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La danza del tempo di Mia Martini - di Laura Alberico

A venti anni dalla scomparsa di Mia Martini vorrei ricordare una canzone bellissima ma forse anche poco conosciuta. Un invito a guardare con gli occhi del cuore e dell’anima la musica che scorre nel tempo e si lascia trascinare dai ricordi: il tempo che è stato, il riflesso della  luce  dopo il buio,  tracce di colore che sciolgono i rimpianti e la malinconia, nel dipinto di storie vissute e mai dimenticate.
Immagini che feriscono nel dolore e nel sorriso di una canzone che viaggia senza confini , nella danza leggera ma suadente che accoglie i sentimenti e con essi disegna la trama  della vita. Per questo anche una canzone può diventare un cristallo trasparente, una pietra preziosa e cangiante che rinnova il ricordo, al riparo della dimenticanza, immortale nella sua purezza, diamante che alla luce degli occhi disegna l’arcobaleno dei colori. E gli anni diventano, per incanto, nuove primavere sotto il cielo che accoglie tutti nella preghiera di   un unico abbraccio.
Danza
Danza sul velluto sul cristallo
del tuo tempo meno bello e qualcuno con te
Danza sulle ceneri antiche
sulle ombre svanite e qualcuno con te.
Se il tuo viso da ritratto scompare
è che forse stai imparando a camminare.
Danza nella tua casa tra le erbe
e l’odore d’inverno e qualcuno con te
Danza bella donna piccola donna
distorsione del tempo e qualcuno con te.
Sulla luce che spaccò Firenze a metà
ma lasciamo che sappia il cielo quello che sa
tu danza sul dolore e la danza consumerà.
Noi lasciamo che sappia il cielo quello che sa
danza sulla poca fortuna sui campi alla luna
e sul mare che fa.
Danza e più chiarezza e pudore
e meno rabbia e più amore è già qualcosa che va’
Di ritorno dall’altra parte del mare e dal cielo
l’Europa la potresti abbracciare davvero
e invece coltivi ancora i tuoi dolori per tenerli con te.
Danza sulla tua strada che danza
sulla tua casa che danza se non puoi fare di più.
Danza sulla tua vita che danza
su tutto quello che manca se non puoi fare di più.

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