercito. Nella prima parte della sua vita, quando vive con gli iloti, è una persona molto gentile e generosa: infatti svolgeva tutti i doveri nei campi quando Kritolaos era vecchio. Inoltre amagli iloti e disprezzacon tutto il suo cuore gli spartani. Quando diventa guerriero spartano cambia, uccide schiavi e guerrieri senza distinzione e diventa duro caratterialmente. Poi decide di schierarsi con gli iloti e diventa gentile e disponibile con la gente. Diventa capo degli iloti per il suo coraggio dimostrato e si comporta come un abile condottiero.

Brithos, fratello di Talos è il più forte guerriero dell’esercito spartano. Egli odia gli iloti, come il resto della gente di Sparta, e infatti si scontra con Talos non sapendo che è suo fratello. Egli ha un forte senso verso l’onore, infatti quando viene mandato a Sparta a mandare il messaggio si sente come un traditore e si vuole suicidare. Dimostra la sua forza fisica quando viene fustigato per diventare in guerriero mostrando una resistenza paurosa.

Aristarchos è un nobile Spartano, padre di due figli Talos e Brihos. Con grande sofferenza decide di abbandonare Talos sul monte Taigeto per via del suo piede. Per tutto il resto della sua vita rimpiange quel gesto, ma con grande forza riesce a mascherare la sua tristezza. Durante la battaglia alle Termopili dimostra di essere un grande guerriero sterminando molti nemici e difendendo il suo re al costo della vita.

Kritolaos è colui che trova Talos abbandonato. Egli è vecchio, ma molto saggio e intelligente e insegna a Talos a lavorare e lo allena.

Tra gli iloti egli è il capo ed il più vecchio ed è l’uomo che da speranza ai pastori che abitano il monte. Inoltre è il custode dell’armatura del re Aristodemos.

Karas è il migliore amico di Talos. Egli è molto robusto, alto e ha l’aspetto di un barbaro. Egli aiuta molto Talos soprattutto dopo la morte di Kritolaos nei lavori ai campi e nelle vicende dell’amico. Viene catturato e picchiato duramente da un capo dell’esercito perché si è incontrato con il re Pausanias per chiedere informazioni di Talos. Viene accecato da un occhio ma resiste alla fustigazione. Egli è il custode delle parole della maledizione dell’armatura di Aristodemos.

Antinea è una bellissima ragazza che vive vicino a Talos. I due si innamorano, ma lei deve seguire il suo padrone in Messenia. Talos la incontra dopo essere tornato dall’Asia per gli affari di re Pausanias. Con lei fa un figlio di nome Aristodemos.

Spazio

La vicenda si svolge in Grecia e in una parte in Asia. Generalmente sono luoghi aperti come il monte Taigeto, i campi, Sparta, le Termopili, Platea e i viaggi compiuti da Talos. Ogni tanto entra nelle case degli altri per discutere oppure per essere ospitato per la notte.

Tempo

Non si sa in che periodo è ambientato il testo, ma si può dedurre che siamo intorno al 480 A.C. La vicenda dura tutta la vita di Talos: cira 40 anni.

Nel testo sono molto frequenti i riassunti ed alcune ellissi di tempo, come da quando Talos viene trovato a quando ha circa 15-16 anni. Sono presenti delle pause e non ci sono flashback o anticipazioni.

Stile

Valerio Manfredi, l’autore, si esprime in un linguaggio semplice e scorrevole. I nomi dei personaggi sono greci, ma non ci sono molte parole straniere.

Tecniche di presentazione delle parole e dei pensieri dei personaggi

Nel testo è prevalente il discorso indiretto per via delle molte descrizioni degli eventi. Poi è presente il discorso diretto e diretto libero per i dialoghi fra i personaggi.

Narratore

Nella vicenda il narratore è onnisciente perché entra anche nei pensieri dei personaggi

Tematiche

L’autore vuole far riflettere a proposito delle diverse classi sociali nella civiltà greca presente a quel tempo. Si notano infatti due stili di vita completamente differenti tra gli spartani e gli iloti. Da questo libro si possono intuire le ingiustizie subite dai servi in quel periodo.

Commento personale

A me il libro è piaciuto, ma lo ritengo un po’ triste per tutte le sventure subite da Talos

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