Passa ai contenuti principali

L'avventura di due sposi di Italo Calvino dagli Amori impossibili


Apprendimento cooperativo: 
qui sopra videolezione del professore su youtube

qui sotto:
audiolezione del professore in mp3
approfondimento scritto di un alunno/a

"L'avventura di due sposi" di Italo Calvino 1F lezione scolastica di Luigi Gaudio in mp3, disponibile anche in formato audio wma

Calvino negli anni sessanta

La svolta politicaLa sua adesione, convinta, al partito comunista viene meno dopo l’invasione dell’Ungheria da parte delle milizie sovietiche e dopo la denuncia dei crimini commessi da Stalin fatta da Nikita Chruscev.
Egli esprime la sua visione culturale fondando insieme con Vittorini la rivista il “Menabò”.
 
Anni sessantaParigi (e la Francia illuminista) è sempre stata la “patria spirituale” di Calvino, che si trasferisce a Parigi nel 1964 dopo aver sposato Esther Judith Singer, approfondendo in quegli anni parigini i rapporti profondi con Queneau (di cui traduce “I fiori blu”) e altri scrittori dell’avanguardia francese, portando a piena realizzazione alcuni aspetti già presenti in parte nella sua narrativa precedente, cioè:
La comicità paradossale
L’ interesse spasmodico per la scienza.
Calvino giornalistaQuando Calvino ritorna in Italia nel 1980, diventa un articolista del “Corriere della sera” e de “La repubblica”, stigmatizzando con alcuni suoi memorabili “editoriali” le stanche abitudini della politica e della cultura italiana di quegli anni
Colpito da un malore improvviso, muore nel 1985 nell’ospedale di Siena.
Calvino e il linguaggioCerco di oppormi alla pigrizia mentale di cui danno prova tanti miei colleghi romanzieri nell’uso di un linguaggio quanto mai prevedibile e insipido.
Credo che la prosa richieda un investimento di tutte le risorse verbali, tal quale come la poesia:
scatto e precisione nella scelta dei vocaboli,
economia e pregnanza e inventiva nella loro
distribuzione e strategia,
slancio e mobilità e tensione nella frase,
agilità e duttilità nello spostarsi da un registro all’altro, da un ritmo all’altro.
La sfida al labirinto (1962)Da una parte c'è l'attitudine, oggi necessaria per affrontare la complessità del reale, di rifiutare le visioni semplicistiche che non fanno che confermare le nostre abitudini di rappresentazione del mondo; quello che oggi ci serve è la mappa del labirinto la più particolareggiata possibile.
Dall'altra parte c'è il fascino del labirinto in quanto tale, del perdersi nel labirinto, del rappresentare questa assenza di vie d'uscita come la vera condizione dell'uomo.
Resta fuori chi crede di poter vincere i labirinti sfuggendo alla loro difficoltà; ed è dunque una richiesta poco pertinente quella che si fa alla letteratura, dato un labirinto, di fornirne essa stessa la chiave per uscirne.
Quel che la letteratura può fare è definire l'atteggiamento migliore per trovare la via d'uscita, anche se questa via d'uscita non sarà altro che il passaggio da un labirinto all'altro. È la sfida al labirinto che vogliamo salvare, è una letteratura della sfida al labirinto che vogliamo enucleare e distinguere dalla letteratura della resa al labirinto.

Commenti

Post popolari in questo blog

Un quiz al giorno per il Concorso Dirigenti Scolastici 2015

Da oggi fino alla prova preselettiva sulla seguente pagina facebook un quiz al giorno per il Concorso Dirigenti Scolastici 2015 (bando previsto entro fine marzo, secondo il decreto Milleproroghe), ogni giorno alle ore 9.  La soluzione verrà pubblicata almeno un giorno dopo. https://www.facebook.com/nuovoconcorsodirigentiscolastici

Il mattino, da "Il giorno" di Giuseppe Parini - vv. 1-169 - di Carlo Zacco

5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue Purissimo celeste, o in te del sangue Emendino il difetto i compri onori E le adunate in terra o in mar ricchezze Dal genitor frugale in pochi lustri, Me Precettor d'amabil Rito ascolta.     Come ingannar questi nojosi e lenti Giorni di vita, cui sì lungo tedio E fastidio insoffribile accompagna Or io t'insegnerò. Quali al Mattino, Quai dopo il Mezzodì, quali la Sera Esser debban tue cure apprenderai, Se in mezzo agli ozj tuoi ozio ti resta Pur di tender gli orecchi a' versi miei.     Già l'are a Vener sacre e al giocatore Mercurio ne le Gallie e in Albione Devotamente hai visitate, e porti Pur anco i segni del tuo zelo impressi: Ora è tempo di posa. In vano Marte A sè t'invita; che ben folle è quegli Che a rischio de la vita onor si merca, E tu naturalmente il sangue aborri. Nè i mesti de la D…

Elogio di Galileo dall' Adone di Marino - di Carlo Zacco

Marino - Adone Canto X - ottave 42-37 Elogio di Galileo
42 Tempo verrà che senza impedimento queste sue note ancor fien note e chiare, mercé d'un ammirabile stromento per cui ciò ch'è lontan vicino appare e, con un occhio chiuso e l'altro intento specolando ciascun l'orbe lunare, scorciar potrà lunghissimi intervalli per un picciol cannone e duo cristalli. - Impedimento: ostacolo;  - note: caratteristiche;   note: conosciute e comprensibili: paronomasia;    mercé: grazie a;    - intento: attento;  - specolando: osservando;  - scorciar: abbreviare; 43 Del telescopio, a questa etate ignoto, per te fia, Galileo, l'opra composta, l'opra ch'al senso altrui, benché remoto, fatto molto maggior l'oggetto accosta. Tu, solo osservator d'ogni suo moto e di qualunque ha in lei parte nascosta, potrai, senza che vel nulla ne chiuda, novello Endimion, mirarla ignuda. - per te: per opera tua;  - fia l’opra comp…